Prestito ad un amico: da Facebook emerge somma da restituire





Tra il 2012 e il 2013 ho prestato in più occasioni dei soldi ad un amico in difficoltà. Essendo un amico avevo dato carta bianca a lui che ha deciso gli interessi che mi sarebbero stati attribuiti. Per sua stessa ammissione scritta mi avrebbe dato gli interessi che avrebbe dovuto dare alla banca per lo stesso prestito.

In particolare ho prestato un totale di €33,700 (€33,000 tramite bonifico e €700 in contanti). Questi sono i prestiti di cui ho le prove di aver concesso, ma purtroppo credo di aver prestato altri 1000€-2000€ in contanti di cui però non ho nessuna prova, oltre che solo lontani ricordi.

A novembre 2014, data in cui il debito sarebbe dovuto essere stato totalmente estinto avevo ricevuto €35,650 e a tutt'oggi non ho ricevuto l'ultimo pagamento di €3000 che era stato pattuito per coprire gli interessi e il mio ormai ex-amico si rifiuta di pagarmi dicendo che non è dovuto a farlo perchè non c'è nessun contratto scritto ma solo promesse tra amici.

Ho conservato quasi tutte le conversazioni intercorse con lui tramite SMS, Facebook e Whatsapp in cui nel corso degli anni si fa riferimento al fatto che il prestito non è infruttifero e si legge chiaramente che per sua ammissione mi deve ancora €3000 a Novembre 2014.

Ho anche un assegno firmato da lui in bianco che mi ha voluto a tutti i costi dare al momento in cui gli ho prestato i soldi, ma che non ho mai utilizzato.

Vi allego tutte le conversazioni e vi chiedo istruzioni su come procedere. Grazie!



RISPOSTA



Riempire l'assegno in bianco da lui firmato, con l'importo che egli è tenuto a corrisponderti.
Non vedo infatti alcun contratto per iscritto.
Le conversazioni via facebook o altri social non hanno rilevanza civilistica.
Una dichiarazione di riconoscimento di debito per avere rilevanza giuridica, deve essere firmata dal debitore, con firma autografa o con firma digitale, ossia con un sistema che consenta di attribuire con la massima certezza la paternità della dichiarazione.

Il profilo facebook di Tizio potrebbe essere aggiornato anche da Caio che conosce la password di Tizio.
Mettere un post su facebook non ha la stessa efficacia giuridica di una scrittura privata firmata dal debitore (anche con firma digitale, ma firmata).
Il sistema di password del profilo facebook non equivale alla sicurezza informatica di una firma digitale … oppure alla classica firma in calce al documento cartaceo di riconoscimento debito.

… ed allora le alternative sono due.

1. riempire l'assegno in bianco con l'importo di 3000 euro

2. iniziare un processo civile che ti costerebbe ben più 3000 euro, per sentirti dire dal giudice che l'obbligo di restituzione del debitore non è provato a sufficienza.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.