Opere di ristrutturazione straordinaria, obbligo di sostenere la spesa pro quota





Buonasera, vi contatto a seguito della seguente problematica che riguarda mia mamma. Sostanzialmente mia mamma è propietaria insieme ai suoi due fratelli di una casa a schiera all'interno di una vecchia cascina confinante dirette con altre case di propietà di altri cugini. Uno di questi ha deciso di fare opere di ristrutturazione straordinaria/migliorie sulla sua casa che risulta essere in mezzo alle altre case diroccate dei cugini. Nel progetto di suddette opere è stato deciso di aprire una nuova strada di passaggio e di chiudere la vecchia. Tale nuova via d'ingresso tangerebbe tutte le case già esistenti e verrebbe realizzata in un area cortilizia di propietà di tutti (non so esattamente con quale quota). Oggi è stato presentato a mia mamma un preventivo di spesa complessivo da suddividere equamente tra i propietari da parte del geometra di suo cugino. Mia mamma è obbligata a sostenere le spese insieme ai suoi fratelli oppure si può opporre.
Grazie mille.



RISPOSTA



Poiché si tratta di un area cortilizia in comunione tra più comproprietari, dobbiamo fare riferimento alle seguenti norme di legge, in particolare all'articolo 1108 II comma del codice civile.

“Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa”.

Art. 1105 del codice civile. Amministrazione.

Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune.
Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente.
Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione. Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all'autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.


Art. 1108 del codice civile. Innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.

Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento, purché esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa.
Nello stesso modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre che non risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti.
E' necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
L'ipoteca può essere tuttavia consentita dalla maggioranza indicata dal primo comma, qualora abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutuate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune.

I rappresentanti dei 2/3 della “cosa comune” sono d'accordo per fare questa innovazioni dell'area ?
Se c'è la maggioranza dei 2/3 della cosa comune, la mamma sarà obbligata a sostenere tale spesa, ovviamente “pro quota”.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.