Nuovi limiti al pignoramento dello stipendio





Buongiorno, ho ricevuto atto di pignoramento dello stipendio presso la ditta in cui lavoro. Attualmente faccio un lavoro part-time di 20 ore settimanali e il mio stipendio netto è di circa € 750/790. Volevo sapere se possono comunque pignorarmi il quinto dello stipendio o c'è un "limite di sopravvivenza" ? Avevo sentito che dal 2016 erano cambiate i limiti.
E se c'è qualche modo per tutelarmi? grazie Cordiali saluti



RISPOSTA



Attualmente la normativa in materia di impignorabilità degli stipendi è stata modificata dall'articolo 13 del d.l. n. 83/2015 che ha novellato l'art. 545 del codice di procedura civile. Per quanto concerne stipendi e pensioni accreditati sul conto corrente bancario intestato al debitore, prima della riforma di cui al d.l. n. 83/2015, il pignoramento poteva essere effettuato nella misura del quinto se notificato al datore di lavoro o all'ente previdenziale, ovvero integralmente sulle somme depositate sul conto corrente, se notificato alla banca.
Attualmente vi sono nuovi limiti al minimo vitale impignorabile e viene introdotta una fondamentale distinzione:

- se le somme sono state accreditate in data anteriore al pignoramento, possono essere pignorate per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale;
- se invece l'accredito è avvenuto alla stessa data del pignoramento o successiva, le somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma dell'art. 545 c.p.c. nonché dalle speciali disposizioni di legge, derogando così al principio secondo cui il limite del quinto valeva soltanto quando il terzo pignorato era il datore di lavoro o l'ente previdenziale.

Facciamo un esempio concreto prendendo spunto dal tuo caso:
- stipendio di 800 euro accreditato sul conto corrente.
Gli stipendi accreditati prima della data del pignoramento non potranno essere pignorati nella misura pari al triplo dell'assegno sociale, ossia 1345,56 euro (448,52x3); i tuoi stipendi accreditati prima della data del pignoramento, non potranno essere pignorati, essendo inferiori al minimo vitale.
Gli stipendi accreditati successivamente alla data del pignoramento, l'importo non pignorabile sarà pari ad euro 672,78 (corrispondente all'assegno sociale aumentato della metà).
La base pignorabile pari a 127,22 euro potrà essere pignorata nei limiti del quinto, ossia euro 25,44.

Se il creditore viola i nuovi limiti imposti dal legislatore, pignorando somme superiori a quelle determinate dall'articolo 545 del codice di procedura civile, per le somme eccedenti le soglie prefissate e dunque impignorabili, il pignoramento si considera (parzialmente) inefficace, con inefficacia rilevabile dal giudice dell'esecuzione, anche d'ufficio.

Di seguito il nuovo articolo 545 del codice di procedura civile:

Art. 545 c.p.c. Crediti impignorabili

Non possono essere pignorati i crediti alimentari, tranne che per causa di alimenti, e sempre con l'autorizzazione del tribunale o di un giudice da lui delegato e per la parte dal medesimo determinata mediante decreto.
Non possono essere pignorati crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell'elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternita', malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza. 
Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altra indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal tribunale o da un giudice da lui delegato.
  Tali somme possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito. 
Il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause indicate precedentemente non puo' estendersi oltre la meta' dell'ammontare delle somme predette. Restano in ogni caso ferme le altre limitazioni contenute in speciali disposizioni di legge.
Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare e' pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonche' dalle speciali disposizioni di legge.
Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennita' relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonche' a titolo di pensione, di indennita' che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale, quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonche' dalle speciali disposizioni di legge. Il pignoramento eseguito sulle somme di cui al presente articolo in violazione dei divieti e oltre i limiti previsti dallo stesso e dalle speciali disposizioni di legge e' parzialmente inefficace. L'inefficacia e' rilevata dal giudice anche d'ufficio.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.