Responsabilità per danni dovuti al movimento relativo all'assestamento tra due fabbricati a seguito della sopraelevazione di un immobile





Alcuni inquilini dell'edificio costruito adiacente alla mia abitazione, preesistente al loro, mi stanno imputando delle responsabilità riguardo alcuni danni dovuti al movimento relativo di assestamento tra le due strutture a seguito della sopraelevazione che ho effettuato alcuni anni fa, regolarmente, e dopo aver chiesto anche a loro l'autorizzazione con comunicazione scritta per silenzio assenso. (Nota bene che il nesso tra la sopraelevazione e il movimento va dimostrato.)



RISPOSTA



Confermo nel modo più assoluto quello che hai scritto. Si tratta di un principio generale afferente non soltanto alla dimostrazione del nesso eziologico, ma anche alla prova dei diritti che si vogliono far valere nel corso di un processo civile; è l'articolo 2697 del codice civile.

Art. 2697 del codice civile. Onere della prova.

Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda.

Le due strutture, seppur contigue, non sono in condominio e dovrebbero essere separate da una opportuna intercapedine a doppio muro di tamponamento, secondo quanto riportato a progetto. Purtroppo però, si è scoperto che il costruttore ha omesso di realizzarla, sicchè una parete loro è costituita dal muro perimetrale dello stabile preesistente di mia proprietà, che è per me portante, per loro di tamponamento. Insomma, la parete che dovrebbe dividerci è in realtà in comune, e per questo l'assestamento della mia abitazione ha provocato delle crepe di dissezione all'interno dei loro appartamenti sulle linee di confine, cosa che non si sarebbe verificata se l'ala nuova fosse stata realizzata come a progetto con l'intercapedine. Interpellati alcuni studi tecnici, convocati in presenza e con l'accordo di tutte le parti interessate, hanno stabilito che non sussiste nessuna mia responsabilità, proprio per l'omissione del costruttore descritta sopra, e che ogni riparazione è a carico del singolo inquilino.



RISPOSTA



Confermo che in assenza di un giudizio di colpevolezza nei confronti della tua condotta, non è possibile agire in giudizio nei tuoi confronti.
Confermo che ogni riparazione è a carico di ciascun inquilino tuttavia, in seguito alla riparazione medesima, il singolo inquilino potrà agire in rivalsa nei confronti del costruttore, per ripetere quanto ha dovuto versare in precedenza.

Hanno inoltre raccomandato la realizzazione dell'intercapedine mancante, sempre a carico loro, per evitare ulteriori danni in futuro. Cosa posso fare, tuttavia, per tutelarmi? Attraverso quali leggi? Posso imporre ai miei vicini di realizzare il muro di tamponamento mancante, in quanto stano utilizzando indebitamente il mio muro e far rimuovere gli impianti su di esso realizzato che, oltre ad averlo danneggiato, potrebbero indebolirlo? Grazie per l'attenzione.



RISPOSTA



Certamente sì, esercitando in giudizio, dinanzi al tribunale civile, contestualmente, due azioni giurisdizionali, una di natura cautelare, l'altra di natura petitoria.

L'azione di natura cautelare è quella di cui all'articolo 1172 del codice civile, in modo da ottenere una rapida ed efficace risposta da parte del giudice adito.

Art. 1172 del codice civile. Denunzia di danno temuto.

Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da qualsiasi edificio, albero o altra cosa sovrasti pericolo di un danno grave e prossimo alla cosa che forma l'oggetto del suo diritto o del suo possesso, può denunziare il fatto all'autorità giudiziaria e ottenere, secondo le circostanze, che si provveda per ovviare al pericolo.
L'autorità giudiziaria, qualora ne sia il caso dispone idonea garanzia per i danni eventuali.

L'azione petitoria per tutelarti dalle “turbative” poste in essere a danno della tua proprietà, è quella di cui all'articolo 949 del codice civile. A seguito di tale azione, si instaurerà un ordinario processo civile di cognizione che si concluderà con una sentenza.

Art. 949 del codice civile. Azione negatoria.


Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio.
Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la condanna al risarcimento del danno.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.