Dipendente in part time verticale che lavora per un numero di giornate superiore al 50%





Sono dipendente full-time indeterminato azienda privata operante nel pubblico beneficiario dei permessi L.104/92

1 - Pertanto ho preso una mia decisione di chiedere la trasformazione del contratto da full-time a parziale reversibile - reversibile quando si desidera?

2 - O per obbligo quando viene meno il beneficio della legge L.104/92 ad esempio per ricovero disabile?

3 - Quale è la scelta migliore per il parziale e cioè verticale o orrizontale?

4 - Quale è la modalità di procedura a tal fine? A disposizione per chiarimenti.

 

RISPOSTA



1 - Al lavoratore che assiste una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità (ex art. 3, comma 3. legge 104/92) che necessita di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, l'articolo 8 del decreto legislativo 81 del 2015 riconosce il diritto di priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Attenzione, non parliamo di un diritto alla trasformazione sic et simpliciter (come nel caso dei lavoratori affetti da patologie oncologiche), ma di un diritto alla priorità nella trasformazione del contratto di lavoro, da full time in part time.

Ciò significa che se l'azienda prevede, per ragioni organizzative, nella sua dotazione organica, la sussistenza di un posto di lavoro part time, il lavoratore, beneficiario dei permessi L.104/92, avrà priorità rispetto ai suoi colleghi, relativamente alla trasformazione.
Tanto premesso, in merito al caso “de quo”, la trasformazione del contratto di lavoro, da full time in part time, sarà comunque oggetto di uno specifico accordo di trasformazione stipulato con il datore di lavoro.

Art. 8 decreto legislativo 81 del 2015. Trasformazione del rapporto
1. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o viceversa, non costituisce giustificato motivo di licenziamento.
2. Su accordo delle parti risultante da atto scritto è ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale.
3. I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche nonché da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, eventualmente anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l'azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. A richiesta del lavoratore il rapporto di lavoro a tempo parziale è trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno.
4.In caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
5. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore a tredici anni o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104 del 1992, è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
6. Il lavoratore il cui rapporto sia trasformato da tempo pieno in tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l'espletamento delle stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria legale rispetto a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.
7.Il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purché con una riduzione d'orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro è tenuto a dar corso alla trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta. 8.In caso di assunzione di personale a tempo parziale il datore di lavoro è tenuto a darne tempestiva informazione al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno occupato in unità produttive site nello stesso ambito comunale, anche mediante comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti nei locali dell'impresa, ed a prendere in considerazione le domande di trasformazione a tempo parziale dei rapporti dei dipendenti a tempo pieno.

Reversibile … quando lo vuole il dipendente ?
Reversibile … nei modi ed alle condizioni pattuite con il datore di lavoro, nell'accordo di trasformazione del contratto, da full time in part time.
L'accordo di trasformazione può anche prevedere una reversibilità subordinata alla semplice decisione del lavoratore dipendente.

2 - E' chiaro che in caso di decadenza dai benefici della legge 104/1992, il datore di lavoro potrebbe pretendere l'immediata reversibilità del contratto di lavoro, da part time in full time.

Ti ricordo che secondo la Circolare INPS n. 32 del 6 marzo 2011, il lavoratore può usufruire del congedo straordinario biennale ex lege 104/1992, anche quando il familiare ricoverato a tempo pieno necessiti di assistenza non sanitaria da parte di un genitore o di un familiare, assistenza richiesta espressamente dai sanitari della struttura.

3 - Immagino che tu sia già al corrente della recente sentenza (n. 22925/2017) della Corte di Cassazione, in materia di calcolo dei permessi mensili legge 104/92 in caso di contratto di lavoro part time.

La soluzione preferibile è un part time verticale che prevede un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario. Esempio: l'orario di lavoro ordinario aziendale è spalmato dal lunedì al venerdì. Il dipendente in part time verticale, lavora al lunedì, mercoledì e venerdì (tutte giornate piene). In tal caso, ha diritto all'integrale fruizione dei permessi ex lege 104/92, senza alcuna riduzione-ricalcolo degli stessi.

Con il part time orizzontale il lavoratore può usufruire dei 3 giorni mensili di permesso, ma per ogni giornata spettano meno ore perchè sono minori quelle lavorate.

Con il part time verticale il dipendente lavora “la giornata piena” ma solo alcuni giorni della settimana, quindi il numero dei giorni di permesso va ricalcolato in proporzione. I giudici della Cassazione tuttavia sono intervenuti su un caso di part time verticale, affermando quanto segue: “appare ragionevole distinguere l’ipotesi in cui la prestazione di lavoro part time sia articolata sulla base di un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario, da quello in cui comporti una prestazione per un numero di giornate di lavoro inferiori, o addirittura limitata solo ad alcuni periodi nell’anno e riconoscere, solo nel primo caso, stante la pregnanza degli interessi coinvolti e l’esigenza di effettività di tutela del disabile, il diritto alla integrale fruizione dei permessi in oggetto”.

4 - Una semplice richiesta scritta in carta semplice, all'ufficio personale della tua azienda.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

Articoli correlati

Il tempo tuta deve essere retribuito

Il tempo tuta deve essere retribuito Sono un istruttore di nuoto che lavora con un contratto di collaborazione presso una piscina. In seguito ad un cambio gestione è stato chiuso lo spogliatoio...

Benefit non imponibili per i dipendenti

Benefit non imponibili per i dipendenti L'azienda per la quale lavoro, vorrebbe riconoscere a fine a noi dipendenti un bonus. Anziché elargire il bonus con somme di denaro, stanno valutando...