Fisco e tasse - Regime fiscale agevolato sostitutivo per nuove iniziative produttive



 

Salve, mi chiamo Alessia e sono una giovane libero professionista che sta per aprire la partita iva(ho scelto il regime agevolato per le nuove attività)operazione resasi necessaria per potermi iscrivere alla cassa di previdenza.Vorrei avviare un'attività autonoma disponendo di un locale casa/studio di cui avvalermi.Il problema è questo: non ho ancora una mia clientela e finchè non l'avrò non disporrò di archivi documentali nè di fascicoli, non potrò emettere fatture e non potrò dimostrare l'effettivo esercizio della professione.In secondo luogo sono in stato iniziale di gravidanza e tra qualche mese potrei avere la necessità di stare a riposo lontana dall'attività lavorativa.Il punto è quali sono i requisiti minimi che dovrà avere il mio studio ancora in "costruzione" per superare eventuali controlli? Il fatto di astenermi dall'attività per alcuni mesi mi esonera da qualche adempimento?Grazie.

 

RISPOSTA



Ritengo necessario innanzittutto, per rispondere in maniera esauriente alle tue domande, delineare i tratti essenziali del regime agevolato per le nuove attività.
Il lavoratore autonomo/imprenditore che inizia una nuova attività, può beneficiare di un regime fiscale agevolato, previsto per le persone fisiche ed imprese familiari che avviano una nuova attività imprenditoriale o di lavoro autonomo.

Il vantaggio fondamentale del regime agevolato consiste nelll'applicazione, per il primo periodo d’imposta e per i due successivi, di un’imposta sostitutiva dell’Irpef del 10%. Il regime agevolato prevede inoltre una serie di semplificazioni contabili.

Requisiti

Il beneficio del regime agevolato può essere riconosciuto esclusivamente a contribuenti in possesso di determinati requisiti e solo al verificarsi di specificate condizioni:

1) il soggetto che lo richiede deve essere una persona fisica o un’impresa familiare;
2) il contribuente non deve aver esercitato negli ultimi tre anni attività artistica, professionale o d’impresa, neppure in forma associata o familiare;
3) l’attività da esercitare non deve costituire il proseguimento di un’altra attività svolta precedentemente, in forma di lavoro dipendente (tranne il caso del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni);
4) è necessario che si realizzino compensi di lavoro autonomo o di ricavi non oltre un determinato ammontare.
Precisamente, i compensi o ricavi attesi devono essere:
a) per i lavoratori autonomi, non superiore a 30.987,41 euro;
b) per le imprese, non superiore a 30.987,41 euro, se hanno per oggetto prestazioni di servizi, ovvero a 61.974,83 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività;
c) qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio, deve essere:
per le imprese, non superiore a 30.987,41 euro, se hanno per oggetto prestazioni di servizi,
per le imprese aventi ad oggetto altre attività, non superiore a 61.974,83 euro;
5) occorre, infine, adempiere regolarmente gli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.

Vantaggi

Per chi sceglie di avvalersi del regime fiscale agevolato, le agevolazioni consistono in:
1) riduzione del carico fiscale. E' prevista una tassazione forfetaria del reddito d’impresa o di lavoro autonomo, con l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, e relative addizionali regionali e comunali, nella misura del 10%.
L’imposta è sostitutiva solo dell’Irpef. Pertanto, si versano regolarmente le altre imposte (ad eccezione dell’acconto annuale dell’IVA).
2) semplificazione degli adempimenti contabili: è previsto, infatti, l’esonero dai seguenti obblighi contabili:
a) registrazione e tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette, dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e dell’imposta sul valore aggiunto (Iva);
b) liquidazioni e versamenti periodici dell’Iva;

N.B. Non si è esonerati dagli obblighi di dichiarazione e di versamento annuale (l’Iva a debito è dovuta annualmente anziché alle scadenze periodiche). Rimane in ogni caso l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi e, se previsto, l’obbligo di emissione di fatture e scontrini fiscali.
In estrema sintesi, restano fermi i seguenti obblighi:

* conservazione dei documenti ricevuti ed emessi;
* fatturazione e certificazione dei corrispettivi;
* presentazione delle dichiarazioni annuali;
* versamento annuale dell'IVA, sul quale non sono dovuti interessi;
* versamento dell'acconto e del saldo dell'IRAP;
* versamento dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF, da effettuare entro i termini stabiliti per il versamento a saldo dell'IRAP;
* tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei sostituti d'imposta.

Non sono ammesse deduzioni per carichi di famiglia, deduzioni e detrazioni per oneri, a meno che non siano registrati redditi di altra natura. I contributi previdenziali non sono deducibili dal reddito su cui si applica l'imposta sostitutiva.

Coloro che optano per il regime in esame sono soggetti agli studi di settore, ad esclusione del primo periodo d'imposta in cui viene iniziata l'attività.

3) concessione di un credito d’imposta per l’acquisto di apparecchiature informatiche: ai contribuenti che si dotano di computer, modem e stampante è riconosciuto un credito d’imposta pari al 40% del loro costo con il limite massimo di 309,87 euro;

4) non assoggettamento a ritenuta d’acconto, da parte del sostituto d’imposta, dei ricavi e dei compensi riguardanti il reddito oggetto del regime fiscale agevolato; a tal fine i contribuenti devono rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti che il loro reddito è soggetto ad imposta sostitutiva e che pertanto non deve essere effettuata la ritenuta d’acconto;

5) assistenza gratuita fornita direttamente dall’Agenzia delle Entrate (Servizio di Tutor): è prevista la facoltà per il contribuente di essere assistito gratuitamente dall’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente negli adempimenti fiscali formali (ad esempio: compilazione dell’UNICO (dichiarazione dei redditi, liquidazione dei tributi, ecc.).

Durata e comunicazione dell’opzione

Il regime agevolato ha la durata massima di tre anni e si applica per il primo periodo d’imposta in cui ha inizio l’attività e per i due successivi.

I soggetti che desiderano avvalersene devono comunicare la scelta utilizzando l’apposito modello:

a) in sede di presentazione della dichiarazione d’inizio attività;
b) entro 30 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione d'inizio attività;
c) entro 30 giorni dall’inizio del periodo d’imposta (per i due periodi d’imposta successivi a quello d’inizio).

La scelta vincola il contribuente per almeno un periodo d’imposta e può essere revocata, con analoga procedura, dandone comunicazione ad un Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate.

Lo stesso modello deve essere utilizzato qualora il contribuente intenda chiedere all’Agenzia delle Entrate anche l’assistenza fiscale nell’adempimento degli obblighi tributari (il cosiddetto Servizio di Tutor)

Decadenza

L’unica causa di decadenza prevista è il superamento dei limiti dei compensi o ricavi richiesti dalla norma.

In particolare, il regime agevolato cessa di trovare applicazione e l’intero reddito d’impresa o di lavoro autonomo è assoggettato a tassazione ordinaria:

a) dal periodo d’imposta successivo, nel caso in cui siano superati i limiti di ricavi e compensi di 30.987,41 e/o di 61.974,83 euro, ma non oltre il 50% (e quindi fino a 46.481,12 e/o 92.962,24 euro);

N.B. In pratica, il superamento dei valori massimi entro limiti contenuti consente di mantenere il godimento dell’agevolazione per l’anno in cui si è verificato;

b) a decorrere dallo stesso periodo d’imposta in cui si verifica lo splafonamento, nel caso in cui, invece, i ricavi e i compensi superino del 50% i limiti richiesti.

Fatte queste brevi ed essenziali premesse, rispondo alle tue domande.

Non sono previsti controlli, né sanzioni amministrative nel caso in cui tu non riesca ad effettuare delle tue prestazioni nei confronti di clienti.
Nella malaugurata ipotesi, in cui tu non dovessi riuscire a "trovare" nemmeno un cliente, nel corso di un intero anno d'imposta, presenterai esclusivamente le dichiarazioni dei redditi a zero e non pagherai alcuna imposta (I.I.D.D., Iva, Irap).
E' essenziale, esclusivamente, non superare il plafond relativo ai compensi/ricavi annuali; in caso di compensi pari a zero non sorge nessun controllo, né obbligo giuridico.
A conferma di quello che ti ho detto, relativamente al primo anno di attività, non si applicano gli studi di settore; nel caso di non normale svolgimento dell'attività, negli anni successivi al primo, a causa di maternità/gravidanza, gli studi di settore continueranno ad essere inapplicabili.
Per dimostrare l'effettivo esercizio dell'attività, in caso di verifica di "esistenza fisica", da parte dell'Agenzia delle Entrate, è necessario avere una struttura organizzata (computer, scrivania, armadietto) e delle fatture di acquisto, relative alla cancelleria ad esempio.
L'attività esiste a prescindere dalla presenza di clientela.
Circa la gravidanza, relativamente al primo anno di attività, non sono previsti ulteriori esoneri dagli adempimenti fiscali e contributivi.
Le previsioni relative al regime agevolato non si modificano per la circostanza della gravidanza: se non avrai clienti, non emetterai fatture e presenterai le dichiarazioni dei redditi a zero. Non hai nulla da temere; non si tratta di evasione fiscale !!!
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.