Incompatibilità della collaborazione in Regione con un lavoro subordinato in azienda privata





Spettabile  staff, 

Un mio caro amico ha la possibilità di avere un incarico di collaborazione coordinata e continuativa dalla Regione Basilicata della durata di due mesi. 

Un articolo del contratto (di collaborazione coordinata e continuativa per azioni di supporto alla Regione Basilicata) che dovrebbe firmare prevede : 

“ …  Ai sensi dell’art. 21 Legge regionale n. 7/2013, il rapporto instaurato con il presente contratto è incompatibile con qualsiasi altra attività lavorativa subordinata o parasubordinata. 


E’ richiesta per ottenere l’incarico (di due mesi) Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000) con la quale si dichiara di NON avere in corso rapporti di lavoro, di tipo subordinato o parasubordinato, con altri soggetti pubblici o privati. “

La persona in oggetto ha però un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con un’azienda privata, da cui non vorrebbe licenziarsi, considerata la brevità dell’incarico offerto dalla Regione, che però come da precedenti potrebbe essere prorogato ( a due mesi alla volta )   anche per anni.

Cosa si può fare per non perdere capra  (azienda privata)  e cavoli  (incarico alla Regione) ?

Cordiali saluti.



RISPOSTA



Si tratta di un quesito piuttosto ricorrente, visto che quasi tutte le leggi regionali, attualmente, prevedono una norma di questo tipo per favorire l'occupazione degli inoccupati e dei disoccupati.

Le alternative sono fondamentalmente due:

1) chiedere al datore di lavoro un'aspettativa non retribuita per motivi personali, della durata di due mesi (prorogabile fino alla durata massima prevista dal contratto collettivo applicabile al presente rapporto di lavoro). L'aspettativa non retribuita consente la sospensione a tutti gli effetti del rapporto di lavoro subordinato, quindi consente di dichiarare di non avere in corso, al momento della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, rapporti di lavoro, di tipo subordinato o parasubordinato, con altri soggetti pubblici o privati. Il datore di lavoro potrebbe non concedere l'aspettativa non retribuita per esigenze organizzative o di servizio, quindi la concessione dell'aspettativa è sottoposta all'avallo dell'azienda di appartenenza.

2) dimettersi da lavoratore dipendente, aprire una partita IVA, continuando a lavorare per l'azienda come lavoratore autonomo che emette fattura per il servizio professionale prestato (non si tratterebbe di un lavoro di tipo subordinato o parasubordinato). Anche in questo caso occorre la complicità del proprio datore di lavoro che magari al termine della collaborazione con la regione Basilicata, potrebbe riassumere il dipendente, sempre come lavoratore subordinato e sempre a tempo indeterminato.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.