Eredità e testamento - Testamento olografo, donazione, vendita, quota di legittima



 

Egregio avocato,
sono coniugato con due figli, prima del matrimonio con la mia attuale moglie ho acquistato la casa dove viviamo; dopo il matrimonio abbiamo scelto il regime di separazione dei beni e a mia moglie ho fatto acquistare, intestandolo a lei, un piccolo immobile, (fin qui nessun problema... non è questo il problema).
Dal precedente matrimonio celebrato all´estero nel 1978 e poi trascritto in Italia, risolto con un divorzio addebitato alla mia ex moglie, è nato un figlio che ho regolarmente riconosciuto (credendo fosse mio, ma poi si è capito che non era così). La mia ex mi raggiunse circa un anno dopo sposati. Durante l´attesa ricevetti una lettera dattiloscritta che mi avvertiva della relazione di lei con un altro; ma non volli credere, pensai si trattasse di persone invidiose che volevano mettere zizzania tra noi. Ero anche molto ingenuo, ma dati gli ottimi rapporti con lei e con i genitori di lei che erano davvero molto contenti di me, non potevo mai dubitare.
Il figlio nacque in Italia circa 7 mesi e mezzo dopo l´arrivo! Pochi mesi dopo la nascita del bambino si volle recare nella sua terra e da allora non seppi mai più niente né di lei né del figlio, ma semplicemente due righe di un telegramma dove mi scrisse che non avrebbe fatto ritorno e che non avrebbe gradito un mio arrivo.
Dopo circa un anno, ottenuta la separazione legale e l´autorizzazione dal giudice per potermi recare all´estero, mi recai nel suo Paese e incontrai dei conoscenti. Mi dissero che viveva nella casa paterna e che aveva stretto con un uomo, che frequentava già prima di sposarci. Il comportamento, apparentemente senza motivi, unitamente a tutte le altre cose, mi hanno dato convinzione (che per me equivale a certezza) che quel figlio non fosse mio. Sono trascorsi più di 30 anni da quando andarono via. A suo tempo feci denuncia al Comune e anagraficamente furono iscritti come trasferiti all´estero. La vicenda si concluse con il divorzio; la sentenza pronunciò l´addebito alla mia ex, il figlio fu affidato a me senza dovere versare nessun assegno.
È naturale che i miei pochi beni, la casa e i depositi bancari e postali, oggi tutto a me intestato, vorrei lasciarli ai miei due figli e a mia moglie, che sono le persone che hanno diviso con me tutto il resto della vita e che sono la mia vera moglie e i miei veri figli!
Data la particolare situazione mi trovo in imbarazzo. Ritengo poco probabile che il primo figlio un giorno verrà a reclamare diritti, ma se anche fosse non vorrei fargli trovare la strada spianata. Soprattutto, senza un testamento, non vorrei che a mia morte i miei beni venissero bloccati per legge, essendo necessario il consenso di tutti gli eredi (es: che ai miei fosse impedito riscuotere i depositi e/o che un giorno fosse impedito vendere la casa) e che mia moglie e vorrei che i miei due figli ne potessero disporre. Cosa posso e cosa è meglio fare in vita per quanto sopra esposto?
1) Un testamento olografo dove dispongo la ripartizione dei beni ai miei familiari, senza citare nella ripartizione il primo figlio? Intanto, questo potrebbe bastare per aprire la successione, cioè intendo dire per far sì che i miei possano agire?
In caso negativo:
2) Una dichiarazione di morte presunta del primo figlio?
3) Un atto di donazione a mia moglie oppure ai miei due figli oppure a tutti e quattro?
4) Vendere adesso la casa a mia moglie, oppure ai miei due figli o a tutti e quattro?
5) Riscuotere adesso dalla banca e dalla Posta tutti depositi a me intestati e intestarli a mogli e figli?
Oppure, cos´altro mi consiglia di fare nell´interesse mio e dei miei familiari, possibilmente spendendo il meno possibile?
La ringrazio.

 

RISPOSTA



Devi vendere, prima di morire, la nuda proprietà di tutti i tuoi beni immobili a tua moglie ed ai tuoi figli (quelli veri), riservandoti, nell'atto di vendita, il diritto di usufrutto vitalizio.
Devi anche intestare, alla tua vera famiglia, tutti i tuoi risparmi, titoli, obbligazioni, azioni. Così facendo, alla tua morte, non si aprirà la tua successione ereditaria, in quanto il relativo asse ereditario (relictum) sarà inesistente; infatti, ti sarai spogliato di tutti i tuoi beni, in vita. Non essendoci successione ereditaria, né asse ereditario, il tuo primo figlio non avrà diritto ad alcuna quota di legittima ( ... semmai dovesse rivendicare, un giorno, diritti ereditari).
Un eventuale atto di donazione degli immobili, a favore della tua vera famiglia, potrebbe essere, un giorno, impugnato ed annullato dal tuo primo figlio. Non ti consiglio quindi, di porre in essere una donazione, ma un atto di vendita.
Stesso discorso per il testamento olografo che potrebbe essere impugnato, in quanto stipulato in violazione delle norme che regolano la quota di legittima a favore del figlio del "de cuius".
L'ipotesi di cui al punto 2 (dichiarazione di morte presunta) non sortirebbe alcun effetto, una volta dimostrato che il primo figlio, in realtà, è ancora vivo.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.