Asse ereditario e assicurazione a favore di un terzo





Buongiorno, è venuta a mancare mia zia, sorella di mia madre, già vedove entrambi e la defunta senza figli. Più volte mentre era in vita mi ha convocata piangendo, forse sentendosi colpevole di alcune ingiustizie compiute a sfavore mio o di mia madre. Fatto sta che ora lei è morta e penso che saremo tutti convocati per la lettura del testamento, consegnato con largo anticipo ad un commercialista amico suo. I papabili eredi sono mia madre, mio fratello, io, altre due cugine e il figlio di una mia cugina defunta. I beni in possesso della defunta sono una casa, due conti correnti bancari, un'assicurazione sulla vita di cui lei ha sempre sostenuto che beneficiaria fosse mia madre, oro e una collezione di francobolli apparentemente scomparsa. Io sono cortesemente a porVi questi quesiti: qual è l'asse ereditario e in che modo dovrebbe essere ripartita l'eredità per quanto prevede la Legge, e per curiosità mia se un commercialista è la figura corretta per poter espletare la lettura di un testamento anziché un notaio e se questo può essere un motivo per ritenere nullo tutto quanto. Grazie per le informazioni che mi darete. Cordiali saluti



RISPOSTA



L'asse ereditario è composto da tutti i beni indicati nella tua email, tranne l'indennità scaturente dalla polizza vita che per legge non entra a far parte dell'asse ereditario. Ai sensi dell’art. 1920 del codice civile, il beneficiario della polizza acquista, per effetto della designazione, un diritto proprio nei confronti dell’assicurazione, per cui le somme corrisposte a seguito del decesso dell’assicurato non rientrano nell’asse ereditario.

Art. 1920 del codice civile. Assicurazione a favore di un terzo.

È valida l'assicurazione sulla vita a favore di un terzo. La designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all'assicuratore, o per testamento; essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente. Equivale a designazione l'attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona. Per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell'assicurazione.

Poiché la zia non ha né coniuge né figli, non ha obblighi di legittima ai sensi dell'articolo 536 del codice civile. Ella poteva disporre del suo patrimonio con testamento, a sua piacimento.
In teoria potrebbe avere lasciato legittimamente tutto il suo patrimonio ad un solo nipote …
Non ha obblighi di legittima come da articolo 536 del codice civile.

Il commercialista si limiterà a leggere il testamento olografo agli eredi per poi trasmetterlo ad un notaio per la verbalizzazione e pubblicazione.
Il ruolo del notaio è indispensabile e sarà successivo alla lettura da parte del commercialista, depositario del testamento. A conferma del ruolo del notaio nella pubblicazione del testamento, vorrei che leggessi la seguente pagina web:

http://www.testamentoolografo.it/successione/pubblicazione-testamento.asp

Attenzione semmai alla forma del testamento olografo ai sensi dell'articolo 606 del codice civile.


“Il testamento è nullo quando manca l'autografia o la sottoscrizione nel caso di testamento olografo, ovvero manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore o la sottoscrizione dell'uno o dell'altro, nel caso di testamento per atto di notaio.
Per ogni altro difetto di forma il testamento può essere annullato su istanza di chiunque vi ha interesse. L'azione di annullamento si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie”.


Ci aggiorniamo dopo la lettura del testamento.

A disposizione per chiarimenti.