Completamento del corso e presentazione della domanda in regime transitorio





Il d.lgs 42/2017 in materia di inquinamento acustico è entrato in vigore il quindicesimo giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta (04/04/2017) e pertanto il 19/04.

Il suddetto decreto innova anche la materia del riconoscimento della figura professionale del tecnico competente in acustica ambientale e, tra l'altro, prevede il seguente regime transitorio:

Art. 25. Regime transitorio 1.

Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano applicano la disciplina previgente alle domande di riconoscimento della qualificazione di tecnico competente in acustica ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 31 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 1998, già presentate alla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. Si applica la disciplina vigente ai soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono iscritti ad un corso riconosciuto dalla regione ai fini del riconoscimento della qualifica di tecnico competente ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 31 marzo 1998.


Il mio quesito riguarda coloro che hanno maturato i requisiti ai sensi del dpcm 31/03/98 ma presentano domanda in data successiva all'entrata in vigore del nuovo decreto legislativo 42/2017.

Infatti il regime transitorio sembra considerare esplicitamente solo due casi: coloro che presentano domanda entro il 18/04/2017 ore 24.00 avendo già completato il corso e coloro che sono iscritti ad un corso alla data del 19/04/2017. I primi godranno della disciplina previgente, i secondi saranno sottoposti alla nuova.

Non si dice nulla a proposito di coloro che hanno già maturato i requisiti alla data del 19/04/17 (in particolare hanno già completato il corso), ma presentano domanda in data successiva all'entrata in vigore del nuovo decreto (ci sono casi reali di domande presentate proprio il giorno di entrata in vigore della nuova normativa).

Per costoro vale automaticamente la nuova disciplina o c'è spazio per estendere anche a loro la vecchia?

Possono questi soggetti sostenere di aver maturato un diritto ormai acquisito?



RISPOSTA



Alle norme in materia di regime transitorio circa una particolare disciplina giuridica, si applica l'articolo 14 delle preleggi al codice civile, norma dettata in materia di divieto di interpretazione estensiva.

“Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati”

La norma che delimita il regime transitorio non può essere applicata, tramite interpretazione estensiva, oltre i casi e i tempi in essa considerati. A volte tuttavia, lo spartiacque deciso dal legislatore, può apparire inopportuno o per certi versi paradossale.

Quale ratio normativa potrebbe mai giustificare un differente regime giuridico, tra colui che ha acquisito il diritto, avendo frequentato il corso in precedenza, ma ha omesso il dato formale dell'inoltro della domanda, e colui che invece la domanda l'ha presentata nei termini di cui all'articolo 25 del decreto legislativo 42/2017?

Nessuna ragione giuridica sostanziale, ma soltanto un criterio formale (data presentazione della domanda) che presta il fianco ad eccezioni di incostituzionalità, stante la disparità di trattamento tra cittadini nella stessa medesima situazione!

Rebus sic stantibus, non è possibile estendere il regime transitorio oltre i casi espressamente indicati nell'articolo 25, stante il divieto di cui all'articolo 14 delle preleggi.

Cosa fare allora? Quanto meno, quale tentativo potrebbe essere fatto?

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (ufficio legislativo del Ministero) potrebbe emanare una circolare di carattere interpretativo, circa il regime transitorio di cui alla presente consulenza, volta a comunicare l’interpretazione di norme giuridiche rilevanti per l’attività amministrativa agli organi interessati all’applicazione delle medesime.

http://www.minambiente.it/pagina/ufficio-legislativo

Nulla impedisce al cittadino interessato di scrivere all'ufficio legislativo del Ministero competente, una proposta di circolare interpretativa della normativa relativa al regime transitorio, facendo presente gli effetti che tale norma produce nei confronti di cittadini che hanno inequivocabilmente acquisito un diritto soggettivo, diritto che all'improvviso viene messo in discussione dall'articolo 25, in violazione dell'articolo 3 della costituzione e del principio di eguaglianza sostanziale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

 

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