Eredità e testamento - Accettazione tacita e con beneficio d'inventario



 

Mio zio A è deceduto la scorsa estate nel mentre mio padre D era ricoverato in grave stato. Mio padre voleva rinunciare all'eredità di mio zio A. Nell'asse ereditario di mio zio A vi era una vecchia auto, la quale era ospitata presso la corte dei miei cugini, anch'essi nipoti di mio zio A. Volendo essi disfarsi dell'auto, per liberare la corte, hanno iniziato le pratiche di demolizione e hanno fatto firmare a mio padre (in ospedale) il necessario atto notorio. Mio padre è deceduto una settimana circa dopo la firma. Vorrei sapere se così facendo mio padre ha accettato tacitamente l'eredità di mio zio A, oppure no.
Preciso che la demolizione non è stata fatta per godere di incentivi ed è avvenuta a fine settembre 2009, un mese dopo la morte di mio padre. Vorrei sapere se, nel caso la suddetta demolizione non abbia comportato accettazione tacita, se noi figli di D possiamo fare l'accettazione con beneficio di inventario della quota spettante da parte di mio zio A, e l'accettazione pura e semplice di quanto invece lascia mio padre D. Mio zio A non aveva nè moglie nè figli.
grazie

 

RISPOSTA



Si configura un'accettazione tacita dell'eredità, quando l'erede, a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l'eredità, (ad esempio: appropriazione di beni ereditari, disposizione sugli stessi beni o promozione di un'azione giudiziale spettante all'erede, vendita di un immobile).

Art. 576 Codice Civile

"L' accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volonta di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede"

Il chiamato all'eredità pone in essere un comportamento che, a seguito di una valutazione obiettiva, rivela una chiara volontà di acquisire la "status" di erede.
Il comportamento di tuo padre non è sintomatico della sua volontà di accettare l'eredità, ma esclusivamente della necessità di non ostacolare i cugini a liberare la loro corte, da un'autovettura inutilizzata o comunque ritenuta poco utilizzabile dai parenti.
La firma di tuo padre non ha apportato alla sua sfera giuridica, alcun beneficio economico, non erano previsti incentivi per la rottamazione dell'auto, nè il genitore ha utilizzato l'autovettura ovvero aveva intenzione di venderla a terzi.
La sua firma non può essere considerata, senza alcun dubbio, un comportamento chiaro ed inequivocabile, posto in essere, con la volontà di diventare erede.

I figli di D possono accettare la quota ereditaria dello zio A, con beneficio d'inventario (ritengo che lo zio A, sia morto lasciando numerosi debiti), ed accettare in maniera pura e semplice, la quota della successione del padre D.
Si tratta di due vicende successorie distinte ed autonome, quindi è possibile, per gli eredi di A e D, accettare con beneficio d'inventario, relativamente all'asse ereditario di A, e di non accettare ovvero di accettare in maniera incondizionata, riguardo l'eredità di D.

L' accettazione con beneficio d' inventario riguarda solamente gli eredi e non i legatari; questi ultimi infatti, non rispondono in alcun modo, dei debiti del "de cuius". L' accettazione con beneficio d' inventario ha principalmente lo scopo di separare i beni patrimoniali dai debiti del "de cuius". Accettando incondizionatamente l' eredità del "de cuius", si accettano anche i debiti di quest'ultimo. L'erede incauto che non si è premurato di accertare la presenza di debiti ereditari, sarebbe obbligato al pagamento dei suddetti debiti del "de cuius", anche attraverso il proprio patrimonio. Quindi se l'erede è a conoscenza del fatto che il "de cuius" aveva dei debiti, sarebbe sempre consigliabile accettare l' eredità con beneficio d' inventario.
In questo modo i debiti del "de cuius" vanno pagati ugualmente, ma fino alla concorrenza del patrimonio del defunto. Il patrimonio dell'erede non viene intaccato.

Esempio pratico:
Mario muore e lascia in eredità al figlio una casa del valore di 100.000 euro. Mario però aveva anche debiti per 200.000 euro. Se il figlio di Mario accetta incondizionatamente l'eredità del padre, oltre ad accettare la casa accetterà anche i debiti. Ne consegue che poi sarà costretto ad intaccare il proprio patrimonio, per pagare i debiti del padre. Accettando con beneficio d'inventario invece, pagherebbe una parte dei debiti del padre e più precisamente, entro i limiti del valore della casa ereditata, senza intaccare il proprio patrimonio.

Art. 490, I comma Codice Civile: Effetti del beneficio d'inventario

"L'effetto del beneficio d'inventario consiste nel tener distinto il patrimonio del defunto da quello dell' erede.
Conseguentemente: l' erede conserva verso l' eredità tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per effetto della morte;
L' erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti;
i creditori dell' eredità e i legatari hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell' erede. Essi però non sono dispensati dal domandare la separazione dei beni, secondo le disposizioni del capo seguente, se vogliono conservare questa preferenza anche nel caso che l' erede decada dal beneficio d' inventario o vi rinunzi".


Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.