Pubblica amministrazione - Direttiva comunità europea e riconoscimento delle qualifiche professionali



 

Buongiorno

in data 09.10.2009 il sottoscritto ha presentato alla Commissione Europea l'allegata denuncia di presunta violazione violazione Direttiva 2005/36/CE da parte del Ministero della Pubblica Istruzione italiano laddove nega i trenta punti bonus ai docenti in possesso di qualifica conseguita in U.E. e riconosciuta dall'Italia.

Tale atto è stato formalmente acquisito e protocollato dalla Commissione ed è ora oggetto di valutazione.

Parlando con uno dei funzionari dell'Ufficio Legale della Commissione, questi mi ha consigliato di agire in parallelo, ovvero, inviare una prima richiesta al Ministero italiano (in allegato) e, qualora non ci fosse una risposta, avviare un procedimento legale dinanzi al giudice nazionale denunciando la violazione del diritto comunitario e chiedendo la sospensiva delle graduatorie.

Nel frattempo andrà avanti l'iter di valutazione e eventualmente ricorso alla Corte di Giustizia europea, che però potrebbe richiedere diverso tempo.

Vorrei pertanto conoscere la Vs. opinione in tal senso e capire se vi sono le basi giuridiche per un ricorso al giudice nazionale e cosa comporta questa procedura.

Ringraziando, porgo

Cordiali saluti.

Si allega modulo di denuncia per violazione della parità di trattamento tra gli insegnanti abilitati in Italia e gli insegnanti abilitati in altri Stati dell'U.E., da parte del Ministero della Pubblica Istruzione italiano, in sede concorsuale:

1. Violazione della parità di trattamento tra le qualifiche acquisite in Italia ai fini dell'abilitazione all'insegnamento e quelle conseguite negli altri Stati dell'Unione Europea: malgrado l'Italia abbia adottato una procedura di riconoscimento delle qualifiche professionali ai fini dell'insegnamento, ai sensi della Direttiva 2005/36/CE e, pertanto, i titoli professionali conseguiti nella U.E. vengano dichiarati "titoli abilitanti all'insegnamento", in fase di utilizzo in sede di concorso, il Ministero della Pubblica Istruzione, riconosce alle qualifiche professionali abilitanti consgeuite in Italia (SSIS oppure abilitazione all'insegnamento nella scuola dell'infanzia ed elementare) ulteriori 30 punti (v. tabella allegata punto A.4), determinando una disparità oggettiva di trattamento tra le qualifiche conseguite in Italia e le corrispondenti qualifiche conseguite negli Stati membri dell'Unione Europea in fase di compilazione della graduatoria per la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato ed indeterminato.

 

RISPOSTA



Confermo, nel modo più assoluto, il consiglio che hai ricevuto dal funzionario dell'Ufficio legale della Commissione.

La Direttiva 2005/36/CE è immediatamente applicabile dal giudice nazionale e non necessita di essere recepita dall'ordinamento italiano, con un atto legislativo interno (legge o decreto legislativo).

La disciplina contenuta nella direttiva infatti, è abbastanza dettagliata; non si tratta di una semplice enunciazione di principi giuridici generali, ma di una direttiva self-executing, alla luce della consolidata giurisprudenza interna ed europea,

Ritengo opportuna una breve premessa, in merito all'efficacia delle direttive self-executing:

l'ambito applicativo della sentenza n. 170/1984 della Corte di Giustizia delle CE, relativa ai Regolamenti Comunitari, è stato esteso da successive pronunce del medesimo organo giurisdizionale, sia alle sentenze interpretative della Corte di Giustizia delle CE, sia alle direttive self-executing.

Le direttive comunitarie si dicono self-executing, in deroga all’art. 189 del trattato CEE, quando sono:

1. incondizionate, tali cioè da non lasciare discrezionalità agli Stati membri per la loro attuazione;

2. sufficientemente precise la fattispecie astratta dev’essere determinata con completezza;

Quando ricorrono questi requisiti la direttiva avrà immediata applicazione, l’accertamento dei requisiti può essere fatta o dal giudice nazionale oppure quest’ultimo può chiedere che sia la Corte di Giustizia CEE a pronunciarsi.

Le direttive self-executing, secondo il più recente orientamento giurisprudenziale, hanno efficacia non soltanto nei confronti dello Stato membro (efficacia verticale), ma hanno anche un'efficacia diretta nei rapporti interprivatistici tra i singoli cittadini (efficacia orizzontale).
La Direttiva 2005/36/CE, nel merito della tua vertenza, riconosce il tuo diritto e tutela la tua posizione giuridica.
Il giudice nazionale deve applicarla, a seguito del ricorso giurisdizionale che hai intenzione di presentare, condannando il Ministero della Pubblica Istruzione ad adeguarsi alla normativa europea, oltre che al risarcimento dei danni cagionati.

Vorrei segnalarti infine, la massima della recente sentenza della Corte di Giustizia Europea del 17/12/2009 numero C 586/08, relativa ad una fattipecie speculare al tuo caso.

La Giustizia europea condanna lo Stato membro (nello specifico, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), ai sensi della normativa contenuta nella suddetta direttiva. L'autorità giudiziaria inoltre, statuisce che gli articoli 39 CE e 43 CE impongono che le qualifiche acquisite in altri Stati membri siano riconosciute per il loro giusto valore e siano debitamente prese in considerazione nell’ambito delle procedure di selezione nazionali.

Hai pienamente ragione, sia da un punto di vista formale-procedurale che nel merito dell'applicazione della specifica normativa.

Ti consiglio, in caso di diniego da parte del Ministero, di presentare ricorso al giudice nazionale.

Cordiali saluti.