Concorsi pubblici: tempi aggiuntivi per i candidati disabili





Gentile Avvocato, il mio quesito riguarda la normativa sui concorsi pubblici ed in particolare - se esistente - circa le eventuali agevolazioni o tutele giuridiche nei confronti di chi soffre d'ansia e vive una condizione di oggettivo disagio psichico durante una selezione pubblica (claustrofobia e attacchi di panico). Soffro da diverso tempo di disturbi d'ansia e la rigidità delle norme dei concorsi pubblici mi ha sempre scoraggiato dal parteciparvi perché ad esempio vi sarebbe l'obbligo di permanenza nella sede d'esame per alcune ore, cosa che mi metterebbe a disagio e magari potrebbe causarmi un attacco di panico.

Chiedo dunque di conoscere quali norme possano tutelarmi e agevolarmi rispetto alla mia problematica e cosa fare al fine beneficiare di eventuali agevolazioni all'atto della domanda di partecipazione nonché durante lo svolgimento delle prove concorsuali. Mi servono riferimenti normativi e giurisprudenziali. Grazie



RISPOSTA



Se fai attenzione, in tutti i bandi dei concorsi pubblici, è riportato questo periodo.

“Ai candidati disabili si applicano le norme di cui agli artt. 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e 16 della legge 12 marzo 1999, n. 68, che consentono agli interessati di usufruire dei tempi aggiuntivi e dei sussidi previsti in relazione all’handicap. Il candidato portatore di handicap deve specificare nella domanda di partecipazione l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap nonché segnalare l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi ai sensi della citata normativa. Prima della prova oggettiva attitudinale il medesimo candidato presenterà la certificazione medico-sanitaria rilasciata da apposita struttura pubblica attestante la necessità di usufruire di tempi aggiuntivi e/o di sussidi necessari all’Ufficio Selezione e Inserimento della Direzione Centrale del Personale”

Riporto l'articolo 16 in materia di pari opportunità per i disabili:

Art. 16. (Concorsi presso le pubbliche amministrazioni).

1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 3, comma 4, e 5, comma 1, i disabili possono partecipare a tutti i concorsi per il pubblico impiego, da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi. A tal fine i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di concorrere in effettive condizioni di parità con gli altri.

2. I disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici possono essere assunti, ai fini dell'adempimento dell'obbligo di cui all'articolo 3, anche se non versino in stato di disoccupazione e oltre il limite dei posti ad essi riservati nel concorso.

3. Salvi i requisiti di idoneità specifica per singole funzioni, sono abrogate le norme che richiedono il requisito della sana e robusta costituzione fisica nei bandi di concorso per il pubblico impiego.


Premesso che non sono un medico, quindi non posso sapere se la patologia di cui alla tua email è da considerare una causa di disabilità (penso di sì), laddove lo fosse, dovresti indicarlo nella domanda di partecipazione, chiedendo di usufruire di tempi aggiuntivi per la tua prova e chiedendo di porre in essere le misure necessarie per ovviare alla tua patologia (ad esempio, sistemarti in una location meno caotica rispetto a quella degli altri candidati, sotto l'occhio vigile di un controllore ovvero la possibilità di uscire dal padiglione ove si svolge l'esame, sempre sotto il controllo di un membro della commissione).
In sede di concorso, produrrai la documentazione medica ad hoc.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.