Appalto di lavori pubblici, divieto di modifiche al progetto a base di gara, dopo l'aggiudicazione definitiva





Il quesito riguarda la necessità di dover sottoscrivere un contratto di appalto di lavori pubblici (per la realizzazione di un' opera pubblica) con un importo diverso e maggiorato risposto all' importo previsto in sede di aggiudicazione definitiva. La maggiorazione del prezzo dell'opera appaltata è dovuta alla necessità di apportare modifiche al progetto aggiudicato. Modifiche che comportano opere aggiuntive rispetto al progetto iniziale,  prescritte in sede di conferenza dei servizi dagli Enti preposti alla validazione del progetto. In sintesi vorrei sapere se ai sensi di legge o in via giurisprudenziale è possibile al momento della firma di un contratto di appalto, dopo l'aggiudicazione provvisoria e definitiva,  firmare il contratto con un prezzo maggiore di quello risultante nell'aggiudicazione definitiva, a causa di modifiche richieste in sede di conferenza di servizi per la validazione del progetto.



RISPOSTA



Assolutamente no. Escludo che una circostanza del genere possa essere prevista da normative di settore o da normative regionali per i seguenti motivi.

1)la par condicio tra i concorrenti ed il conseguente divieto di rinegoziare il prezzo dell'opera, successivamente all'aggiudicazione provvisoria (a maggior ragione dopo l'aggiudicazione definitiva).

2)La par condicio tra concorrenti impedisce alla stazione appaltante di modificare le specifiche tecniche ovvero il progetto dell'opera, in corso di gara … con conseguente effetto di “spiazzamento” per i concorrenti che hanno già presentato un offerta vincolante.

3)Se da un lato il concorrente è vincolato a seguito della presentazione dell'offerta, generalmente per 180 giorni, anche la stazione appaltante è vincolata dal contenuto sostanziale della lex specialis. Lo schema di contratto di appalto, ossia il capitolato amministrativo, fa parte della lex specialis, esattamente come il bando di gara ed il capitolato tecnico !!! Modificare la lex specialis successivamente alla presentazione delle offerte, equivale a falsare la gara !!!

4)La prassi della stazione appaltante in questione è espressamente esclusa dalla tempistica prevista dal regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici, ossia il D.P.R. 207 del 2010, agli articoli 58, 54 e 55, per quanto riguarda la verifica progettuale, la successiva valutazione e l'acquisizione dei pareri necessari alla definizione di tutti gli aspetti del progetto a mezzo della conferenza dei servizi.

Riporto le norme in questione, sottolineando i passaggi fondamentali.

Come puoi vedere, l'articolo 58 in materia di conferenza di servizi, prevede che la conferenza dei servizi sia convocata sulla base del progetto preliminare. Il relativo verbale integra il progetto preliminare posto a base di gara. L'acquisizione dei pareri necessari alla definizione di tutti gli aspetti del progetto, a mezzo della conferenza dei servizi, avviene quindi prima che il progetto preliminare sia posto a base di gara. I soggetti competenti alla validazione del progetto non entrano certamente in gioco successivamente all'aggiudicazione definitiva …

Ciò è confermato dall'articolo 55, in materia di validazione: il bando deve contenere gli estremi dell'avvenuta validazione del progetto posto a base di gara. Insomma, la tempistica della validazione, ai sensi del regolamento, è antecedente all'inizio della selezione delle offerte … non successiva, nel rispetto della par condicio dei concorrenti !!!

Inoltre, ai sensi dell'articolo 54, le verifiche devono essere effettuate su tutti i livelli di progettazione, contestualmente allo sviluppo degli stessi. La norma parla di pianificazione dell'attività di verifica e della successiva validazione dei progetti e non della possibilità di fare un colpo di coda, come quello che intende fare la stazione appaltante !!!

Tanto premesso, la stazione appaltante potrebbe procedere in autotutela, annullando l'aggiudicazione definitiva (ovviamente provvedendo a risarcire i danni conseguenti all'autotutela, a favore dell'aggiudicatario) …
la stazione appaltante potrebbe avvalersi della possibilità dell'aumento – diminuzione del quinto, in sede di esecuzione del contratto …
… ma la stazione appaltante non può violare la tempistica prevista dalla legge, per la verifica dei livelli di progettazione e per la validazione, ossia deve rispettare il fondamentale principio della par condicio dei concorrenti.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.