Eredità e testamento- Testamento, quota di legittima e disponibile



 

Gentilissimo Avvocato...........,

Le invio la presente per porgerle un quesito riguardante la sucessione dei beni lasciati da mio padre. Mia madre è morta nel 1968.Mio padre il 2.11.2009. Siamo tre fratelli "X, Y (sono io), Z" Nel testamento è riportato:

"Oggi 31 dicembre 2005, sano di mente e in possesso delle mie facoltà mentali,

Dispongo quanto segue:

Lascio a "X" lascio l´ azienda commerciale osteria con cucina più i fabbricati compresi quelli ex Samassa.

A "Z" lascio il terreno (Broili) + assegno.

A "Y" lascio la casa vecchia e meta del del denaro che è nella Banca di Credito cooperativo Pordenonese.

L´ altra metà la lascio a "Z".

Il denaro che è nella Cassa di Risparmio sevirà a pagare le spese per i funerali e spese di divisione.

Se possibile vogliatevi bene

Firma del defunto." .

Il quesito che Le pongo, essendo la divisione dei beni completamente sbilanciata verso "X" (quello che viveva in casa con lui), è:

Doveva mio padre nominare che "a X lascio la sua quota legittima + la quota disponibile azienda commerciale osteria con cucina + i fabbricati compresi quelli ex Samassa" oppure è sufficiente come ha fatto e cioè, "a X lascio l´ azienda commerciale osteria con cucina più i fabbricati compresi quelli ex Samassa."?

In scondo luogo, doveva nominare me cioè "Y" come quello che riceve la legittima? Es.: "a Y lascio la legittima che consiste nella casa vecchia e metà del denaro che è nella Banca di credito cooperativo Pordenonese", oppure è sufficiente come ha fatto "a Y lascio la casa vecchia e meta del denaro che è nella Banca di Credito cooperativo Pordenonese"?

Dobbiamo tener presente che l´ attività commerciale era stata ceduta a mio fratello "X" per un valore di Euro 40.000 il 20.12.2005 (presumibilmente falsa vendita) ed il testamento dove veniva lasciata la stessa osteria con cucina fatto e depositato dal notaio in data 31.12.2005. In data 1.11.2004 aveva iniziato l´ attività di vendita di tabacchi e generi di monopolio e la licenza di tabacchino era stata ceduta in precedenza.(sempre presumibilmente falsa vendita però della quale non ho ancora l´ atto notarile e che provvederò entro breve).

Secondo lei posso impugnare tutto ciò? o perlomeno, che sarebbe la mia intenzione primaria, richiedere a mio fratello X, e se è possibile senza andare in giudizio il valore della parte che fraudolentemente ha sottratto?

cordialmente Y

 

RISPOSTA



Ai sensi dell'articolo 537, II comma del codice civile, la quota di legittima spettante ai figli, nella tua fattispecie, è pari a 2/3 dell'asse ereditario.
Tale quota deve essere suddivisa in parti uguali, tra i figli del " de cuius".
La quota disponibile quindi, è pari a 1/3.

In sintesi, ipotizziamo un asse ereditario pari a 99;

al figlio Y spetta una quota di legittima pari a 66 / 3 = 22
al figlio X spetta una quota di legittima pari a 22
al figlio Z spetta una quota di legittima pari a 22

La quota disponibile è pari a 33, quindi il figlio X, erede maggiormente beneficiato dal testamento, non può ricevere una quota ereditaria superiore a 55 (22, legittima + 33, disponibile).

I beni dell'asse ereditario si valutano secondo il loro valore di mercato, al momento dell'apertura della successione, ossia la morte di tuo padre.

Non è indispensabile che il defunto, nel testamento, abbia fatto esplicito riferimento alla quota di legittima ovvero alla quota disponibile; è importante che le suddetta proporzioni siano state rispettate, ossia che i fratelli abbiano ricevuto almeno una quota pari a 22/99 e che il fratello X non abbia ricevuto una quota superiore a 55/99.
L'espressione usata per attribuire le quote non ha alcuna rilevanza giuridica; contano i fatti !!! Controlla i valori di mercato dei beni dell'asse ereditario al momento della morte di tuo padre (puoi consultare, riguardo gli immobili, le banche dati immobiliari on line, come quelle pubblicate da Tecnocasa o Toscano Immobiliare, ad esempio) e calcola le singole quote, per capire se il testamento è annullabile.
Se non hai ricevuto la tua quota di legittima, devi impugnare il testamento, dinanzi al Tribunale del luogo dove si è aperta la successione ereditaria, al fine di integrare la porzione di eredità che ti spetta di diritto.

Le vendite false ovvero simulate, poste in essere a favore del fratello X, possono essere impugnate dinanzi al Tribunale, anche nel corso del processo per reintegrare la tua quota di legittima.
Tuo fratello non è obbligato, in assenza di citazione in giudizio, a renderti edotto della quota di patrimonio ereditario che è stata fraudolentemente sottratta.
Potrebbe tranquillamente negare ogni circostanza a lui sfavorevole, e tu non avresti gli strumenti giuridici necessari per accertare la verità; il giudice invece, disporrà le perizie che riterrà più opportune, al fine di verificare il reale accadimento dei fatti.
Se il giudice riscontrerà, nel corso del processo, l'intento fraudolento del fratello X, trasmetterà, successivamente, gli atti del processo alla Procura della Repubblica competente, per l'iscrizione nel registro degli indagati, per appropriazione indebita, del sig. X.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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