Atto di citazione nullo interrompe la prescrizione





Mio padre ha ricevuto una causa di lavoro nel 2006 da un suo dipendente.
La causa si è interrotta nel 2012 per la morte di mio padre. E' stata immediatamente riassunta nei confronti di noi figli eredi. Non avendo ancora accettato l’eredità abbiamo eccepito il difetto di legittimazione passiva. Il giudice ci ha dato ragione con sentenza depositata a dicembre 2012.
La stessa non è stata appellata. Nel 2014 abbiamo accettato l’eredità con beneficio d'inventario. Non abbiamo ancora fatto successioni e divisioni.
A dicembre 2017 è stato riproposto un nuovo giudizio nei confronti di noi eredi.
Riteniamo che sia sopravvenuta prescrizione, in quanto l'atto interruttivo del 2006 si sia annullato per effetto della mancata sentenza di giudicato per l'eccezione proposta nel 2012. E' corretto? Ci sono sentenze della cassazione a riguardo da sfruttare a nostro favore? Grazie

 

RISPOSTA



Escludo che possano sussistere, nel caso “de quo”, sentenze della corte di cassazione da sfruttare a vostro favore, in considerazione della linea di pensiero complessivamente espressa fino ad oggi, dalla suprema corte, in materia di interruzione della prescrizione, ai sensi dell'articolo 2943 I comma del codice civile: “la prescrizione è interrotta dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o esecutivo”.

Art. 2943 del codice civile. Interruzione da parte del titolare.
La prescrizione è interrotta dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o esecutivo.
È pure interrotta dalla domanda proposta nel corso di un giudizio.
L'interruzione si verifica anche se il giudice adito è incompetente.
La prescrizione è inoltre interrotta da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore e dall'atto notificato con il quale una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria, dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.


Secondo una giurisprudenza consolidata della suprema corte che prende le mosse dalla sentenza della Cassazione civile n. 3616 del 07/08/1989, la prescrizione è interrotta anche da un atto di citazione nullo (!!!), a patto che il predetto atto di citazione sia idoneo ad assumere valenza di richiesta di adempimento, idonea a realizzare la costituzione in mora del debitore di cui all’art. 2943 del codice civile, comma 4.

La linea di pensiero della suprema corte è stata cristallizzata poi con la sentenza della corte di cassazione n. 10092/2008 che evidenzia come l’art. 2943 del codice civile, comma 1 abbia inteso ricollegare l’effetto interruttivo ad un atto ricettizio (come l'atto di citazione oppure il ricorso introduttivo di un giudizio civile), il quale, proprio in quanto tale, si perfeziona quando venga portato a conoscenza del destinatario.
Il “succo” sostanziale della giurisprudenza della Cassazione è il seguente: se ai fini dell'interruzione della prescrizione, è irrilevante persino la nullità dell'atto di citazione (a patto che l'atto di citazione contenga al suo interno, i presupposti sostanziali e giuridici di un atto di costituzione in mora del debitore), quale rilevanza potrebbe mai avere l'esito finale di un giudizio civile concluso con l'accertamento di un difetto di legittimazione passiva dei convenuti?

Tanto premesso, la Cassazione ha da sempre espresso una linea di pensiero giurisprudenziale assolutamente contraria alle vostre argomentazioni.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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