Eredità - Concorso del coniuge con i figli all'eredità. Beni personali dei coniugi



 

Un uomo divorziato e padre di due figli,contrae matrimonio civile in regime di comunione di beni con una donna.
Dopo diversi anni diventando vedovo dell'ex moglie sposa la donna anche in chiesa.
Hanno in comune un c/c cointestato e la moglie un c/c personale.
L'uomo nel 2004 entra in possesso di un'eredità che versa totalmente nel c/c della moglie.
L'uomo muore nel 10/2010 (il matrimonio è durato circa 34 anni). Gli unici eredi sono: la moglie e i due figli dell'uomo.
Cosa possono pretendere i 2 figli dell'uomo dal c/c cointestato, cosa dal c/c personale della moglie?
I 2 figli dell'uomo possono pretendere ora quota dell'eredità venuta in possesso dal padre nel 2004?

 

RISPOSTA



Dal contenuto della domanda, mi sembra di capire che l’uomo in questione sia morto senza lasciare testamento, quindi la sua successione è regolata dalla legge (la c.d. successione legittima), ossia dall’articolo 581 del codice civile.

Articolo 581 - Concorso del coniuge con i figli.

Quando con il coniuge concorrono figli legittimi o figli naturali, o figli legittimi e naturali, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredita', se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.

Il 50% del saldo (risultante al momento della morte dell’uomo, ossia all’apertura della sua successione), relativo al conto corrente cointestato ai due coniugi, secondo le norme sulla successione, deve essere suddiviso in tre quote di pari importo, da attribuire ai due figli ed al coniuge del defunto.
L’eredità entrata in possesso dell’uomo nel 2004 e versata, successivamente all’accettazione, sul conto corrente personale del coniuge, non è entrata a far parte della comunione legale dei beni, ai sensi dell’articolo 179, I comma, lettera b del codice civile; trattasi di bene personale dell’uomo, escluso dalla comunione del beni.

Articolo 179 - Beni personali.

Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:

a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalita' o nel testamento non e' specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
d) i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno (c.c. 2043) nonche' la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacita' lavorativa;
f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio purche' cio' sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.

L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'articolo 2683, effettuato dopo il matrimonio, e' escluso dalla comunione, ai sensi delle lettere c), d) ed f) del precedente comma, quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.


La suddetta eredità, sempre ai sensi dell’articolo 581 del codice civile deve essere suddivisa in tre quote di pari importo che dovranno essere attribuite ai due figli ed al coniuge del defunto.
Sorge un problema: i due figli hanno la documentazione bancaria necessaria per dimostrare al tribunale che l’eredità è stata interamente versata dall’erede, sul conto corrente personale del coniuge ??? in assenza di documentazione, i figli potrebbero avere della difficoltà nel corso dell’eventuale processo ereditario, a dimostrare i loro diritti successori.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.