Trasferimento d'autorità per ufficiale in servizio permanente esercito





Sono un ufficiale in servizio permanente dell' esercito Trasferito d'autorita da XXXXXX a YYYYY. Mia moglie convivente è lavoratrice a tempo determinato da 11 anni presso il dipartimento. Regionale di Protezione Civile a XXXXXXX da 11 anni senza interruzione. È in attesa di contratto a tempo indeterminato con modalità e tempi da definire. Ha chiesto di essere assegnata a YYYYY in comando o distacco ai sensi della legge 266/99.
Rischia il posto di lavoro ovvero che la Regione __________ non la stabilizzi.
Rinnovi il contratto a prossima scadenza dicembre 2016?
Mia moglie ha già ottenuto nulla osta uscita dal dipartimento di protezione civile nulla osta in entrata dal municipio di YYYYYY. Grazie



RISPOSTA



Confermo che tua moglie ha diritto al comando/distacco di cui all'articolo 17 della legge 266 del 1999. Ha diritto in quanto dipendente di una delle amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ed in quanto coniuge convivente del militare trasferitò d'autorità.

Art. 17 legge 266 del 1999

Disposizioni concernenti il trasferimento del personale
delle Forze armate e delle Forze di polizia
1. Il coniuge convivente del personale in servizio permanente delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e degli ufficiali e sottufficiali piloti di complemento in ferma dodecennale di cui alla legge 19 maggio 1986, n. 224, trasferiti d'autorità' da una ad altra sede di servizio, che sia impiegato in una delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ha diritto, all'atto del trasferimento o dell'elezione di domicilio nel territorio nazionale, ad essere impiegato presso l'amministrazione di appartenenza o, per comando o distacco, presso altre amministrazioni nella sede di servizio del coniuge o, in mancanza, nella sede piu' vicina.

E' irrilevante la circostanza per cui tua moglie non abbia un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in quanto il rapporto di lavoro a tempo determinato non può superare il periodo complessivo di 36 mesi. Il contratto si considera trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato a far data da tale sconfinamento, previo ricorso al tribunale del lavoro a previa sentenza del giudice adito.

A seguito della riforma del lavoro detta job's act, è consentita la stipulazione tra il lavoratore ed il medesimo datore di lavoro di un contratto di lavoro subordinato della durata massima di 36 mesi. Per evitare l'aggiramento della norma sul limite dei 36 mesi, l'art. 19 del D.Lgs. n. 81 del 2015 stabilisce che tale limite riguarda anche la durata complessiva dei rapporti tra lo stesso datore di lavoro ed il medesimo lavoratore per effetto della stipulazione in successione di più contratti a tempo determinato conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro. Se il limite temporale di 36 mesi viene superato (sia per effetto della stipulazione di un singolo contratto o per effetto di successione di più contratti) il contratto si trasforma in un rapporto a tempo indeterminato dalla data in cui si verifica il superamento del termine. La norma consente però una deroga ammettendo che nel caso in cui sia stato stipulato un contratto di durata non superiore a 36 mesi tra le stesse parti è ammessa la conclusione di un solo ulteriore contratto della durata massima di 12 mesi che dovrà essere stipulato presso al Direzione territoriale del lavoro. La violazione di questa procedura comporta la trasformazione del rapporto in un rapporto a tempo indeterminato a far data dal superamento del termine massimo di 36 mesi.

Di conseguenza, in caso di mancato rinnovo del contratto di lavoro, consiglio di procedere legalmente nei confronti del datore di lavoro di tua moglie per ottenere la stabilizzazione con un rapporto a tempo indeterminato. Tua moglie ha diritto al distacco/comando ex art 17 legge 266/99, come da circolare dello stato maggiore dell'esercito.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.