Eredità e testamento - Successione legittima dello zio che non ha lasciato un testamento



 

Gentile avvocato
nel 2004 è venuto a mancare mio zio il quale purtroppo era malato mentale e la cui custodia era affidata a mia nonna. La famiglia al momento del decesso era composta dai miei nonni ed altri due fratelli(entrambi sposati) fra cui mio padre.
Circa l'anno scorso mio padre ha scoperto che lo zio aveva cointestato con mia nonna un libretto postale tramite il quale sono stati fatti degli investimenti azionari. Per riscuotere gli interessi maturati hanno chiesto la firma di mio padre. A questo punto mio padre ha chiesto alle poste di avere una situazione del libretto e come risposta gli hanno dato la lista dei movimenti sul libretto senza però specificare l'entità precisa e la natura di questi investimenti. Mi chiedo:
1)La successione poteva avvenire senza un erede?
2)Come può mio padre sapere esattamente in cosa consistevano le proprietà di mio zio? Infatti al momento della morte non sapevamo che ne avesse e crediamo che mia nonna abbia fatto di tutto per nasconderne l'entità?
3)Può mio padre pretendere la divisione dei beni accertati rispetto alle quote degli altri eredi sia mobili che immobili?
4)Esistono termini di prescrizione?
5)Sulla lista dei movimenti del libretto si vedono operazioni di prelievo anche posteriori alla data del decesso:sono valide? Al momento della morte le operazioni non sarebbero dovute essere autorizzate da tutti gli eredi?
La ringrazio.Attendo il vostro preventivo per effettuare il pagamento

 

RISPOSTA



Se tuo zio è morto senza lasciare alcun testamento, si applica, alla sua successione ereditaria, l'articolo 571, I comma, del codice civile, in materia di successione legittima.
In base alla suddetta norma,l'asse ereditario di tuo zio deve essere suddiviso come segue:

Ai nonni spetta il 50% del patrimonio ereditario;
Ai fratelli spetta il restante 50%, da dividere in quote uguali tra loro.

Dopo aver fatto questa breve ma essenziale premessa di carattere normativo, rispondo, in maniera specifica alle tue domande:

1) La successione legittima (ossia per legge, in assenza di testamento) non può avvenire in mancanza di un erede; se tuo padre è stato diseredato dalla successione ereditaria e dalla conseguente divisione dei beni (nel tuo caso, immobili, denaro e titoli azionari), deve citare in giudizio gli eredi che sono entrati in possesso dei beni dell'asse ereditario, in assenza di una legittima vocazione, diretta nei confronti di tutti coloro che ne avevano diritto.

2) Per conoscere il patrimonio intestato allo zio, al momento della morte, è necessario rivolgersi agli organi competenti, qualificandosi come eredi dello zio e quindi, persone legittimamente autorizzate alla conoscenza dei suoi dati patrimoniali: si tratta degli uffici dell'Agenzia delle entrate (ex ufficio del registro) e dell'Agenzia del territorio (ex ufficio della Conservatoria e del Catasto).

3) Tuo padre ha diritto ad una quota pari a 1/4 dell'intero asse ereditario (1/4 del denaro, 1/4 degli immobili, 1/4 dei titoli azionari).
Per ottenere tale quota, egli deve citare in giudizio gli altri eredi; è necessaria l'assistenza di un avvocato. A pronunciarsi, sarà il Tribunale, in composizione collegiale.

4) Il termine per citare in giudizio gli altri eredi è di 10 anni dall'apertura della successione (dalla morte di tuo zio).

5) Per quanto riguarda le operazioni poste in essere dopo la morte dello zio, è necessario conoscere il contenuto del contratto di apertura del libretto postale.
Ritengo che tali operazioni siano valide: il libretto è cointestato, quindi le operazioni possono essere poste in essere, disgiuntamente da tutti gli intestatari.
Il nonno quindi, non era obbligato a chiedere l'autorizzazione, a tutti gli eredi, per effettuare le suddette operazioni.
Generalmente, le Poste adottano questo regolamento, riguardo ai libretti postali cointestati.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.