Orario domenicale azienda farmacie comunali: il datore di lavoro deve considerare le esigenze dei dipendenti





Lavoro presso una azienda farmacie comunali. Composta da cinque unità operative. Una di queste farmacie è aperta 24h per 365 gg. Dal CCNL art. 12 recita che l'azienda deve tenere in considerazione le esigenze anche dei dipendenti per quanto riguarda l'orario di lavoro domenicale e rimanda il tutto alla contrattazione di secondo livello.
Nella contrattazione di secondo livello si stabilisce che tutto il personale dell'azienda può essere chiamato ha lavorare la domenica secondo una equa distribuzione.
Ora fino adesso non è stato rispettato l'accordo di secondo livello , perché non tutto il personale della azienda farmacie è coinvolto nella turnazione per la farmacia aperta la domenica. Addirittura adesso ci impongono l'orario per i commessi 09.00 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 mentre per i Farmacisti la decisione del l'orario verrà presa dalla direttrice della farmacia aperta la domenica. Assurdo tutto questo perché non tiene conto delle esigenze e problematiche dei singoli lavoratori. Finora ci si accordava volta per volta del l'orario, adesso con comunicazione aziendale ci vogliono imporre l'orario e ci minacciano alla fine della comunicazione che se non si rispetterà l' orario deciso dall'azienda e dalla direttrice, ci saranno dei richiami e provvedimenti disciplinari !
Il tutto senza prima incontrare le organizzazioni sindacali per eventualmente trovare delle soluzioni e condividerle, tenendo presente sia l'esigenza dell'azienda farmacia comunale che quella dei singoli lavoratori chiamati a lavorare la domenica e festivo in questa farmacia aperta h24 e 365 gg. Cordialmente



RISPOSTA



Si tratta di una condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori legge 300 del 1970. La condotta del datore di lavoro e della governance aziendale ha leso le prerogative sindacali dei rappresentanti aziendali e dei territoriali delle sigle rappresentative all'interno dell'azienda.

Fino a quando non abrogheranno anche l'articolo 28 dello statuto dei lavoratori (vedrai … ci arriveremo … ), il datore di lavoro, alla luce di quanto previsto dall'articolo 12 del CCNL deve

1) promuovere un preventivo confronto finalizzato all’intesa con le RSA/RSU e/o OO.SS. territoriali.

2) tenere incontri preventivi finalizzati alla condivisione in ordine alla organizzazione di turni, nastri orari, e distribuzione dell’orario di lavoro.

3) comunicare con un anticipo minimo di 14 giorni l'organizzazione dei turni di lavoro.

Art. 12 Orario di lavoro

1. Tenendo conto delle rispettive prerogative delle parti firmatarie del presente CCNL nel provvedere alla complessiva organizzazione delle aziende si conviene che il presente articolo disciplina l'orario di lavoro e la flessibilità dell’orario. A questo proposito fermo restando quanto disciplinato dal presente articolo allo scopo di individuare idonee soluzioni sotto il profilo delle esigenze aziendali e di quelle dei lavoratori/trici le parti nell’ambito del secondo livello di contrattazione terranno incontri preventivi finalizzati alla condivisione in ordine alla organizzazione di turni, nastri orari, e distribuzione dell’orario di lavoro.

4. A livello aziendale previo accordo con le RSA/RSU e/o OO.SS. territoriali è possibile (al fine di assicurare il miglioramento della produttività, nonché recuperi nella qualità del lavoro e del servizio) l’adozione di turni, nastri orari con distribuzione dell’orario disomogenea per un periodo di massimo 16 settimane per ogni anno di calendario (1 gennaio - 31 dicembre); in tali casi non potranno essere superati il limite minimo di 34 ore settimanali, né quello massimo di 46 ore da compensarsi tra loro.

5. I lavoratori coinvolti nella flessibilità dell’orario percepiranno la retribuzione relativa all'orario settimanale contrattuale, sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione dell’orario contrattuale.

6. L’organizzazione del lavoro di cui ai commi 4 e 5 dovrà essere comunicata con un anticipo minimo di 14 giorni (rispetto all’inizio di ciascuna settimana lavorativa) ai dipendenti interessati nel rispetto di quanto segue: - non potranno essere frazionati orari di lavoro giornalieri non superiori a 4 ore - l’intervallo massimo giornaliero in caso di orario frazionato non potrà superare le 3 ore - l’orario di lavoro giornaliero non potrà superare le 10 ore - le prestazioni di lavoro eccedenti l’orario settimanale programmato saranno considerate lavoro straordinario.

7. In caso di necessità di regolamentazione dell’orario di lavoro riferite a particolari situazioni aziendali o riferite a particolari flussi di clientela (zone turistiche o altro), i limiti previsti dal commi 4 e 6 che precedono potranno essere diversamente identificati dall’azienda la quale, nell’interesse delle Parti coinvolte, promuoverà un preventivo confronto finalizzato all’intesa con le RSA/RSU e/o OO.SS. territoriali.

Quale soggetto giuridico può presentare ricorso al tribunale del lavoro ai sensi dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori ?

Il soggetto giuridico che può presentare ricorso per condotta antisindacale, deve essere l’articolazione più periferica di un’organizzazione sindacale nazionale che non rappresenti, sempre a livello nazionale, un’unica categoria di lavoratori; i singoli prestatori di lavoro sono quindi esclusi dal predetto rimedio giurisdizionale.
Consiglio agli RSU di attivare le vie giudiziali ai sensi dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

 

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