Fisco e tasse - Cartella esattoriale e responsabilità professionale del commercialista



 

Con questa mia domanda vorrei sapere se è possibile aver risarcimento danni dal mio commercialista.
L'anno scorso mi e arrivata per raccomandata un avviso di pagamento dall'Ufficio delle Entrate di un pagamento di € 9000/00 circa per il modello 730 dell'anno 2004/ riferendosi all'anno 2003.Ho portato la lettera al commercialista che ha redatto il Mod.730, e dopo qualche mesetto mi ha informato che aveva sistemato il tutto e che avrei ricevuto dall'ufficio delle Entrate qualche risposta. Invece nel mese di dicembre di quest'anno mi è arrivata la cartella esattoriale raddoppiata della somma, perchè non era stato presentato nessun ricorso dal commercialista.
Chiedo se è possibile ottenere qualche risarcimento.
Nell'attesa di qualche risposta cordialmente saluto.
Salvo

 

RISPOSTA



Il professionista risponde dei danni cagionati dalla sua imperizia, in caso di colpa grave.
Ritengo che, nella tua fattispecie, siano presenti tutti gli estremi per configurare l'estrema gravità della colpa professionale del tuo commercialista che, non presentando nei termini il ricorso contro l'avviso di accertamento, emesso dall'Agenzia delle Entrate, ha lasciato scadere i sessanta giorni dalla notifica dell'atto impositivo, previsti dalla legge per beneficiare, in caso di pagamento dell'importo accertato, della riduzione delle sanzioni ad 1/8.

Occorre tuttavia, quantificare il danno da risarcire: l'importo è pari all'aumento delle sanzioni amministrative dovute, a seguito del compimento del termine di sessanta giorni dalla notifica dell'atto, oltre che ai maggiori interessi, calcolati secondo il tasso d'interesse legale, attualmente in vigore.
Facciamo un esempio.
Se nell'avviso di accertamento, la sanzione da pagare era pari a 100 euro, il danno cagionato dal commercialista è pari a 700 euro (la sanzione di 100 euro era stata già ridotta a 1/8; l'intera sanzione amministativa è pari a 800 euro, quindi il maggior importo, indicato nella cartella di pagamento, è pari a 700 euro più interessi).
La maggiore imposta, dovuta all'erario, invece, non va considerata ai fini della determinazione del danno da risarcire; l'importo dell'imposta non è infatti aumentato, a seguito della decorrenza del termine previsto per il consolidamento e l'inoppugnabilità dell'atto (sessanta giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento).
Cordiali saluti.