Contratto di collaborazione con ordine professionale ente pubblico non economico





BUONASERA, AVREI BISOGNO DI SAPERE SE UN ORDINE PROFESSIONALE QUINDI RIENTRANTE NEL COMPARTO DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI PUO' STIPULARE UN CONTRATTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA DAL 2017, PER UNA FIGURA PROFESSIONALE ISCRITTA AL ALBO PROFESSIONALE. E SE SI E FONDAMENTALE SAPERE SULLA BASE DI QUALE RIFERIMENTO NORMATIVO.



RISPOSTA



Sì, ecco di seguito i riferimenti normativi, sono tutti nel decreto legislativo 81 del 2015, ossia la riforma dei contratti del lavoro targata Renzi-Poletti.

Se è vero che l'articolo 52 del decreto prevede il superamento del contratto a progetto:

Art. 52. Superamento del contratto a progetto

1. Le disposizioni di cui agli articoli da 61 a 69-bis del decreto legislativo n. 276 del 2003 sono abrogate e continuano ad applicarsi esclusivamente per la regolazione dei contratti gia' in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Resta salvo quanto disposto dall'articolo 409 del codice di procedura civile.


Se è vero che l'articolo 2 del predetto decreto, al comma 4 prevede che dal 1° gennaio 2017 è comunque fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di stipulare i contratti di collaborazione.

E' anche vero che il comma 2 prevede una deroga all'abrogazione dei contratti di collaborazione co.co.co. - co.co.pro., nel caso in cui si tratti di collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali.

Art. 2. Collaborazioni organizzate dal committente

1. A far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.
2. La disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione con riferimento:
a) alle collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore;
b) alle collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali;
c) alle attività prestate nell'esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni;
d) alle collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., come individuati e disciplinati dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289; d-bis) alle collaborazioni prestate nell'ambito della produzione e della realizzazione di spettacoli da parte delle fondazioni di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367



4. Fino al completo riordino della disciplina dell'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile da parte delle pubbliche amministrazioni, la disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione nei confronti delle medesime. Dal 1° gennaio 2017 è comunque fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di stipulare i contratti di collaborazione di cui al comma 1.


… come nel caso di cui alla presente consulenza !

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.