Diritto penale - La testimonianza per iscritto e il reato di falsa testimonianza



 

Buongiorno,
Vi scrivo perchè ho bisogno di una consulenza legale in merito ad un processo penale per il quale sono stato chiamato a testimoniare.

Il processo è stato istituito quest'anno a seguito di una denuncia fatta da me e da altri utenti internet nel 2006, quando sono stato vittima di una truffa telematica: ho acquistato oggetti su EBAY per un valore complessivo di circa 700 euro, oggetti che non mi sono stati mai recapitati poichè il venditore non ne era in possesso. Un classico specchietto per le allodole che lì per lì mi ha fatto arrabbiare e che mi ha spinto alla denuncia.

Ora, a processo aperto, sono stato chiamato a testimoniare al tribunale di Giarre, Catania, dal pubblico ministero dr.ssa XXXXXXXXX.
Sono a conoscenza del fatto che la testimonianza è un dovere e che verrò sanzionato se non dovessi comparire davanti al giudice. Il problema è che sono studente, privo di reddito proprio, e non posso, per motivi di distanza (abito a Treviso) spostarmi fino a Catania per la data in cui sono stato convocato. Per questo mi sono informato e ho visto che esiste la possibilità di rendere testimonianza scritta in sostituzione a quella orale.

Sarebbe possibile inoltrare richiesta per questo tipo di testimonianza alla corte? A chi dovrei scrivere, e con quali modalità?
E in ogni caso, come potrei evitare di spostarmi così lontano per testimoniare, visto che non è nelle mie possibilità, evitando di incorrere in sanzioni o altre pene previste per questa mia incapacità ad intervenire?
Vi ringrazio per l'attenzione ed attendo una vostra risposta,
Cordialmente

 

RISPOSTA



La testimonianza scritta è un mezzo di prova, previsto dalla legge di riforma del processo civile; introduce nel codice di procedura civile, una norma apposita (articolo 257 bis), che ammette la possibilità di assumere testimonianze anche in forma scritta.
Il primo comma della nuova norma subordina tale possibilità a due condizioni. È previsto infatti che la testimonianza scritta possa essere disposta: 1) solo a patto che le parti siano d'accordo; 2) e tenuto conto della «natura della causa» e di «ogni altra circostanza».
Ciò detto, la nuova norma pone a carico della parte che abbia chiesto la testimonianza scritta l'onere di predisporre «il modello di testimonianza in conformità agli articoli ammessi» e di notificarlo al testimone: la testimonianza consisterà nella compilazione di tale modello da parte del testimone, «in ogni sua parte, con risposta separata a ciascuno dei quesiti». Inoltre, il testimone dovrà specificare eventualmente quali sono i quesiti «cui non è in grado di rispondere, indicandone la ragione»; e naturalmente potrà continuare ad avvalersi della facoltà di non rispondere (come in relazione alla testimonianza orale), fermo tuttavia anche in questo caso l'obbligo di indicare i motivi dell'astensione.
Il modello poi dovrà essere sottoscritto (e la sottoscrizione dovrà essere autenticata da notaio) e spedito «in busta chiusa con plico raccomandato» o consegnato direttamente alla cancelleria del giudice, il quale infine sarà chiamato a valutare le dichiarazioni rese e potrà anche decidere di chiamare il testimone a deporre comunque davanti a lui.
La possibilità della testimonianza scritta riguarda esclusivamente il processo civile e, dal contenuto della tua mail, risulta evidente che sei stato chiamato a testimoniare in un processo penale.
Sarà pertanto, un tuo preciso obbligo, presentarti dinanzi al giudice, in quanto, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, potresti essere condannato dal giudice a pagare un'ammenda ovvero, in caso di reiterata assenza, potrebbe essere ordinato dal giudice il tuo accompagnamento coattivo in udienza (nella pratica tuttavia, la condanna a pagare l’ammenda e l’accompagnamento coattivo, avvengono molto raramente; in genere, il tutto finisce in un nulla di fatto !!!).
Ai sensi dell’articolo 196 del codice di procedura penale, infatti, la persona diventa testimone quando, su richiesta di parte (o d’ufficio), è chiamata a deporre davanti ad un giudice nel procedimento penale.
Il testimone ha l’obbligo di: - presentarsi al giudice (se non lo fa e non è presente nessun impedimento, il giudice può ordinare il suo accompagnamento coattivo a mezzo della polizia giudiziaria e può condannarlo al pagamento di una somma nonché alle spese alle quali la mancata comparizioni ha dato causa) - attenersi alle prescrizioni date dal giudice per le esigenze processuali - rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte. Se tace ciò che sa, afferma il falso o nega il vero, commette il delitto di falsa testimonianza (art. 372 del codice penale).

L'art. 372 c.p. che identifica il "reato di falsa testimonianza" , prevede espressamente che "chiunque, deponendo come testimone innanzi all'autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace , in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni".

Se il testimone si rifiuta di deporre, il giudice dispone l’immediata trasmissione degli atti al pubblico ministero perché proceda a norma di legge. Il pm, ricevuta copia del verbale di udienza, avvia le indagini preliminari per accertare se sussiste la falsa testimonianza nella forma della reticenza e, ove sussistano i presupposti, potrà chiedere al giudice una misura cautelare.
Il codice di procedura penale non prevede la testimonianza per iscritto, in quanto tale mezzo di prova impedirebbe il così detto confronto.
Qualora alcune testimonianze sono contrastanti fra loro infatti, sorge la necessità di verificare quale delle dichiarazioni rese sia corrispondente a verità, o comunque la più attendibile, rendendosi necessario un confronto. Questo potrà riguardare due o più imputati, due o più testimoni o imputati e testimoni.
Prima di iniziare il confronto il giudice chiede al testimone o all’imputato se conferma o no la versione precedente e se il contrasto persiste, si procede al confronto, che consiste nelle domande che il giudice rivolge ai soggetti della prova per verificare, attraverso la conferma o la ritrattazione, quale delle versioni possa essere ritenuta la più attendibile. Il confronto potrà avere esito positivo, se ha risolto il contrasto, ovvero negativo, se i soggetti sono rimasti fermi nelle rispettive posizioni.
Come puoi notare, un processo che prevede la possibilità del confronto, non può prevedere la testimonianza per iscritto, senza cadere in evidenti contraddizioni.
Cordiali saluti.

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