Distaccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato del supercondominio





La ns. palazzina fa parte di un Supercondominio che ha in comune solo l'impianto di riscaldamento, tutti gli altri servizi sono separati.
Quale maggioranza assembleare è richiesta alla nostra palazzina per potersi distaccare dall'impianto centralizzato, considerato che il relativo importo è molto gravoso? Circa 100.000,00 € da suddividere tra 60 condomini ( a parte il recupero in 10 anni del 65% per benefici fiscali)..Ammortamento in 10 anni circa.
Beneficio dopo 10 anni circa 6600,00 €

Art.1120 : innovazioni, uso più comodo, miglioramento e maggior rendimento cose comuni ? (667 mill) Art.1120 : Innovazioni gravose o voluttuarie? (667 mill)
Atr 61, 62 disp. att. cc? 500 ml o 667 ml ?
Può essere interpretato come intervento per risparmio energetico ( 334 ml)?
Grazie e cordiali saluti



RISPOSTA



l'interno della vostra palazzina, sarà necessaria la maggioranza assembleare di cui al quinto comma dell'articolo 1136 del codice civile.

“Le deliberazioni di cui all'articolo 1120, primo comma, e all'articolo 1122-bis, terzo comma, devono essere approvate dall'assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell'edificio”.

Si tratta infatti di un'innovazione diretta al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni; considera che per distaccarsi dall'impianto comune del supercondominio, sarà necessario realizzare un impianto nuovo. E' quindi la classica innovazione di cui al comma 1 dell'articolo 1120 del codice civile.

Art. 1120 del codice civile. Innovazioni.

I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.
I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell'articolo 1136, possono disporre le innovazioni che, nel rispetto della normativa di settore, hanno ad oggetto:
1) le opere e gli interventi volti a migliorare la sicurezza e la salubrita' degli edifici e degli impianti;
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unita' immobiliari o dell'edificio, nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune;
3) l'installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione degli impianti che non comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto.
L'amministratore e' tenuto a convocare l'assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche di un solo condomino interessato all'adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma.


Escludo l'applicabilità dell'articolo 1121 del codice civile, poiché la gravosità dell'intervento è soltanto iniziale ed apparente, visto che nel lungo periodo, porterà degli indubbi benefici anche di carattere economico. Diciamo che nel lungo periodo, l'intervento è tutt'altro che gravoso o voluttuario, anzi … Per non parlare delle detrazioni fiscali che rendono finanziariamente conveniente l'intervento …

Escludo l'applicabilità degli articoli 61 e 62 delle disposizioni di attuazione del codice civile, in quanto la presente fattispecie non ha nulla a che vedere con lo scioglimento del condominio.

Escludo l'applicabilità della legge 99/2009 che stabilisce quanto segue: «per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico e all'utilizzazione delle fonti di energia di cui all'articolo 1, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea» (art. 27 comma 22). Occorre una diagnosi energetica per la valutazione dell'intervento; nella presente fattispecie, non c'è nessuna diagnosi energetica, inoltre sono agevolati tutti gli interventi che comportano un risparmio energetico, sia a livello di involucro che impiantistico, come cappotti termici, coibentazione coperture e solai, infissi, ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento, fonti rinnovabili in genere (come fotovoltaico o solare termico). Nulla a che vedere con la possibilità di distaccarsi dall'impianto di riscaldamento del supercondominio.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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