Incidenti stradali - Codice della strada e ricorso al giudice di pace



 

DOMANDA

 

In tema di ricorsi ex art 204bis C.d.S e art. 22 e ss L. 689/81:
- Il Giudice legge il dispositivo in udienza.
- Dopo la sentenza viene depositata in Cancelleria.
- Successivamente, la Cancelleria chiede all'ufficio UNEP di notificare alle parti la sentenza.
Il quesito è: il termine per l'appello, da quando decorre? E, quale è il termine?
La mia perplessità nasce dal fatto che se è la parte a chiedere la notifica è chiaro che il termine è di 30 gg. Ma se è la Cancelleria vale lo stesso termine o vale quello di un anno e 45 gg?



Il termine per proporre l'appello contro la sentenza del giudice di pace, è di 30 giorni (art. 325 del codice di procedura civile) dalla data in cui viene notificata la sentenza o, in assenza di notificazione, entro un anno dalla data della pubblicazione della sentenza (art. 327 del codice di procedura civile); secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, il termine "lungo" per proporre appello, in considerazione del periodo feriale, è aumentato ad un anno e 45 giorni.

Se la sentenza è stata notificata alla parte ovvero presso il suo difensore, ex articolo 325 c.p.c., a prescindere dal soggetto che ha preso l'iniziativa, in merito alla notifica, l'appello deve essere proposto, entro il termine di trenta giorni dalla notifica.
In mancanza di appello la sentenza diventa esecutiva.

Riporto in seguito, per completezza espositiva, l'articolo 204 bis del codice della strada che fa riferimento alle norme relative al processo, dinanzi al giudice di pace.

"Nuovo codice della strada", decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO VI - DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI

Capo I - DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI E DELLE RELATIVE SANZIONI

Sezione I - DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI IMPORTANTI SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE ED APPLICAZIONE DI QUESTE ULTIME

Art. 204-bis del codice della strada. Ricorso al giudice di pace

1. Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all'articolo 203 (ricorso al prefetto), il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.

2. Il ricorso è proposto secondo le modalità stabilite dall'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e secondo il procedimento fissato dall'articolo 23 della medesima legge n. 689 del 1981, fatte salve le deroghe previste dal presente articolo, e si estende anche alle sanzioni accessorie.

3. [All'atto del deposito del ricorso, il ricorrente deve versare presso la cancelleria del giudice di pace, a pena di inammissibilità del ricorso, una somma pari alla metà del massimo edittale della sanzione inflitta dall'organo accertatore. Detta somma, in caso di accoglimento del ricorso, è restituita al ricorrente.] (2)

4. Il ricorso è, del pari, inammissibile qualora sia stato previamente presentato il ricorso di cui all'articolo 203.

5. In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace, nella determinazione dell'importo della sanzione, assegna, con sentenza immediatamente eseguibile, all'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, la somma determinata, autorizzandone il prelievo dalla cauzione prestata dal ricorrente in caso di sua capienza; l'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore provvede a destinare detta somma secondo quanto prescritto dall'articolo 208. La eventuale somma residua è restituita al ricorrente

6. La sentenza con cui viene rigettato il ricorso costituisce titolo esecutivo per la riscossione coatta delle somme inflitte dal giudice di pace che superino l'importo della cauzione prestata all'atto del deposito del ricorso.

7. Fermo restando il principio del libero convincimento, nella determinazione della sanzione, il giudice di pace non può applicare una sanzione inferiore al minimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata.

8. In caso di rigetto del ricorso, il giudice di pace non può escludere l'applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida.

9. Le disposizioni di cui ai commi 2, 5, 6 e 7 si applicano anche nei casi di cui all'articolo 205.


Cordiali saluti.