Avvocato che non raggiunge risultato per mancanza professionalità non ha diritto al compenso





Buonasera Dal 2005 ho dato mandato all'avvocato Italiano di seguire una causa civile in Spagna, non conosce lo spagnolo, non conosce la giurisprudenza spagnola, eppure accetta  la causa.
In Spagna c'è un' avvocato del luogo, si tengono in contatto per fax o mail, queste sono in spagnolo l' avvocato italiano non le ha mai tradotte benche le spese fossero a mio carico. Il GIORNO prima del processo vengo informato di una richiesta danni per € 800.000,00 cifra esagerata. Perdo la sentenza sono condannato ha pagare le spese processuali delle controparte Io Se ero informato, che in caso di perdita dovevo pagare una cifra cosi elevata non avrei neppure iniziato la causa, entrambi gli avvocati potevano, dovevano avvisarmi di tutto.
Posso revocare il mandato ed chiedere il rimborso per le somme da me ricevute,l' avvocato italiano si comporta in modo corretto modificando l' accordo ( verbale ) Posso chiedere un risarcimento per non essere stato informato prima del processo di ogni rischio L' avvocato italiano considerato che era il referente con l' avvocato spagnolo doveva informarmi sul processo, sul costo delle spese alla controparte in caso di esito negativo, la sua non conoscenza della giurisprudenza spagnola è stata  negativa nei miei confronti ?

Per favore datemi un' aiuto, se possibile un consiglio su come gestire il tutto.
cordiali saluti



RISPOSTA



Premesso che non conosco lo spagnolo, né tanto meno le leggi e la giurisprudenza spagnole (ad esempio in Italia, al contrario della Spagna, un avvocato non potrebbe percepire, come corrispettivo del suo lavoro, una percentuale calcolata sull’importo guadagnato dal suo assistito, al termine del processo), illustrerò la questione giuridica, relativa alle responsabilità del tuo avvocato italiano, a cui hai conferito mandato a rappresentarti in giudizio.

La norma di riferimento, in materia di responsabilità del professionista e quindi anche dell’esercente la professione di avvocato, è l’articolo 2236 del codice civile.

Articolo 2236 - Responsabilità del prestatore di opera.

Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d'opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave.


Dobbiamo rispondere alla seguente domanda: la condotta professionale del tuo avvocato italiano è viziata da colpa grave del professionista, ai sensi dell’articolo 2236 del codice civile ??? A mio parere, la risposta al suddetto quesito è sicuramente affermativa.
Gli avvocati, ed i professionisti in genere, non sono più visti come una casta di intoccabili, ai quali affidarsi, confidando ciecamente nelle loro capacità.
Nel caso in cui i risultati raggiunti dall'avvocato siano inferiori alle iniziali aspettative, è possibile, per il cliente, verificare se il professionista abbia commesso errori nell'espletamento del mandato affidatogli.
In tal caso, esiste - a determinate condizioni - la possibilità di agire contro il proprio (ex) avvocato, per ottenere il risarcimento dei danni che siano derivati dalla sua negligenza.
Si parla, in questi casi, di responsabilità civile dell'avvocato.
Si usa questa espressione per identificare l'insieme dei principi e dei canoni giuridici che regolano la possibilità per il cliente, danneggiato dall'opera difettosa e negligente del professionista legale, di ottenere il risarcimento del danno.

Tradizionalmente, l'attività dell'avvocato è concepita come espressione di una cosiddetta "obbligazione di mezzi" e non di risultato.
In altre parole, l'avvocato è chiamato a svolgere diligentemente l'opera che gli è stata affidata, ma non è tenuto a garantire un risultato al suo cliente, sicchè l'eventuale mancato raggiungimento del risultato finale voluto, non può essere a lui rimproverato e, in estrema analisi, non può essere fonte di responsabilità, cioè di un diritto al risarcimento del danno subito dal cliente.

Ciò non è sempre vero !!!

I Tribunali, le Corti d'Appello ed anche la Corte di Cassazione, infatti, ricorrendo determinati presupposti, condannano gli avvocati a ristorare i clienti dei danni subiti per gli errori commessi dai professionisti.

Nella tua fattispecie, l’avvocato italiano ha commesso numerosi errori e la sua condotta è viziata inevitabilmente, da un atteggiamento negligente e poco professionale.

Il tuo avvocato, nell’ordine:

non doveva accettare il tuo mandato a rappresentarti, in quanto non conosceva la lingua, la legge e la giurisprudenza spagnola e determinate pratiche non possono essere espletate via fax, per corrispondenza.

L’avvocato doveva informare il suo cliente dei rischi a cui andava incontro, in caso di soccombenza processuale, e doveva almeno tentare una risoluzione bonaria della controversia, con la controparte, al fine di scongiurare il pericolo di una sentenza di condanna.

L’avvocato italiano era stato pagato dal cliente, nello specifico, per tradurre gli atti e i documenti del processo spagnolo, in lingua italiana; non ha fatto nulla di tutto questo !!!

L’avvocato italiano non avendo tradotto gli atti processuali e non conoscendo lo spagnolo, ha fatto soltanto finta di difenderti e di seguire la tua pratica (sfido chiunque a dimostrare il contrario !!!), pertanto non ha diritto di chiederti l’onorario.

Sebbene sia possibile delegare l’attività processuale ad un collega, con studio legale in un diverso paese dell’UE, la delega non deve essere in bianco, nel senso che il titolare e responsabile della causa rimane pur sempre l’avvocato italiano che è tenuto sempre e comunque a vigilare sul comportamento del collega spagnolo. L’avvocato italiano ha vigilato sull’operato del collega spagnolo ??? Direi proprio di no.

Tanto premesso, ti invito a revocare il mandato al tuo avvocato, a non pagare l’onorario richiesto dallo stesso, a rivolgerti ad un altro avvocato, per citare in giudizio, dinanzi al tribunale italiano, il tuo ex avvocato, al fine di chiedere un congruo risarcimento danni.

La giurisprudenza italiana riconosce pienamente le tue ragioni:

la Corte di Cassazione, con sentenza n. 320 del 2010, afferma che “l’avvocato che non raggiunge il risultato promesso, a causa della sua negligenza o mancanza di professionalità, non ha diritto al compenso richiesto al suo cliente”

con sentenza n. 24544 del 2009 invece, la Corte precisa che l’avvocato, nei rapporti con il suo cliente, deve adempiere ai “doveri d’informazione, sollecitazione e dissuasione, evidenziando tutti i rischi che potrebbero scaturire da una possibile soccombenza processuale e tentando una risoluzione bonaria della controversia che possa evitare una condanna alle spese del giudizio, del proprio cliente”

Il comportamento del tuo avvocato inoltre, deve essere portato a conoscenza del consiglio dell’ordine forense di appartenenza del professionista, con un’apposita segnalazione/denuncia (l’avvocato a cui conferirai mandato provvederà alla suddetta segnalazione); il consiglio dell’ordine comminerà all’avvocato negligente, una sanzione disciplinare proporzionata al suo inadempimento. Questa tipologia di avvocati infatti, lede l’immagine dell’intera categoria e quindi, essi devono essere quantomeno sospesi dall’attività, per un limitato periodo di tempo.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.