Diritto civile e privato - Servitù per destinazione del padre di famiglia



 

Salve. Volevo porvi un quesito a cui spero possiate rispondermi in maniera esauriente in ambito civilistico. Un padre, compra un terreno su cui edifica nel 1980 circa 3 appartamenti, 2 anteriori, dati a due figli, e posti vicino la strada comunale ed un altro posteriormente dato a un terzo figlio. L'unico proprietario quindi sempre nello stesso anno installa tutte le servitù degli appartamenti in questione facendoli ricadere sul terreno degli appartamenti anteriori (acqua, fogna, luce, acque di scolo ecc...) 10 anni dopo circa il proprietario esegue la donazione a tutti i figli che accettano tutto quanto e sull'atto è riportata la classica formula notarile (servitù attive e passive, per uso o destinazione in comproprietà ecc...) ma non sono specificate quali sono. Tutto è pacifico fino al 2005 circa quando uno dei proprietari con appartamento anteriore su cui gravano le servitù decide di chiudere la pertinenza (di sua proprietà) al cui interno ci sono le servitù. Pertanto iniziano le diffide e le minacce al proprietario dell'appartamento posteriore (fondo dominante) invitandolo a rimuovere tutto perchè illegalmente installato. Ciò è culminato tutto in una denuncia in tribunale. La mia domanda è: esiste un diritto? esiste anche usucapione visto che è tutto dimostrabile ed il vecchio proprietario è ancora vivente? Il giudice può farmele rimuovere ritenendole illegali? Grazie

 

RISPOSTA



Il giudice non può disconoscere le servitù in questione, in quanto, relativamente alla tua fattispecie, si applica l’articolo 1062 del codice civile.
Articolo 1062 del codice civile: Destinazione del padre di famiglia

La destinazione del padre di famiglia ha luogo quando consta, mediante qualunque genere di prova, che due fondi, attualmente divisi, sono stati posseduti dallo stesso proprietario, e che questi ha posto o lasciato le cose nello stato dal quale risulta la servitù.

Se i due fondi cessarono di appartenere allo stesso proprietario, senza alcuna disposizione relativa alla servitù, questa s intende stabilita attivamente e passivamente a favore e sopra ciascuno dei fondi separati.


Le servitù devono essere riconosciute per destinazione del padre di famiglia, prima ancora che per usucapione.
E’ irrilevante la circostanza per cui, a rogito, non sono state indicate, nello specifico, le servitù; per il diritto civile, rileva lo stato in cui il padre ha lasciato l’immobile, stato dal quale risulta la servitù.

Tanto premesso, il proprietario del fondo servente che ha citato in giudizio i proprietari degli immobili attigui, al termine del processo civile, sarà condannato al pagamento delle spese processuali, perché il tribunale, con sentenza dichiarativa, accerterà l’esistenza delle servitù.

Cordiali saluti.