Riassunzione del processo civile nei confronti degli eredi del convenuto, ripartizione e pagamento dei debiti ereditari tra gli eredi





Con sentenza passata in giudicato il tribunale condannava Caio, in proprio e quale procuratore di Sempronio ( padre di Caio), alla restituzione, in mio favore , della somma di € xxxxxx. Con riferimento alla suddetta sentenza desidero formulare alcune domande qui di seguito esposte: Premetto:
-che il Giudizio veniva avviato nei confronti, oltre ad altri, di Sempronio (rappresentato) e Caio (procuratore);
-che, il giudizio veniva interrotto a seguito del decesso del rappresentato Sempronio e successivamente riassunto nei confronti degli eredi di Sempronio (moglie e agli altri figli); -che i suddetti eredi non si costituivano in giudizio e pertanto venivano dichiarati contumaci; -che il giudizio si concludeva con la citata sentenza notificata, unitamente al precetto, a Caio in proprio per l'intera somma dovuta;
-che, tuttavia, l'azione esecutiva non è stata iniziata nei confronti del predetto essendo praticamente nulle le possibilità di recuperare dell'intero credito;

Ora, Le chiedo, posto che la sentenza ha condannato Caio, in proprio ma anche come procuratore del de cuius, alla restituzione della suddetta somma liquidata in sentenza, posso chiedere agli eredi del de cuius (rappresentato) - moglie e figli ivi compreso il suo procuratore ( Caio) poiché anch'esso figlio - in proporzione alle loro quote ereditate, di rispondere del debito scaturente dalla suddetta sentenza passata in giudicato, visto che per legge gli eredi rispondono dei debiti del de cuius ?

 

RISPOSTA



Assolutamente sì, in considerazione del fatto che il processo è stato riassunto nei confronti degli eredi di Sempronio, contumaci in quanto non si sono costituiti in giudizio.
Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata emessa anche nei confronti degli eredi di “Sempronio – contumaci nel presente giudizio”.

Di seguito le norme del codice civile in materia di ripartizione e pagamento dei debiti ereditari.

Art. 752 del codice civile. Ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi.
I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto.


Art. 754 del codice civile. Pagamento dei debiti e rivalsa.
Gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione della loro quota ereditaria e ipotecariamente per l'intero. Il coerede che ha pagato oltre la parte a lui incombente può ripetere dagli altri coeredi soltanto la parte per cui essi devono contribuire a norma dell'articolo 752, quantunque si sia fatto surrogare nei diritti dei creditori. Il coerede conserva la facoltà di chiedere il pagamento del credito a lui personale e garantito da ipoteca, non diversamente da ogni altro creditore, detratta la parte che deve sopportare come coerede.



Se si, potrei inviare un invito bonario, attraverso un legale o da me sottoscritto, a tutti gli eredi compreso anche al procuratore Caio al suo legale che lo ha difeso in giudizio, per l'adempimento della sentenza chiedendo di rispondere del debito del loro padre in base alla quota ereditata e ciò prima di avviare la fase esecutiva nei loro confronti.

 

RISPOSTA



Sì, consiglio indubbiamente questo passaggio preliminare per un motivo molto semplice … e se gli eredi di Sempronio avessero rinunciato all'eredità del de cuius ?
In tal caso, risponderanno alla tua diffida scritta, esibendo l'atto pubblico di rinuncia all'eredità di Sempronio, ai sensi dell'articolo 519 del codice civile.
In tal caso, non potrai aggredire i loro beni personali, ma potrai soltanto impugnare la loro rinuncia all'eredità, al solo fine di soddisfare il tuo credito con gli eventuali beni dell'asse ereditario.

Art. 524 del codice civile. Impugnazione della rinunzia da parte dei creditori.
Se taluno rinunzia, benché senza frode, a un'eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare la eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti.
Il diritto dei creditori si prescrive in cinque anni dalla rinunzia.


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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