2 Consulenze:

1 - Rifiuto della trasferta del lavoratore dipendente





Si può obbligare un dipendete ad andare in trasferta?puo rifiutarsi?! Avrei bisogno di un fac simile in cui si comunica al dipende che dovrà andare in trasferta per occuparsi di una specifica attività che aggiungeremo noi. Grazie! Buona serata ps: il nostro ccnl è metalmeccanica industria



RISPOSTA



Confermo che il dipendente non può generalmente rifiutarsi di prestare la propria attività lavorativa in trasferta, ai sensi dell'articolo 7 del CCNL metalmeccanica industria che prevede quanto segue:

“Le parti si danno atto che il lavoratore non si esimerà, salvo motivati e comprovati impedimenti, dal prestare la propria opera in trasferta, nel rispetto delle norme del presente Contratto e con particolare riferimento a quelle dettate nella Sezione seconda "Diritti sindacali".

Il dipendente può rifiutarsi di andare in trasferta soltanto per motivati e comprovati impedimenti.

-Per motivati, si intende innanzitutto reali ed effettivi impedimenti, oltre che connotati da una certa gravità personale o familiare.
-Per comprovati, si intende che il prestatore di lavoro deve fornire al datore di lavoro, idonea documentazione atta a dimostrare l'effettività dell'impedimento.

Ecco la nota da inviare al dipendente.

“Con la presente si comunica che Ella è comandata a prestare la propria opera fuori dallo stabilimento nel quale lavora abitualmente, dal xx/xx/xxxx al xx/xx/xxxx, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 7 del ccnl metalmeccanica industria; il luogo della trasferta sarà XXXXXX ove Ella si occuperà di ________________.
Trattandosi di trasferta del prestatore di lavoro, Le spetteranno tutti gli emolumenti economici di cui all'articolo 7 del succitato contratto collettivo nazionale di lavoro, oltre al rimborso delle spese effettive di viaggio corrispondenti ai mezzi normali di trasporto e delle altre spese vive necessarie per l'espletamento della missione”.

Occorre comunicare la trasferta con un preavviso ragionevole di almeno 15 giorni (la durata del preavviso dipende sopratutto dalla durata della trasferta e dalla distanza del luogo della trasferta).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.



2 - Rifiuto alla trasferta per assistenza genitore convivente invalido civile al 100%.





Salve, sono un dipendente a tempo indeterminato con contratto metalmeccanici con più di 15 dipendenti. C'è la possibilità da un momento all'altro che il datore di lavoro mi chieda di andare in trasferta per 2-3 mesi o più all'estero. Sono figlio unico convivente con madre ultranovantenne invalida civile al 100% e con certificazione di handicap (ma senza connotazione di gravità), sofferente di varie patologie. Un eventuale mio allontanamento comporterebbe seri problemi nella gestione di mia madre (mi occupo io di somministrarle le medicine, provvedo alle faccende domestiche, la accompagno alle visite mediche, ecc.). Il nucleo familiare è composto soltanto da me e mia madre. Da contratto CCNL mi sembra di capire che il lavoratore non può rifiutare la trasferta "salvo motivati e comprovati impedimenti".

RISPOSTA



Diciamo che nel tuo caso, i motivati e comprovati impedimenti ci sarebbero tutti …
Sarà necessario dimostrarli al datore di lavoro, al momento giusto, ossia quando sarai chiamato in trasferta, nel rispetto del preavviso di cui al tuo CCNL.



Volevo sapere come prepararmi, a fronte della richiesta effettiva (ufficiale) del datore di lavoro ad andare in trasferta, per far valere i "motivati e comprovati impedimenti" in ragione della mia situazione familiare e quali sono concretamente i passi da compiere. E' sufficiente inviare al datore di lavoro un certificato medico (specialista ASL) che riassuma le varie patologie di cui soffre mia madre?

RISPOSTA



Occorre inviare al datore di lavoro

-un certificato di residenza attuale, da cui desumere la composizione del tuo nucleo familiare (va bene anche una tua autocertificazione ai sensi di legge)
-il verbale di riconoscimento di invalidità ai sensi della legge 104/1992, senza connotazione di gravità (altrimenti avresti diritto ai due anni di congedo straordinario retribuito … ed il problema si risolverebbe così … )
-certificato attuale di un medico specialista con cui si certifica semplicemente il bisogno di supporto/assistenza dell'invalido al 100%
-motivata relazione per indicare che gli altri parenti non sono in grado di assistere tua madre (ad esempio, tuo fratello lavora all'estero, non hai fratelli etc etc)

E' consigliabile che il certificato contenga magari esplicito riferimento al fatto che la paziente ha bisogno di supporto/assistenza?

SI'

Sono necessari altri certificati?

IL VERBALE DELLA COMMISSIONE DI INVALIDITA' CIVILE

E' consigliabile che mi muova in anticipo rispetto alla richiesta ufficiale del datore di lavoro o posso aspettare che mi venga chiesto formalmente prima di opporre rifiuto?

E' PREFERIBILE ATTENDERE LA RICHIESTA DI TRASFERTA.

Infine è facoltà del datore di lavoro decidere in merito alla sussistenza dei "motivati e comprovati impedimenti" oppure esiste un elenco di casistiche ufficiali cui il datore di lavoro non può opporvisi? Grazie Saluti

NEL MOMENTO IN CUI, A FRONTE DELLA RICHIESTA DI TRASFERTA DEL DATORE DI LAVORO, OPPORRAI “GIUSTIFICATI MOTIVI DI SALUTE DI TUA MADRE”, IL DATORE DI LAVORO POTRA' ACCETTARE LA TUA RICHIESTA OPPURE LICENZIARTI PER INGIUSTIFICATO RIFIUTO DI ANDARE IN TRASFERTA, PREVIA DIFFIDA SCRITTA CONSEGNATA AL DIPENDENTE.
La giurisprudenza considera il rifiuto della trasferta come un atto di insubordinazione del lavoratore, passibile di licenziamento (Pretore Milano sentenza del 30 marzo 1999; analogamente in Trib. Milano 26 marzo 1994, che ha ritenuto “legittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuti la disposizione aziendale di recarsi in trasferta per un periodo di 4 mesi; tali legittimità, peraltro, esige – non potendo essere applicabile alla trasferta la norma di cui all’art. 2103 c.c. – una verifica della fondatezza delle esigenze che sono alla base di una decisione aziendale che ha immediati effetti anche sulla vita di relazione del lavoratore”).
SE SARAI LICENZIATO PER INGIUSTIFICATO RIFIUTO DI ANDARE IN TRASFERTA, IMPUGNERAI IL LICENZIAMENTO CON RICORSO AL TRIBUNALE DEL LAVORO.
SARA' QUINDI IL GIUDICE A STABILIRE SE SUSSISTONO O MENO I "COMPROVATI IMPEDIMENTI" DI CUI AL CCNL !

La sussistenza di tali comprovati impedimenti non è soltanto una mera questione di percentuale di invalidità del genitore assistito.
Il giudice vorrà rendersi conto di tutte le circostanze “collaterali”, ossia la possibilità che un altro parente (esempio tuo fratello, tua sorella) possa prendersi cura del genitore in tua assenza.
Difficile fare un pronostico, tuttavia in base a quello che mi scrivi, ritengo che il datore di lavoro non possa inviarti in trasferta e che l'eventuale licenziamento sarebbe annullato dal giudice del lavoro, con diritto alla reintegrazione nel precedente posto di lavoro.

A disposizione per tutti i chiarimenti/approfondimenti del caso.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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