Delega al convivente per effettuare prelievi dal conto corrente





Gen.le Avvocato, tento di spiegarLe nel più esaustivo dei modi una situazione complicata che sta accadendo ad una mia zia anziana. Vorrei delle delucidazioni in merito. Tale zia, conviveva da circa 30 anni con un uomo che aveva divorziato precedentemente e con la cui famiglia (moglie e 3 figli) non aveva più avuto a che fare (mai una telefonata o alcun contatto). Le condizioni di salute di quest'uomo non erano delle migliori, soprattutto durante questi ultimi anni (artriti debilitanti, cardiopatie, ipertrofia prostatica e lieve demenza senile) motivo per cui egli fece in modo di firmare una delega a favore di mi zia, la quale ha sempre provveduto a dargli una continua assistenza. Nel settembre 2013 le condizioni di salute si sono ulteriormente aggravate, motivo per cui mi zia con grande correttezza e pur contro la volontà di quest'uomo, ha avvisato i familiari prossimi (figli) i quali appena visitato il padre a casa, con la scusa di portalo dal medico per una visita di controllo, lo hanno fatto dichiarare da un neurologo incapace di intendere e di volere. Il resto dei suoi problemi fisici non è stato preso in minima considerazione. Il 7 novembre 2013 è avvenuto il decesso di questo signore (nessun testamento è stato lasciato), mia zia di concerto con i familiari ha fatto denuncia di decesso e il conto corrente è andato ai familiari con un saldo di circa 7000 euro. In questi giorni è arrivata con raccomandata una lettera di un avvocato rappresentante i familiari del defunto in cui si chiede giustificazione di alcuni prelievi effettuati da mia zia tramite la delega che aveva sul conto corrente del defunto. In tutto sarebbero circa 15.000 euro prelevati dal 2012 fino a settembre 2013, altrimenti l'avrebbero denunciata alla autorità giudiziaria. Mi zia è una persona molto anziana (classe 1933) che soffre di ansia e cardiopatia, e si sta ancora chiedendo che tipo di giustificazione dovrebbe dare (non conserva certo tutti gli scontrini della spesa). In più alcuni di quei soldi erano stati donati dal suo convivente a lei come premio in quanto lei con i suoi stessi soldi aveva rinnovato nel 2012 l'intero impianto di riscaldamento della casa dove loro vivevano (premetto che la casa è intestata a mia zia). Tutte le operazioni di prelievo sono state fatte antecedentemente sia al certificato che dichiara l'incapacità di intendere e di volere, sia alla data del decesso. Mi zia ha un certificato del medico di famiglia che attesta che il defunto era perfettamente capace di intendere e di volere fino al 7 novembre 2013.

Ora alla luce di questi fatti le mie domande sono le seguenti: E' possibile che mia zia debba giustificare ogni centesimo prelevato in un anno dal conto corrente del defunto, e in tal caso, come potrebbe farlo?



RISPOSTA



Non deve dare alcuna giustificazione !
Non ci sono i presupposti per una denuncia per appropriazione indebita, ai sensi dell'articolo 646 del codice penale in quanto:
1. la zia prelevava denaro in ragione di una delega, non “abusivamente”.
2. la delega era stata rilasciata volontariamente dal suo convivente.
3. la zia non aveva nessun obbligo di provvedere all'assistenza del suo compagno; ai sensi degli articoli 433 e seguenti del codice civile, il suo compagno doveva essere assistito dalla sua famiglia … che non ha sborsato nemmeno un euro per la sua assistenza !
4. la buona fede della zia è evidente visto che non ha chiesto al suo compagno nemmeno di fare un testamento olografo, al fine di lasciare alla stessa la quota di legittima. Sarebbe questo un comportamento in malafede da denunciare alla polizia ?!

Ci provino a denunciarla … la polizia dirà loro: tocca a voi dover dimostrare che la zia è colpevole, ossia che ha utilizzato quel denaro per fini personali. Non è l'accusato che deve dimostrare la sua innocenza, ma l'accusatore … giusto ?



Il conto corrente del defunto è ora chiuso, possono i familiari prossimi richiedere giustificazione anche degli anni precedenti, fino ad un totale di 5 anni?



RISPOSTA



In base a quale titolo giuridico dovrebbero chiedere tali giustificazioni, visto che i figli erano obbligati all'assistenza del padre … e sono venuti meno ai loro obblighi di cui agli articoli 433 e seguenti del codice civile ?

Art. 433 del codice civile. Persone obbligate
All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:
1) il coniuge;
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.



Non vorrei che se mia zia conciliasse con loro una qualsiasi cifra, poi si ritrovasse costretta a pagare ancora, magari per gli anni precedenti. Per denuncia all'autorità giudiziaria che cosa si intende? Sia io che mia zia ci chiediamo quale reato possa aver commesso, dato che tutti i trasferimenti sono stati fatti per volontà del defunto. Grazie anticipatamente per la consulenza Cordiali saluti



RISPOSTA



Appunto … è quello che ho scritto !
Intendono denuncia per appropriazione indebita e per furto !
Ma la zia ha prelevato con una delega, non falsificando la firma del suo compagno; quel reato avrebbe mai potuto commettere.
Consiglio di infischiarvene fortemente della lettera in questione … è soltanto terrorismo psicologico nei confronti di un'anziana signora.

Cordiali saluti.