Il dentista non può chiedere compenso per una pulizia canalare di un dente che non era dovuta





Salve io mi sono recato dal mio dentista di fiducia tempo fa per l estrazione (complicata) del dente del giudizio il quale mi ha fatto infezione. Poi dopo un mese circa sentivo ancora dolori, mi sono recato nuovamente dal dentista poi mi ha detto dove le fa male?

Ha provato a toccare su vari denti, poi ne ha aperto uno ed ha fatto la pulizia canalare del dente, poi mi ha detto non era questo dente il problema, ed ne ha aperto un altro e mi ha detto che era questo dente il problema.
Mi ha fatto un conto di 845 € per entrambi i denti, volevo chiedervi questa Pensavo fosse stato più opportuno fare prima una radiografia o qualcosa per stabilire quale dente fosse stato da curare oppure no



RISPOSTA



Confermo il percorso logico della tua argomentazione. Il dentista non ha titolo per chiedere il compenso per la pulizia canalare del “dente sbagliato”.

E' evidente che avrebbe dovuto prescrivere una radiografia, prima di iniziare ad operare in modo invasivo sulla tua dentatura.

Se ti ha chiesto 845 euro per la pulizia di due denti, vuol dire che avrà diritto ad un compenso pari alla metà di quanto richiesto (visto che la pulizia canalare di un dente era assolutamente inutile).

Il dentista è responsabile dell'errore commesso, ai sensi dell'articolo 2236 del codice civile, per colpa grave.

Art. 2236 del codice civile. Responsabilità del prestatore di opera. 

Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d'opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave.

Ti ricordo che ai sensi dell'articolo 2233 del codice civile, se il compenso del dentista “non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice”.

Art. 2233 del codice civile. Compenso. 

Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice.
In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.
Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali.


Se non troverete un accordo, vorrà dire che sarà il giudice di pace a determinare il compenso del dentista, su ricorso del dentista medesimo.

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.