Informativa all'assemblea condominiale per installazione ascensore a cura del singolo condomino





Pensiamo di installare un ascensore/elevatore esterno alla palazzina di 5 piani in cui abitiamo che andrebbe ad insistere sul giardino di nostra proprietà esclusiva con oneri e cure totalmente a nostro carico lasciando ovviamente alla proprietà di mezzo la possibilità di usufruire di tale elevatore. Tale Elevatore verrebbe installato nel nostro giardino esclusivo a circa 2 metri dal giardino di proprietà del Signor S. che abita a piano terra e che quindi ovviamente non ha bisogno/interesse  di utilizzare l'’ascensore per venire in casa nostra.
Chi ci ha fatto il preventivo ci ha detto che per l’'elevatore che non è innovazione ma rientra nella disciplina dell’'art. 1102 dobbiamo dare informativa alla assemblea condominiale.
Anche se è elevatore insiste infatti secondo l’'amministratore sulla facciata anche se non comporta aumento di volume (ci ha detto il potenziale venditore).
L’'amministratore ha scritto nella convocazione che daremo informativa. Per evidenti motivi vorremmo arrivare all’'assemblea con qualche elemento giuridico in più
Grazie.
Cosa ne pensate?
Cordialità



RISPOSTA



Occorre semplicemente l'informativa all'assemblea condominiale, ai sensi dell'articolo 1102 del codice civile in quanto

1. L'ascensore sarà realizzato a spese del singolo condomino per un miglior godimento, da parte sua (e di chi lo vorrà in futuro) della “cosa comune”.
2. Esso non alteri la destinazione della cosa comune e non impedisca eventualmente ed in futuro, agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.
3. L'ascensore non comporta alcun pregiudizio per la proprietà del signor S.
4. Tanto premesso, non occorre l'avallo dell'assemblea condominiale, come previsto invece per le innovazioni di cui all'articolo 1120 del codice civile.

Cordiali saluti.

A conferma della presente consulenza, allego alcune sentenze:

L'installazione di un servizio in precedenza inesistente, suscettibile di uso separato ed a spese del solo condomino interessato non richiede l'approvazione da parte dell'assemblea con la maggioranza qualificata richiesta per le innovazioni ex art. 1120 cod. civ., trovando, in questo caso, applicazione l'art. 1102 cod. civ. (nella fattispecie, trattavasi dell'installazione di un ascensore da parte di un condomino portatore di handicap, il quale si era accollato l'intero onere delle spese). Trib. civ. Milano, Il maggio 1989 e cond. 1990, 325.

Allorché l’uso della cosa comune, pur comportando innovazione, venga effettuato dal singolo condomino a sue spese e non risulti alterata la destinazione della cosa né ne sia impedito l'uso agli altri condomini, non è necessaria una preventiva delibera assembleare di approvazione (nella specie è stata accolta, in base al suddetto principio, la richiesta di provvedimento d'urgenza avanzata da soggetto affetto da incapacità deambulatoria che lamentava il rifiuto opposto all'installazione di un impianto di ascensore nel condominio ove risiedeva). Pret. civ. Milano, ord. 19 maggio 1987, e cond. 1988, 197.

La norma dell'art. 1120 c.c., nel richiedere che le innovazioni della cosa comune siano approvate dai condomini con determinate maggioranze, mira essenzialmente a disciplinare l'approvazione di innovazioni che comportino per tutti i condomini delle spese, ripartite su base millesimale. Ove non si faccia questione di spese, torna applicabile la norma generale dell'art. 1102 c.c. - che contempla anche le innovazioni - secondo cui ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto, ed, a tal fine, può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa comune, come (nel caso di specie) applicare nella tromba delle scale dell'edificio condominiale un ascensore, ponendolo a disposizione di tutti i condomini. Cass. civ., sez. II, 5 aprile 1977, n. 1300.
Sussiste, alla stregua dell'art. 1102 cod. civ., il diritto del condomino di installare, a proprie cure e spese, un impianto di ascensore nel vano delle scale in cui è ubicata la propria unità immobiliare, salva la facoltà di ogni altro condomino interessato di richiedere la partecipazione all'utilizzo dell'opera, previa corresponsione delle quote di spesa dovute secondo legge.
Trib. civ. Milano, sez. VIII, 12 ottobre 1989 e cond. 1990, 543. L'installazione dell'ascensore, riflettendo un servizio suscettibile di separata utilizzazione, può essere attuata anche a cura e spese di taluni condomini soltanto, salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi della innovazione contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'opera.