Eredità - Quota di legittima, asse ereditario, donazione, vendita simulata dell'appartamento



 

Buongiorno, vi scrivo da R. Mio padre era unico proprietario di un immobile, e comproprietario al 50% con mia madre di un secondo immobile valutabile 200mila euro.
Siamo rimasti due figli, io di 53 anni, lui primogenito di 55, dove sono rimaste in successione ereditaria dell'immobile co-intestato le seguenti parti: a mio padre i 4/6, e 1/6 e 1/6 per ciascuno di noi due fratelli. Devo dire che attualmente i rapporti tra noi due fratelli non e' dei migliori, a causa di quanto successo e qui espongo i fatti: Mio fratello e mio padre insieme a quattro suoi fratelli (miei zii paterni), hanno da sempre sostenuto che io non fossi figlio biologico di mio padre, ma figlio di un tradimento di mia madre.
Tralascio il racconto di quante botte, quasi ogni giorno, ho preso da bambino da mio padre e da mio fratello maggiore, e delle continue umiliazioni verbali da parte dei fratelli e sorelle di mio padre a causa di questa motivazione, fino a quando non potendone più: me ne sono andato via da casa a 16 anni. Durante questi ultimi 30 anni ho avuto solo sporadici contatti telefonici con mio padre e mio fratello che nel frattempo era immigrato in Russia. Nel 2001 mio fratello torna dalla Russia con sua moglie, entrambi con residenza nell'immobile di unica proprietà' di mio padre, mentre a me toglie la residenza, lasciandomi: senza dimora. Sua moglie dal Gennaio 2008, insieme al loro figlio trasferisce la residenza nell'immobile dove sono anche io com-proprietario di 1/6.
Quando mia madre muore nel 2004, al seguito di una lunga malattia e di uno stato vegetativo durato un anno: mio "fratello" inizia in varie occasioni ad accusarmi in maniera verbale, di avere nascosto a lui e a nostro padre l'esistenza di un libretto postale che sarebbe stato co-intestato a me solo insieme a mia madre e contenente una cospicua somma di denaro che io avrei prelevato in maniera fraudolenta e sottraendola quindi alla successione ereditaria.
E' chiaro che tale libretto non e' mai esistito, in quanto ho fatto eseguire una ricerca alle poste e inviato loro la risposta negativa. Ma in quella ricerca mi sono anche reso conto che esisteva un libretto co-intestato a mio padre e mia madre, e che vi erano rimasti solo 5 euro, anche se sapevo dai suoi discorsi in vita che avrebbero dovuto esserci almeno 50 milaeuro, quindi sicuramente prelevati prima della sua morte da mio padre. Dal momento dell'inizio della malattia di mia madre (anno 2000), mio padre assume una badante sud-americana, raggiunta anche dal marito, dove rimangono poi a seguire anche mio padre fino agli inizi del 2008. Nel 2007, ricevo una telefonata da mio padre, all'inizio in maniera tranquilla, proseguendo poi con tono sempre più aggressivo che avrei dovuto firmare da un notaio la cessione gratuita del mio 1/6 a favore di mio fratello, adducendo il fatto che 1/6 valeva talmente poco che avrei dovuto regalarlo a mio fratello. A seguito di quella telefonata, sempre nel 2007 mi reco presso l'abitazione di mio padre con un kit per prelevare la sua saliva e sottoporlo al test del D.N.A., al suo iniziale energico rifiuto di prelevare la sua saliva, poi si convince solo perché' gli ho detto che se effettivamente il test del D.N.A. avesse dimostrato che non ero suo figlio biologico. avrei immediatamente firmato la cessione del 1/6 che mi aveva chiesto. Il test ha confermato che sono suo figlio biologico, ma dato che si tratta di quello non "ufficiale", mi hanno semplicemente liquidato con un: è falso!
Nel periodo di Gennaio 2008 ricevo alcuni sms da parte di mio fratello, dove mi mette a conoscenza che i sud-americani avrebbero ripulito mio padre di tutti i soldi contenuti sul libretto postale e come quantificazione dell'ammontare del "ripulisti": questi avrebbero comprato una officina da fabbro. A seguire questo episodio, vengo a sapere che nel 2007 a mia insaputa, mio padre ha venduto l'immobile di sua unica proprietà alla moglie di mio fratello, sposata nel 2001 (di origine russa), con clausola scritta su rogito redatto da notaio, e che i soldi della compravendita (venduta per 130mila euro - dove il valore attuale del solo terreno sarebbe di 350mila), erano stati versati prima della legge Bersani del Giugno 2004, aggiungendo anche la clausola che la moglie russa di mio fratello avrebbe accudito mio padre fino alla sua morte, senza specificare alcun onere dovuto per tale prestazione. Naturalmente, mio fratello e sua moglie sono in regime di separazione dei beni. Nel 2009 ricevo un fax da un avvocato che assiste legalmente la moglie di mio fratello, dove asserisce che alla sua assistita spettano le competenze economiche lavorative per gli anni passati ad accudire mio padre, in seguito con un sms mio fratello aggiunge che sono quantificate in 150 euro giornaliere. In un successivo sms mio fratello aggiunge che l'oste sono loro e i conti alla fine li fanno loro, indicandomi che il valore del 1/6 non è sufficiente a ripagarli della loro prestazione come badanti di mio padre. Praticamente hanno tentato in tutte le maniere di ottenere il 1/6 che mi appartiene e forse andare anche "oltre", per liberarsi definitivamente di me.

Ho inviato al loro avvocato una raccomandata con la richiesta che ero disponibile ad occuparmi personalmente come badante di mio padre e senza nessuna richieste di spettanze economiche, ma solo in cambio di ri-avere la residenza presso l'abitazione dove anche io possiedo il 1/6, dove però il loro avvocato mi ha ribadito rispondendo sempre tramite un laconico fax, di pagare gli anni di arretrati alla sua assistita. Ora nel giorno 22 Febbraio 2010 mio padre muore e nel manifesto funerario riporta solo il nome di mio fratello e di sua nuora, come se fosse figlio unico. Per adesso non conosco ancora se per successione naturale mio padre mi abbia lasciato la sua parte di immobile, diventando così com-proprietario del 50% insieme a mio fratello, oppure abbia fatto nel frattempo un'altra finta vendita come la precedente a terze persone riconducibili a mio fratello, oppure abbia lasciato un testamento olografo o meno a favore della sua badante, attuale moglie di mio fratello. Naturalmente a Vostra richiesta, posso inviare copia di tutta la documentazione che riguarda quanto scritto. Ora le mie domande sono:

1) E' possibile comprovare la "finta" vendita dell'immobile fatta a alla moglie di mio fratello, e di conseguenza annullarla, con il dubbio di non avere effettivamente pagato il corrispettivo?

2) E' possibile ottenere il consenso di vedere a ritroso le operazioni di prelievo/accredito nei libretti di mio padre, prima della sua morte, per vedere se effettivamente sono transitati i soldi della compra-vendita del suo immobile?

3) E' probabile che dovrò effettivamente pagare la metà delle spettanze lavorative della sua badante?

4) Diventa possibile per loro confiscare il 1/6 della mia proprietà per ottenere il rimborso economico "per gli anni" che la badante avrebbe prestato?

5) Ci sono dei movimenti legali da poter mettere in atto verso mio fratello e sua moglie per contrastare le loro azioni dirette, e non perdere anche quel 1/6 lasciatomi da mia madre?

Rimango in attesa di Vostre istruzioni per ottenere le risposte ai miei quesiti.

Grazie e saluti.

 

RISPOSTA



Rivolgiti da un avvocato, hai subito delle profonde ingiustizie.
Andiamo con ordine:

1) In merito alla successione di tua madre, hai diritto alla quota di legittima pari a 1/4, dell'intero asse ereditario della stessa, ai sensi dell'articolo 542, II comma del codice civile. Mi sembra di aver capito che hai ereditato, da tua madre, 1/6 dell'appartamento, ossia 1/3 del 50% della casa che era di proprietà di tua madre; Ad ogni modo, al fine di rispettare la norma in materia di legittima, devi possedere almeno 1/4 del 50% dell'immobile che era di proprietà di tua madre. Se invece hai ereditato soltanto 1/6 del 50% di tua madre, devi impugnare la relativa successione e agire in giudizio, per ottenere la quota di tua spettanza dell'appartamento.

2) All'anagrafe risulti figlio legittimo di tuo padre; se erano tutti così sicuri del tradimento, perchè non hanno presentato ricorso per il disconoscimento della paternità. Sei figlio legittimo e tutte le altre chiacchiere hanno rilevanza giuridica pari a zero. Anzi no: denuncia immediatamente tuo fratello, presso la polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, procura della Repubblica), per diffamazione. Nessuno deve permettersi di dire che non sei figlio naturale di tuo padre in mancanza di prove certe. Denuncia anche tutti quelli che si sono uniti al coro infame: successivamente, avrai facoltà di agire in giudizio, per chiedere un equo risarcimento per i danni morali subiti, nel corso di tutti questi anni.

3) In merito all'asse ereditario di tuo padre, hai diritto alla quota di legittima pari a 1/3, ai sensi dell'articolo 537, II comma del codice civile. Se tuo padre, con testamento, non ha previsto in tuo favore, la quota di legittima pari al terzo del suo patrimonio, devi impugnare anche il suo testamento. Se, prima di morire, ha dissipato tutti i suoi beni con vendite simulate che in realtà nascondono vere e proprie donazioni, nel corso del processo ereditario, chiederai al giudice di disporre indagini finanziarie, per accertare che i movimenti di denaro, indicati nell'atto di vendita, siano stai realmente effetuati. In mancanza di movimenti finanziari, avrai diritto al terzo di tutte le proprietà vendute/donate da tuo padre, al fine di diseredarti dall'eredità (hai diritto alla quota di 1/3 anche dell'appartamento venduto da tuo padre, alla moglie di tuo fratello). Il giudice autorizzerà anche delle indagini finanziarie su tutti i libretti postali e bancari, eventualmente intestati a tuo padre ed a tua madre, anche per verificare la vicenda dei "sudamericani" (potrebbero avere agito in nome e per conto di qualche tuo parente, con cui hanno poi diviso il profitto illecito !!!).

4) Hai diritto di spostare la residenza nell'appartamento che possiedi nella misura di 1/6. Se coloro che abitano si rifiutano di farti entare, chiama immediatamente i Carabinieri; sei proprietario dell'abitazione ed hai gli stessi diritti degli altri comproprietari. Successivamente recati in comune per spostare la tua residenza (non devi chiedere il "permesso" a tuo fratello per farlo).

5) Non sei obbligato a versare un solo euro, per le spese dovute ai badanti dei tuoi genitori. I tuoi genitori avevano appartamenti e denaro in banca/posta. Tuo fratello o chi per lui ha pagato i badanti, con il denaro dei tuoi genitori che non erano affatto in stato di necessità o di bisogno. L'onere di provare il contrario ricade su tuo fratello.

6) Non sei tenuto a versare nulla nei confronti della moglie di tuo fratello che ha provveduto a prendersi cura del suocero, di sua spontanea volontà. L'assistenza di un parente (suocero) non può essere retribuita con denaro, essendo giustificata dal vincolo di parentela e dall'affetto, presupposto fondamentale della famiglia. Tua cognata non ha diritto di essere retribuita, in ogni caso, anche nell'ipotesi in cui gli altri familiari non abbiano provveduto all'assistenza del parente. Certe azioni insomma, non devono essere fatte per soldi !!!

7) Nessuno ha il diritto di confiscare la tua quota di 1/6 dell'appartamento, senza un processo ed una pronuncia del giudice. Non sei obbligato a rimborsare nulla, anzi sei tu ad essere in credito nei confronti dei tuoi parenti !!!

E' ora di far cessare queste ingiustizie; subito dopo la pubblicazione del testamento di tuo padre, rivolgiti ad un avvocato, cita in giudizio tuo fratello e sua moglie e, senza esitare, sporgi querela per diffamazione nei confronti di tutti coloro che oseranno mettere in dubbio il tuo "status" di figlio legittimo. Sposta inoltre la tua residenza, nell'abitazione di cui sei comproprietario.

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.