Aspettativa per docenza durante il periodo di prova





Gentili Signori, ho un incarico presso una Università come docente a contratto, secondo l'art. 23 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240. L'incarico è per l'anno accademico 2017/2018, ossia dal 1 novembre 2017 al 31 ottobre 2018. Negli ultimi giorni mi è arrivata una lettera di assunzione dal Ministero dell'Interno relativo ad un concorso fatto circa 5 anni fa. La presa di servizio (dopo alcuni miei rinvii per malattia) è ora prevista per il giorno 29 dic. 2017. Volendo continuare il mio incarico di docenza, ho fatto richiesta al Ministero di poter usufruire dell'aspettativa come previsto dall'art. 7 comma 8 lettera b del C.C.N.L. integrativo comparto Ministeri del 16/05/2001.

Detta richiesta mi è stata rifiutato in quanto il Ministero sostiene che essendo io già titolare del contratto presso l'Università non posso firmare il contratto del Ministero dell'Interno (e quindi chiedere l'aspettativa), causa cumulo di impiego. Ho fatto presente che le mie intenzioni erano di firmare il contratto e contestualmente pormi in aspettativa. Inoltre, secondo il "Regolamento per la disciplina del conferimento di incarichi didattici, ai sensi degli articoli 6 e 23 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240" a me sembra che la docenza non faccia cumulo.

Infatti, all'Art. 10 (Incompatibilità) non è riportata nessuna incompatibilità con rapporti di lavoro con altri enti pubblici.
A supporto di ciò, all'art. 9 comma 3 lettera i) è richiesto al vincitore della pubblica selezione, di produrre il nulla osta nel caso fosse dipendente di un'altra amministrazione. Il che fa presupporre che un già dipendente pubblico di un'altra amministrazione possa contemporaneamente svolgere attività di docenza secondo l'art. 23 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240,

Vorrei sapere se è giusto quanto mi è stato contestato; ossia l'incarico di docenza Universitaria fa veramente cumulo con il contratto del Ministero?

Nel caso non facesse cumulo, come devo comportarmi se il Ministero continua a negarmi l'aspettativa?

 

RISPOSTA



Ha perfettamente ragione il Ministero; l'opinione del Ministero è avvalorata dall'orientamento applicativo ARAN M 189.

A seguito della tua assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero, avrà inizio il periodo di prova connesso al rapporto di lavoro appena instaurato!

“Il superamento del periodo di prova rappresenta una condizione essenziale per la definitiva costituzione del rapporto di lavoro ed è espressamente ricompreso anche negli elementi in cui si articola la struttura del contratto individuale che il suddetto dipendente ha sottoscritto.

Inoltre, va considerato che il periodo di prova può essere interrotto soltanto per le cause espressamente previste dalla relativa disciplina contrattuale che, peraltro, non individua ipotesi di differimento dello stesso”.

E' il periodo di prova conseguente alla sottoscrizione del contratto a tempo indeterminato che ti impedisce di ottenere l'aspettativa di cui all'articolo 7 comma 8 del CCNL, al fine di continuare la docenza fino alla scadenza naturale del contratto a termine con l'Università.

L'argomento è trattato nella FAQ 613 ASSENZE PER ASPETTATIVA AGGIORNAMENTO MAGGIO 2016 PER IL PERSONALE CIVILE DEL COMPARTO MINISTERO DELLA DIFESA. Di seguito la FAQ in questione:

E’ possibile concedere l'aspettativa per la sottoscrizione di un contratto a termine ad un dipendente neoassunto a seguito di vincita di concorso presso l'amministrazione, per proseguire il suo rapporto di lavoro con contratto a tempo determinato presso un'altra amministrazione?
L’aspettativa, di cui all’art. 7, comma 8, lett. b), del CCNL 16 maggio 2001, non appare applicabile al caso in questione, perché il dipendente neoassunto è in ogni caso tenuto a svolgere un periodo di prova connesso al rapporto di lavoro appena instaurato.
Tale obbligo rappresenta una condizione essenziale per la definitiva costituzione del rapporto di lavoro ed è espressamente ricompreso anche negli elementi in cui si articola la struttura del contratto individuale che il suddetto dipendente ha sottoscritto.
Inoltre, va considerato che il periodo di prova può essere interrotto soltanto per le cause espressamente previste dalla relativa disciplina contrattuale che, peraltro, non individua ipotesi di differimento dello stesso (v. orientamento applicativo ARAN M 189).

Art. 7: (Aspettative)

1. Al dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che ne faccia formale e motivata richiesta, possono essere concessi, compatibilmente con le esigenze organizzative o di servizio, periodi di aspettativa per esigenze personali o di famiglia, senza retribuzione e senza decorrenza dell’anzianità, per una durata complessiva di dodici mesi in un triennio.
2. Il dipendente rientrato in servizio non può usufruire di un altro periodo di aspettativa per motivi di famiglia anche per motivi diversi ovvero delle aspettative di cui al comma 8 lettere a) e b) se non siano intercorsi almeno quattro mesi di servizio attivo.
3. Al fine del calcolo del triennio, di cui al comma 1, si applicano le medesime regole previste per le assenze per malattia.
4. L’ aspettativa di cui al comma 1, fruibile anche frazionatamente, non si cumula con le assenze per malattia previste dagli artt. 21 e 22 del CCNL 16 maggio 1995.
5. Qualora l’aspettativa per motivi di famiglia venga richiesta per l’educazione e l’assistenza dei figli fino al sesto anno di età, tali periodi pur non essendo utili ai fini della retribuzione e dell’anzianità, sono utili ai fini degli accrediti figurativi per il trattamento pensionistico, ai sensi dell’art. 1, comma 40, lettere a) e b) della legge 335/1995 e successive modificazioni ed integrazioni e nei limiti ivi previsti.
6. L’amministrazione, qualora durante il periodo di aspettativa vengano meno i motivi che ne hanno giustificato la concessione, invita il dipendente a riprendere servizio con un preavviso di dieci giorni. Il dipendente per le stesse motivazioni e negli stessi termini può riprendere servizio di propria iniziativa.
7. Nei confronti del dipendente che, salvo casi di comprovato impedimento, non si presenti per riprendere servizio alla scadenza del periodo di aspettativa o del termine di cui al comma 6, il rapporto di lavoro è risolto, senza diritto ad alcuna indennità sostitutiva di preavviso, con le procedure dell’art. 24 del CCNL del 16 maggio 1995.
8. L’aspettativa, senza retribuzione e senza decorrenza dell’anzianità, è, altresì, concessa al dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato:
a) per un periodo massimo di sei mesi se assunto presso la stessa amministrazione o ente del medesimo comparto ovvero ente o amministrazione di comparto diverso con rapporto di lavoro a tempo indeterminato a seguito di vincita di pubblico concorso per la durata del periodo di prova.
b) per tutta la durata del contratto di lavoro a termine se assunto presso la stessa o altra amministrazione del comparto ovvero in altre pubbliche amministrazioni di diverso comparto o in organismi della comunità europea con rapporto di lavoro ed incarico a tempo determinato.
c) per la durata di due anni e per una sola volta nell’arco della vita lavorativa per i gravi e documentati motivi di famiglia, individuati - ai sensi dell’art. 4, commi 2 e 4 della legge 53/2000 - dal Regolamento interministeriale del 21 luglio 2000, n. 278, pubblicato sulla GU dell’11 ottobre 2000, serie generale n. 238. Tale aspettativa può essere fruita anche frazionatamene e può essere cumulata con l’aspettativa di cui al comma 1 se utilizzata allo stesso titolo.
9. Il presente articolo sostituisce l’art. 22 quinquies del CCNL 22 ottobre 1997.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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