Diritto penale - Reato di lesioni personali gravissime e responsabilità della struttura ospedaliera



 

Una mia zia è entrata in coma in seguito ad ematoma provvocato da un colpo alla tempia mentre si trovava ricoverata da alcuni giorni in un ospedale.
A seguito di questo incidente viene trasferita in altro ospedale, dove arriva in coma e rimane in tale stato dopo l'asportazione dell'ematoma.
Tale fatto è accaduto circa 15 giorni fa e allo stato attuale perdura lo stato comatoso e si ipotizza tra qualche giorno lo spostamento in una clinica per pazienti in coma vegetativo.
Domanda: Come possono tutelarsi i congiunti anche in vista del pagamento delle spese necessarie in clinica per non si sa quanto tempo? E' troppo tardi o si può ancora agire nei confronti dell'ospedale dove è avvenuto il fatto, per insufficiente custodia del degente?
A disposizione per ulteriori ragguagli, attendo Vostro preventivo per il pagamento di quanto dovuto per la risposta.

 

RISPOSTA



Il fatto accaduto a tua zia è di una gravità inaudita, oltre ad assumere rilevanza penale, ai sensi dell'articolo 582 del codice penale ovvero dell'articolo 590, in caso di comportamento colposo e non doloso del soggetto agente.
Provvedete quindi a sporgere denuncia, presso la Polizia giudiziaria, per il reato di lesioni personali gravissime, nei confronti dell'infermiere responsabile, al momento dell'incidente:

Art. 582 del codice penale: Lesione personale

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.

Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dagli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Art. 583 del codice penale: Circostanze aggravanti del reato di lesioni personali

La lesione personale è grave, e si applica la reclusione da tre a sette anni :

1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni ;

2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo ;

La lesione personale è gravissima, e si applica la reclusione da sei a dodici anni, se dal fatto deriva :

1) una malattia certamente o probabilmente insanabile ;

2) la perdita di un senso ;

3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella ;

4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso ;

Art. 590 del codice penale: Lesioni personali colpose

“Chiunque cagiona ad altri, per colpa, una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a € 309. Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da € 123 a € 619; se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da € 309 a € 1.239".

Se a seguito dell'incidente, dovesse derivare la morte di tua zia, l'infermiere sarà perseguito per il ben più grave reato di omicidio colposo o doloso (potrebbe trattarsi di dolo eventuale o indiretto). Ad ogni modo, gli organi inquirenti (magistratura e polizia giudiziaria) devono accertare l'accadimento dei fatti e le responsabilità dei soggetti coinvolti.

La struttura ospedaliera, datrice di lavoro dell'infermiere negligente, inoltre, è responsabile civilmente, ai sensi dell'articolo 2049 del codice civile, per tutte le spese sostenute dai familiari che sono conseguenza immediata e diretta dell'incidente occorso a tua zia.
L'ospedale deve inoltre risarcire il danno alla salute (danno biologico), cagionato alla degente, anche nell'ipotesi in cui non dovesse essere identificato il sanitario responsabile dell'incidente.
Al fine di far valere la responsabilità contrattuale della struttura ospedaliera, dovete rivolgervi ad un avvocato e citare in giudizio il suddetto ente responsabile. Dal contenuto della tua mail, ritengo che non si possano avere dei dubbi sull'esito favorevole, per la degente e per i suoi familiari, del processo intentato nei confronti dell'infermiere e dell'ospedale.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.