Eredità e testamento - Testamento, quota di legittima e imposta sulle successioni/donazioni



 

Gent.mo avvocato

Le volevo sottoporre in breve una situazione ereditaria.

Situazione:

Due persone anziane di oltre 80 anni, convivono da 40 anni nella stessa casa intestata a lei. Lui, ha delle proprietà tra cui una casa come prima casa ed una seconda casa oltre ad un appezzamento di terreno di 20 ettari agricolo per valore di circa 1.200.000 €.
Lui non ha nessun parente diretto mentre Lei ha sorella e nipoti Vivono da soli e non sono totalmente autosufficienti poichè, abitano fuori città, non hanno nessun mezzo proprio per spostamenti ecc.
Per soddisfare le loro esigenze di sopravvivenza, devono chiamare lo scrivente che è il marito della nipote della convivente o saltuariamente a qualche persona vicina.

Volontà:

Il convivente proprietario di case e terreni, ha redatto una carta di suo pugno nel 1992 dove dichiara di voler nominare erede universale dei suoi beni mobili ed immobili alla sua convivente.
Inoltre però la sua volontà è quella di voler lasciare una parte del suo patrimonio ad associazioni benefiche per evitare di far pagare le tasse agli eventuali beneficiari da designare, asserendo di essersi informato ( qualche anno fa).

Domande:

1) In caso di morte del proprietario, la convivente cosa andrebbe a pagare con il foglio scritto a mò di testamento?
2) Nel caso in cui volesse donare qualcosa anche al sottoscritto, sotto forma di immobili o di denaro, cosa andrei a pagare ? Se prima della sua morte? O dopo la sua morte?
3) Per il servizio che faccio e non documentato, avrei diritto a qualche sorta di ricompenso? A parte il fatto che potrei non farlo, ma per motivi di quieto vivere lo devo fare.
4) Ci sono delle soluzioni differenti che potrei perseguire considerato le sue volontà?

Ringrazio anticipatamente per la gentile risposta ai quesiti

 

RISPOSTA



Le due persone anziane, citate nella tua mail, non si sono mai unite in matrimonio, nel corso della loro vita, di conseguenza, la signora convivente, così come sua sorella e sua nipote, non hanno diritto alla quota di legittima sull’asse ereditario del convivente, proprietario di case e terreni.
Il signore potrebbe tranquillamente decidere di disporre, con testamento, di tutti i suoi beni, a favore di un amico ovvero a favore di un’associazione di volontariato.
Non ha alcun obbligo nei confronti della convivente e della sua famiglia.
Di conseguenza, nemmeno tu hai degli obblighi precisi nei confronti del signore; non sei obbligato a trasportarlo con la tua autovettura, né tanto meno devi assisterlo nelle vicende della sua vita quotidiana. Non sei legato con lui, da un rapporto di parentela.
Non hai nemmeno diritto ad un compenso per l’assistenza che presti continuamente nei suoi confronti. Lo fai di tua spontanea volontà, per puro spirito filantropico; domani potresti tranquillamente rifiutarti di farlo, non è stato stipulato nessun contratto !!!
Puoi chiedere al signore che provveda a trasmetterti, con donazione, un bene immobile di sua proprietà (magari la sola nuda proprietà, riservando a se stesso l’usufrutto vitalizio. Alla sua morte, saresti “pieno” proprietario dell’immobile); il signore tuttavia, potrebbe tranquillamente rifiutarsi, così come potrebbe rifiutarsi di modificare il suo testamento, inserendo delle disposizioni a tuo favore (ovvero a favore di tua moglie).
Donazione a tuo favore o modifica del testamento: non ci sono soluzioni differenti !!!

Al momento della morte del signore, la sua convivente verserà allo Stato l’imposta di successione, mentre in caso di donazione, sorgerà l’obbligo di versare l’imposta sulla donazione.

L’imposta sulle successioni era stata abolita dalla legge 18 ottobre 2001, n. 383 e pertanto, per tutte le successioni che si sono aperte dopo tale data e fino al 31/12/2006, questa tassa non veniva più versata.

Con l' ingresso della nuova finanziaria 2007, la tassa sulla successione è reintrodotta nel nostro ordinamento. Il legislatore ha puntato giustamente a colpire i grossi patrimoni. Infatti la finanziaria 2007 prevede una franchigia di 1.000.000 (un milione) di euro per successioni tra genitori e figli ed una franchigia di 100.000 (centomila) euro per successioni tra fratelli. La franchigia si applica ad ogni singolo erede.
Riguardo la vostra fattispecie, non si applicherebbe nessuna franchigia.

LE ALTRE IMPOSTE DA PAGARE

Sono sempre valide le imposte ipotecarie e catastali rispettivamente del 2% e 1%, da applicarsi al patrimonio ereditario. Ancora vanno pagate in maniera fissa la tassa ipotecaria (35,00 euro) e imposta di bollo (58,48)
Tali imposte, (ipotecaria e catastale) andranno calcolate sul valore lordo degli immobili e dei diritti reali immobiliari caduti in successione, senza tener conto di eventuali passività gravanti sugli immobili stessi.
L’importo minimo da versare è, in ogni caso, di euro 168,00 per ogni tributo.

La signora, dovrà presentare la dichiarazione di successione, dopo la morte del suo convivente.
La dichiarazione di successione va sempre presentata, nel caso che facciano parte dell'attivo ereditario, beni immobili, entro dodici mesi dalla morte del “de cuius”. Deve essere presentata presso l' ufficio di zona dell' agenzia delle entrate (vecchio ufficio del registro), per la registrazione.
Entro i 30 giorni successivi dalla registrazione della dichiarazione di successione, occorre inoltre presentare la richiesta di voltura degli immobili presso gli uffici del territorio (catasto) La dichiarazione di successione deve essere presentata, entro dodici mesi dal decesso, all’Ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto.

AGEVOLAZIONE PRIMA CASA

Chi eredita una casa (non di lusso) e se la stessa è per l'erede "prima casa" può avere delle agevolazioni, che consistono nel pagamento di una quota fissa ( 168,00) sia per quanto riguarda l’imposta ipotecaria che catastale, invece del 2% e 1%.

L’imposta di successione è calcolata in base al valore dei beni caduti in successione, ossia, in caso di immobili, in considerazione della rendita catastale moltiplicata per un coefficiente di moltiplicazione, previsto dalla legge.

IMPOSTA SULLE DONAZIONI

Per quanto riguarda l’imposta sulle donazioni, è opportuno precisare che le donazioni e le liberalità sono escluse da imposizione tributaria se effettuate nei confronti del:
A) coniuge
B) discendenti in linea retta (padre/figlio; nonno/nipote)
C) altri parenti fino al quarto grado (zio/nipote, cugini)

Riguardo la vostra fattispecie, un’eventuale donazione sarà assoggettata ad imposta. L’imposta è calcolata in maniera speculare alla tassa sulla successione.

Cordiali saluti.