Nomina di amministratore condominiale comune, tribunale civile, gestione immobiliare





buongiornoho la nuda proprietà di un piccolo comdominio, mio padre e mia madre hanno ciascuno l'usufrutto al 50%. mio padre ha sempre gestito il condominio, molto piu male che bene, come risulta ora che si sono separati (non legalmente) e litigano soltanto. non solo mio padre spesso non da a mia madre la sua quota degli affitti (in passato non l'ha mai data, ma ora mia madre la pretende), e quale sia la quota precisa lo sa solo lui, ma adesso scopriamo cose raccapriccianti: ad alcuni inquilini non ha fatto alcun contratto di affitto, mantiene i contratti del gas a nome suo e non si fa pagare il consumo dagli inquilini con le spese; in un caso recente non ha pagato il gas e all'inquilino sono stati messi i sigilli, che mio padre ha semplicemente rotto. queste sono solo alcune cose che mia madre ha scoperto ultimamente parlando con alcuni inquilini, che sono ben contenti di non dover pagare il gas e di non ricevere conguagli di spese del condominio da dieci anni, considerando che sicuramente negli anni le spese saranno aumentate. non è possibile parlare con mio padre che diventa immediatamente isterico e non da alcuna informazione riguardo al condominio.

Pretendere un'amministrazione ordinata è inutile. mia madre, come usufruttuaria al 50%, che diritti ha per togliere l'amministrazione a mio padre e metterla in mano a un amministratore? quali passi legali può fare per cambiare l'amministrazione del condominio? ripeto che non esiste alcuna separazione legale tra i due, solo il regime di separazione dei beni, e vivono in due appartamenti separati del condominio.



RISPOSTA



La mamma ha diritto di presentare ricorso al tribunale civile, per chiedere la nomina di un amministratore comune (che potresti anche essere tu, laddove lo volessi … ) per la gestione del condominio, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 1105 del codice civile. Il tribunale nominerà in camera di consiglio, un amministratore idoneo a svolgere le funzioni di gestione immobiliare, di riscossione degli affitti e di pagamento delle spese.

Art. 1105 del codice civile. Amministrazione.

Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune. Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente.
Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione.
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all'autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.


Tuo padre, con il suo comportamento isterico, ha violato l'articolo 1102 del codice civile, impedendo alla mamma di gestire al 50% il condominio in comproprietà.

Art. 1102 del codice civile. Uso della cosa comune.

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.