Contratti - Esercizio del diritto di recesso del consumatore





Buongiorno, scrivo in merito a un contratto da me stipulato in data 15 ottobre 2011, dove mi impegnavo a pagare 1.350,00 euro in cambio della partecipazione ad un corso di formazione, con un ente privato, come vetrinista che sarebbe dovuto iniziare nel mese di novembre 2011.

In  data  15 ottobre 2011, mi sono recata nella loro sede per chiedere informazione in merito ad eventuali corsi di formazione gratuiti, dopo aver letto la loro pubblicità all'interno dell'ufficio di collocamento dove mi trovavo e alla fine della chiacchierata, causa inesperienza e eccitazione per quanto mi comunicavano, ho firmato il contratto dove mi impegnavo a versare la somma di euro 1.350,00 per un  corso da vetrinista  che avrebbe avuto la   durata  di 40 ore suddiviso in 3 mesi.

Una volta a casa, parlandone in famiglia mi facevano notare che il costo in relazione alla durata era molto elevato e che comunque non garantivano alcun inserimento in ambito lavorativo e che la validità dell'attestato stesso era di natura privata.

Leggendo attentamente il contratto per conoscere le modalità di recessione dallo stesso, leggevo che veniva riportata la seguente dicitura:"di essere stato reso edotto dell'inapplicabilità della facoltà di recesso prevista del D.L. 50/92 in quanto il contratto è stato esaminato, discusso e stipulato nei locali della "nome azienda", che sono stati visitati dall'iscritto.

Io comunque in data 21 ottobre 2011 inviavo una raccomandata con ricevuta di ritorno al loro ufficio legale, dove dicevo:" che ai sensi dell'art. 64 e ss. Del D.Lgs. 206/05 inviavo formale recesso del contratto stipulato e che non avendo partecipato ad alcuna lezione e non avendo beneficiato di alcuna prestazione da parte loro, il rapporto tra le parti si riteneva concluso.

Da quel momento hanno iniziato a tempestarmi di telefonate dove mi comunicano che devo comunque pagare le rate sottoscritte e che nel caso contrario avrebbero iniziato una azione legale nei miei confronti, però faccio presente che tutto questo è stato sempre comunicato per via telefonica e mai con una risposta scritta alla mia raccomandata.

Per quanto dichiarato sopra chiedo, se sono tenuta anche senza aver partecipato ad alcuna lezione, al pagamento totale del contratto stipulato o se la mia lettera di recesso è valida a tutti gli effetti e se così facendo posso ritenermi libera da incombenze nei loro confronti. Inoltre chiedo se loro hanno il dovere di rispondere alla mia comunicazione scritta e  se vi è un  tempo prestabilito oltre il quale posso ritenermi interamente libera dal contratto con loro stipulato.

Grazie infinite per la risposta.
Saluti



RISPOSTA



Non è affatto un caso che l'azienda non ti abbia risposto per iscritto … non avrebbe saputo cosa scrivere, in risposta all'esercizio del tuo diritto di recesso, previsto dall'articolo 64 del codice del consumo.

La tua lettera di recesso è valida a tutti gli effetti se

1)è stata inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno
2)il recesso è avvenuto entro il termine di 10 giorni lavorativi dalla sottoscrizione del contratto.
3)la lettera di recesso è stata regolarmente inviata presso la sede dell'azienda.

Insomma, il recesso è perfettamente valido ed efficace, se hai rispettato le prescrizioni degli articoli dal 64 al 66 del codice a tutela dei consumatori.

Sezione IV. Diritto di recesso

Art. 64. Esercizio del diritto di recesso


1. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall'articolo 65, commi 3, 4 e 5.

2. Il diritto di recesso si esercita con l'invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si intende spedita in tempo utile se consegnata all'ufficio postale accettante entro i termini previsti dal codice o dal contratto, ove diversi. L'avviso di ricevimento non e', comunque, condizione essenziale per provare l'esercizio del diritto di recesso.

3. Qualora espressamente previsto nell'offerta o nell'informazione concernente il diritto di recesso, in luogo di una specifica comunicazione e' sufficiente la restituzione, entro il termine di cui al comma 1, della merce ricevuta.

Art. 65. Decorrenze

1. Per i contratti o le proposte contrattuali negoziati fuori dei locali commerciali, il termine per l'esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo 64 decorre:

a) dalla data di sottoscrizione della nota d'ordine contenente l'informazione di cui all'articolo 47 ovvero, nel caso in cui non sia predisposta una nota d'ordine, dalla data di ricezione dell'informazione stessa, per i contratti riguardanti la prestazione di servizi ovvero per i contratti riguardanti la fornitura di beni, qualora al consumatore sia stato preventivamente mostrato o illustrato dal professionista il prodotto oggetto del contratto;

b) dalla data di ricevimento della merce, se successiva, per i contratti riguardanti la fornitura di beni, qualora l'acquisto sia stato effettuato senza la presenza del professionista ovvero sia stato mostrato o illustrato un prodotto di tipo diverso da quello oggetto del contratto.

2. Per i contratti a distanza, il termine per l'esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo 64 decorre:

a) per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore ove siano stati soddisfatti gli obblighi di informazione di cui all'articolo 52 o dal giorno in cui questi ultimi siano stati soddisfatti, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purche' non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa;

b) per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto o dal giorno in cui siano stati soddisfatti gli obblighi di informazione di cui all'articolo 52, qualora ciò avvenga dopo la conclusione del contratto purche' non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa.

3. Nel caso in cui il professionista non abbia soddisfatto, per i contratti o le proposte contrattuali negoziati fuori dei locali commerciali gli obblighi di informazione di cui all'articolo 47, ovvero, per i contratti a distanza, gli obblighi di informazione di cui agli articoli 52, comma 1, lettere f) e g), e 53, il termine per l'esercizio del diritto di recesso e', rispettivamente, di sessanta o di novanta giorni e decorre, per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore, per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche nel caso in cui il professionista fornisca una informazione incompleta o errata che non consenta il corretto esercizio del diritto di recesso.

5. Le parti possono convenire garanzie più ampie nei confronti dei consumatori rispetto a quanto previsto dal presente articolo.

Art. 66. Effetti del diritto di recesso

1. Con la ricezione da parte del professionista della comunicazione di cui all'articolo 64, le parti sono sciolte dalle rispettive obbligazioni derivanti dal contratto o dalla proposta contrattuale, fatte salve, nell'ipotesi in cui le obbligazioni stesse siano state nel frattempo in tutto o in parte eseguite, le ulteriori obbligazioni di cui all'articolo 67.

Il contratto che hai firmato (mi riferisco alla particolare clausola) fa riferimento ad una normativa implicitamente abrogata dal codice del consumo del 2006, ossia il D.L. 50/92. Il diritto di recesso per i contratti conclusi a distanza dal consumatore, è previsto in modo perentorio dal codice del consumo e pertanto, la clausola che hai sottoscritto non può impedire il legittimo scioglimento delle obbligazioni contratte.

Siamo a disposizioni per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.