Obbligo per i nonni di contribuire al mantenimento dei nipoti





Problema: ragazza di 22 anni ha un bambino (oggi 1 anno) da un ragazzo di 28 anni. Entrambi sono studenti e non hanno reddito. Dopo un breve periodo di convivenza in un alloggio messo a disposizione dai familiari del ragazzo, ognuno torna a casa propria (per la ragazza quella dei propri genitori, per il ragazzo un appartamento di sua proprietà). Il bambino segue la mamma. Ora poiché i genitori dei ragazzi sono quelli che economicamente intervengono a sostegno, si chiede se esiste un criterio oggettivo di ripartizione delle spese? Grazie.



RISPOSTA



Premesso che l'obbligo per gli ascendenti (nonni) di contribuire al mantenimento dei nipoti è stabilito dal codice civile all’articolo 316 bis che così dispone:

“I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli".
L'obbligo degli ascendenti sorge solo se entrambi i genitori versano nell’oggettiva impossibilità di provvedere ai figli per mancanza dei mezzi: il ruolo dei genitori resta primario, essendo quello degli ascendenti solo sussidiario.
Nella presente fattispecie ricorrono tutti i presupposti di fatto per l'applicazione dell'articolo 316 bis del codice civile.


Il Tribunale, Genova, sez. IV civile, con sentenza 28/10/2009, ha sancito che il quantum del mantenimento da porre a carico dei nonni, deve essere valutato alla luce della situazione economica singolarmente e complessivamente considerata, al fine di assicurare ad ogni componente obbligato uno sforzo contributivo che assicuri, in situazioni di particolare disagio, il diritto di ciascuno di sopportare le primarie esigenze di vita.
Una sentenza che ricalca il principio fondamentale di cui all'articolo 438 II comma del codice civile: “... in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli … “

Art. 438 del codice civile. Misura degli alimenti.

Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.
Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.


Tanto premesso, anche i nonni dovranno far fronte al mantenimento dei nipoti, “in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo”, esattamente come previsto dal legislatore in riferimento ai genitori.

Cordiali saluti.