Padre acquista prima casa al figlio donando somma di denaro con bonifico





Buongiorno,
vi pongo i seguenti quesiti.

Un padre vuole dare 100mila euro al figlio tramite bonifico per l'acquisto di prima casa.
Il bonifico verrebbe fatto con la causale regalia.
Cosi gli è stato detto di fare da un notaio.
Il figlio dovrebbe dichiarare nella dichiarazione dei redditi l'importo ricevuto?
E' la procedura corretta per non incorrere in verifiche fiscali?
È preferibile fare una donazione?



RISPOSTA



Premesso che in caso di donazione diretta o indiretta di denaro, a favore di un figlio, sussiste una franchigia pari a 1.000.000 euro, quindi in caso di donazione di denaro pari a 150.000 euro, non sono dovute imposte di successione, ritengo che il consiglio ricevuto dal notaio sia corretto, soltanto che, nella causale del bonifico, avrei suggerito di scrivere donazione indiretta per l'acquisto dell'immobile ubicato in ____”.

In modo da essere tutelati al 100% in caso di controllo da parte dell'agenzia delle entrate.

Fare un atto di donazione ?!
Non è indispensabile.

Non occorre indicare nulla in dichiarazione dei redditi.



Successivamente al bonifico a favore del figlio vogliono fare un prestito nel quale il figlio si impegna a restituire la cifra avuta come regalia nel corso del tempo.
Il prestito tra privati deve essere registrato da qualche parte?
Deve essere dichiarato all'agenzia delle entrate?



RISPOSTA



Consiglio, sempre al fine di tutelarsi nei confronti dell'agenzia delle entrate, di redigere una scrittura privata firmata da ambo le parti.
Nella scrittura privata occorre indicare

1. l'importo del finanziamento.
2. se il prestito è infruttifero o fruttifero.
3. i tempi e le modalità della restituzione del prestito.

La scrittura privata deve avere data certa, quindi occorre registrarla presso l'agenzia delle entrate, oppure procedere con uno scambio di email pec, in modo da lasciare traccia della data della stipula del documento.



Per quanto riguarda la possibile lesione di quote legittime in quanto il cliente regolamenta in ambito familiare con delle scritture private.
Dalle informazioni in mio possesso gli strumenti utili per determinare le quote disponibili sono il testamento o le polizze vita.
Le scritture tra privati in ambito di successione possono avere valore giuridico?
Grazie mille.



RISPOSTA



La somma concessa a prestito, una volta restituita, non sarà considerata ai fini della composizione dell'asse ereditario.
La somma donata invece sì; sarà imputata all'asse ereditario per collazione (articoli 737 e seguenti del codice civile), in quanto donazione indiretta di denaro. E' possibile redigere una scrittura privata anche per la donazione indiretta di denaro.

La scrittura privata ha rilevanza in ambito successorio, nella misura in cui, a mezzo di tale documento, si realizza una donazione indiretta, assoggettata a collazione, ossia da imputare all'asse ereditario, al fine di determinare la quota disponibile e le quote di riserva.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.