Nel testamento le quote non sono state determinate in parti uguali, quindi non vi è accrescimento a favore degli altri coeredi





Siamo 3 fratelli e ns madre vedova AL. Anni fa muore ns zio F (fratello di ns padre GR) e,non avendo figli, lascia in testamento la sua parte (50%) degli immobili ad AN (ns cugino figlio del suo fratello C premorto) , a M ed A (ns cugini figli della sua sorella FR premorta) ed a ns padre GR .  Dopo circa 10 anni muore ns zia G ultranovantenne e non più lucida di mente già vedova di ns zio F (fratello di ns padre GR premorto due anni prima alla ns zia G) . All'apertura del testamento di ns zia redatto anni prima , ella lascia la metà della sua quota (50%) degli immobili a ns padre GR e l'altra metà ai ns cugini M ed A , che   si impossessano anche della quota di ns padre GR premorto , invocando l'accrescimento in loro favore

A noi fratelli ed a ns madre sorge un grosso dubbio:non siamo tutelati nella ns quota derivante dal testamento di ns zia G dalla Rappresentazione , essendo ns padre GR erede citato nel testamento anche se premorto a ns zia , che non più lucida di mente è stata tenuta all'oscuro della morte di ns padre GR da parte dei ns cugini M ed A che avevano quotidianamente rapporti con lei a differenza di noi che avevamo rapporti sporadici?

Per la Rappresentazione la quota lasciata da ns zia G a ns padre GR non dovrebbe passare in eredità a noi ? Grazie



RISPOSTA



Non vi sono i presupposti né per l'accrescimento, né per la rappresentazione.
La quota di vostro padre deve essere attribuita secondo le regola della successione per legge (legittima) ai suoi parenti più stretti, ossia i suoi figli e la moglie.

Non c'è rappresentazione in quanto, ai sensi dell'articolo 468 del codice civile, La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.

La zia ultranovantenne non era la sorella di tuo padre, ma la moglie del fratello di tuo padre, quindi non sussistono i presupposti della rappresentazione.

Non vi sono nemmeno i presupposti per l'accrescimento.

Sono necessarie ai fini dell'accrescimento in caso di si in questo caso tre condizioni:
1. Conuiunctio verbis: tutti gli eredi devono essere stati chiamati con un solo testamento 2. Coniunctio re: le parti di ogni coerede non devono essere state determinate o devono essere state determinate in parti uguali
3. non vi deve essere una diversa volontà del testatore

La norma di riferimento ? L'articolo 674 del codice civile. Nel caso del testamento della zia, le quote non sono state determinate in parti uguali, quindi non vi è accrescimento.

Art. 674 del codice civile. Accrescimento tra coeredi.

Quando più eredi sono stati istituiti con uno stesso testamento nell'universalità dei beni, senza determinazione di parti o in parti uguali, anche se determinate, qualora uno di essi non possa o non voglia accettare la sua parte si accresce agli altri.
Se più eredi sono stati istituiti in una stessa quota, l'accrescimento ha luogo a favore degli altri istituiti nella quota medesima.
L'accrescimento non ha luogo quando dal testamento risulta una diversa volontà del testatore. È salvo in ogni caso il diritto di rappresentazione.


La quota di tuo padre deve essere suddivisa secondo la successione legittima, ossia ai sensi della norma seguente.

Art. 581 del codice civile. Concorso del coniuge con i figli.

Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.