Diritto penale - Comodato d'uso dell'appartamento e reato di violazione di domicilio



 

Sono proprietario di un piccolo appartamento in T.,dato in comodato d'uso a mio cugino.
A mia insaputa mio cugino ha accolto nell'appartamento una persona a me sconoscita.
Al decesso di mio cugino e scoperto quanto su detto.Ora non riesco a liberare l'appartamento da questa persona.Se in sua assenza metto fuori della porta le sue cose e cambio la serratura,a cosa vado incontro? Oppure cosa posso fare?

 

RISPOSTA



In queste situazioni è necessario agire con molta cautela, perchè è davvero facile, per il proprietario dell'immobile, passare dalla parte del torto. Cambiare la serratura, in assenza della persona che dimora abitualmente nella tua casa, equivale a farsi giustizia da sé, e questo comportamento non può essere considerato legittimo dal nostro ordinamento.
Si tratta del reato di "esercizio arbitrario delle proprie ragioni", previsto dall'articolo 392 del codice penale
"Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito a querela della persona, con la multa fino a euro 516. Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata (ad esempio, cambiare la serratura dell'appartamento è una "trasformazione") ..."

La procedura corretta è la seguente:

1) inviare, con una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, una diffida a liberare l'immobile, entro 7 giorni dal ricevimento dell'atto, con l'espresso avvertimento che in mancanza di corretto adempimento alla legittima richiesta, provvederai a sporgere querela per violazione di domicilio, presso la Polizia giudiziaria (carabinieri, polizia di Stato).

2) in caso di mancato adempimento, da parte dell' "abitante abusivo", dovrai sporgere querela, ai sensi dell'articolo 614 del codice penale.
La "violazione di domicilio" è il reato previsto dall'articolo 614 del codice penale, che punisce, a querela di parte, chiunque “si introduce o si trattiene nell’abitazione altrui, o in altro luogo di privata dimora o nella appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si introduce clandestinamente o con l’inganno”.
La legge prevede la sanzione della reclusione fino a tre anni, per il reo.

3) Le forze dell'ordine provvederanno a liberare l'immobile di tua proprietà e tu avrai diritto di citare in giudizio l' "abitante abusivo", al fine di chiedere il risarcimento dei danni conseguenti alla sua condotta illegittima.

Cordiali saluti.