Consulenze del lavoro - Società a responsabilità limitata; oggetto sociale di investigazione privata



 

Avrei intenzione, con altri due amici, di aprire una società di investigazioni. Il problema nasce dal fatto che uno di loro ha gia una regoalre licenza privata di investigazioni(intestata a suo nome) rilasciata dal prefetto, con la quale la società intede operare. Adesso la mia domanda è : visto che si tratta di una società, cosa bisognerebbe fare per avere tutti i diritti sulla licenza personale intestata ad un solo indivisuo della società, o quantomeno come cautelarsi nel momento in cui, proprio il titolare della licenza d'investigazione deciderebbe di abbandonare la società, costringendola di conseguenza a non poter piu operare nel campo investigativo, e facendo ritrovare gli altri due soci senza un effettiva licenza. In effetti quello che vorrei sapere, è se esistono clausole che possono cautelare gli altri due soci, da non potersi ritrovare un giorno con una società che non puo piu operare nel campo delle investigazioni, e che tipo di società converebbe aprire. In vostra attesa, distinti saluti

 

RISPOSTA



L'unica soluzione che può permettervi di “salvare capra e cavoli” è la seguente: costituire una società a responsabilità limitata, al fine di escludere la responsabilità personale del patrimonio dei soci, nei confronti delle obbligazioni sociali contratte, ai sensi dell'articolo 2462 del codice civile.

Art. 2462. Responsabilità.

Nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio.
In caso di insolvenza della società, per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui l'intera partecipazione è appartenuta ad una sola persona, questa risponde illimitatamente quando i conferimenti non siano stati effettuati secondo quanto previsto dall'articolo 2464, o fin quando non sia stata attuata la pubblicità prescritta dall'articolo 2470.


La S.R.L. deve essere costituita con atto pubblico quindi è necessario rivolgersi al notaio: l'oggetto sociale sarà appunto “attività di investigazione privata”.

La licenza è un provvedimento autorizzatorio, espressione di potestà amministrativa, che non può essere trasferito alla società, da parte del singolo socio.
Come cautelarsi allora, dalla possibilità che il socio titolare della licenza possa, da un giorno all'altro, “salutare la compagnia” ???
Occorre inserire, nell'atto costitutivo della società, redatto a mezzo di atto pubblico, una particolare clausola di divieto di trasferimento delle partecipazioni societarie, ai sensi dell'articolo 2469 del codice civile. Il divieto di trasferimento non deve essere subordinato al mero gradimento degli organi sociali, altrimenti i soci avranno diritto di trasferimento.
Deve trattarsi di un divieto imperativo, nei confronti dei soli trasferimenti con atti tra vivi (non nei confronti dei trasferimenti, mortis causa, ossia con testamento). Una clausola del tipo: “ … è fatto espresso divieto ai soci di cedere con atto inter vivos la propria quota societaria”

Art. 2469. Trasferimento delle partecipazioni.

Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo contraria disposizione dell'atto costitutivo.
Qualora l'atto costitutivo preveda l'intrasferibilità delle partecipazioni o ne subordini il trasferimento al gradimento di organi sociali, di soci o di terzi senza prevederne condizioni e limiti, o ponga condizioni o limiti che nel caso concreto impediscono il trasferimento a causa di morte, il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso ai sensi dell'articolo 2473. In tali casi l'atto costitutivo può stabilire un termine, non superiore a due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della partecipazione, prima del quale il recesso non può essere esercitato.


Per quanto riguarda il recesso del socio, se la società è contratta a tempo indeterminato, il recesso non può essere escluso dall'atto costitutivo. Tuttavia, nell'atto costitutivo, è possibile prevedere un termine massimo di preavviso di un anno.

Art. 2473. Recesso del socio.

L'atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità. In ogni caso il diritto di recesso compete ai soci che non hanno consentito al cambiamento dell'oggetto o del tipo di società, alla sua fusione o scissione, alla revoca dello stato di liquidazione al trasferimento della sede all'estero alla eliminazione di una o più cause di recesso previste dall'atto costitutivo e al compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto della società determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti attribuiti ai soci a norma dell'articolo 2468, quarto comma. Restano salve le disposizioni in materia di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.

Nel caso di società contratta a tempo indeterminato il diritto di recesso compete al socio in ogni momento e può essere esercitato con un preavviso di almeno centottanta giorni; l'atto costitutivo può prevedere un periodo di preavviso di durata maggiore purché non superiore ad un anno.

I soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale. Esso a tal fine è determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso; in caso di disaccordo la determinazione è compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente; si applica in tal caso il primo comma dell'articolo 1349.
Il rimborso delle partecipazioni per cui è stato esercitato il diritto di recesso deve essere eseguito entro centottanta giorni dalla comunicazione del medesimo fatta alla società. Esso può avvenire anche mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni oppure da parte di un terzo concordemente individuato da soci medesimi. Qualora ciò non avvenga, il rimborso è effettuato utilizzando riserve disponibili o, in mancanza, corrispondentemente riducendo il capitale sociale; in quest'ultimo caso si applica l'articolo 2482 e, qualora sulla base di esso non risulti possibile il rimborso della partecipazione del socio receduto, la società viene posta in liquidazione.
Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se la società revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società.


Come cautelarsi dall'ipotesi del recesso del socio intestatario della licenza ??? Semplice: prevedendo nell'atto costitutivo della società una clausola penale, da applicare nel caso in cui il socio voglia esercitare il diritto di recesso dalla società, una clausola del tipo “il socio che intende esercitare il recesso ex art.2473 del codice civile, è tenuto a dare preavviso di un anno ed a versare agli altri soci, al fine di rendere effettivo il recesso, una penale pari a 100.000 euro, salvo il caso in cui il recesso sia giustificato dall'inadempimento degli altri soci agli obblighi societari” (l'importo di 100.000 euro è indicato a titolo esemplificativo) .

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Sperando d’averti fornito utili chiarimenti atti ad orientarti nelle scelte che dovrai fare, mi è gradito porgere cordiali saluti.