Accrescimento rappresentazione differenza e presupposti





Buongiorno cercherò dì essere breve e conciso le volontà testamentarie di mio padre sono state:
- 25% alla moglie dal quale era separato legalmente con addebito a lui - 50% ai figli (12,50% ciascuno), tre avuti dal coniuge più un quarto, riconosciuto, avuto dalla compagna
- 25% alla compagna

la moglie però è morta deceduta un anno prima la diatriba consiste sulla suddivisone della sua quota, ossia se:
1/3 alla compagna, ma nel testamento ha indicato che lasciava il 25%, non genericamente "la disponibile"

RISPOSTA



Assolutamente no; anzi, quand'anche nel testamento ci fosse scritto “lascio la disponibile alla compagna Tizia” … la risposta sarebbe stata “ugualmente” ASSOLUTAMENTE NO.



2/3 ai 4 figli

RISPOSTA



No. La soluzione prospettata non è supportata da alcuna norma di legge.



- 25% diviso ai tre figli del coniuge (già loro eredi) e le quote sarebbero cosi suddivise: 25,00% compagna 12,50% figlio avuto con la compagna 20,83% ciascuno i 3 figli avuti con il coniuge 3
- 25% diviso a tutti e 4 i figli del de cuius e in questo caso le quote sarebbero cosi suddivise: 25,00% alla compagna 18,75% ciascuno a 4 figli per cordialità indicatemi sia gli articoli del codice civile che eventuali precedenti sentenze.

RISPOSTA



Facciamo il punto della situazione.
Non si applicano né le norme sulla rappresentazione né le norme sull'accrescimento. Si applicano le norme in materia di successione legittima.

Perché non si applicano le norme in materia di rappresentazione?
Ai sensi dell'articolo 468 del codice civile, I comma, “la rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli nonché dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto”.
La rappresentazione quindi non opera a favore dei discendenti del coniuge premorto rispetto al de cuius.

Art. 467 del codice civile. Nozione.

La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

Art. 468 del codice civile. Soggetti.

La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, nonché dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.
I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all'eredità della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa.


Non si applicano le norme in materia di accrescimento di cui all'articolo 647 del codice civile. Ecco cosa prevede il primo comma di tale norma di legge:

“Quando più eredi sono stati istituiti con uno stesso testamento nell'universalità dei beni, senza determinazione di parti o in parti uguali, anche se determinate, qualora uno di essi non possa o non voglia accettare, la sua parte si accresce agli altri”

Sussiste accrescimento soltanto quando c'è stata istituzione di eredi testamentari, “senza determinazione di parti o in parti uguali, anche se determinate”.
In questo caso, c'è stata determinazione di parti … ovviamente parti diseguali tra i vari eredi testamentari.
Se ci fosse stato accrescimento, la quota della moglie premorta, avrebbe appunto “accresciuto” le quota di tutti gli altri eredi testamentari, compagna compresa.
Cosa accade se non sussistono i presupposti della rappresentazione e dell'accrescimento ?
La quota della moglie sarà devoluta secondo le norme in materia di successione per legge, in assenza di testamento, ossia secondo l'articolo 566 del codice civile.

Art. 566 del codice civile. Successione dei figli.

Al padre ed alla madre succedono i figli, in parti uguali.


Il 25% che sarebbe spettato alla moglie, sarà diviso tra i 4 figli del de cuius, in parti uguali tra loro, in base alle norme della successione legittima, ossia per legge, ossia in assenza di testamento.
Ferme tutte le altre disposizioni testamentarie.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: