Risarcimento danni - Risarcimento danni e procedimento di correzione delle sentenze



 

io sono di bg,nel dicembre del 2008 ho fatto una causa contro il ministiero della giustizia poiche' una causa era durata 20 anni circa,chiedendone il risarcimento al tribunale di venezia(affidandoci ad un'avvocato di venezia).il 24 marzo 2009 mi hanno dato ragione dicendomi che mi spettava il rimborso+interessi e spese legali.
nel calcolare l'ammontare delle spese legali,si e' verificato un'errore di calcolo,cosi' il nostro avvocato di bg ci ha consigliato di farlo presente. a novembre 2009 mi ha comunicato che era tutto apposto e che avrei avuto i miei soldi.
ad ora, sento l'avvocato di bg per novita' e come risposta mi sento dire che il ministero della giustizia "non paga tanto facilmente" e che dobbiamo aspettare i documenti dall'avvocato di v..
la mia domanda e',mi posso fidare dell'avvocato di bg,oppure sta temporeggiando per gonfiare la parcella?
grazie

 

RISPOSTA



Puoi fidarti tranquillamente del tuo avvocato; si tratta di disguidi burocratici molto ricorrenti in tutti i casi di condanna al risarcimento-danni, pronunciata nei confronti di un Ministero o, più in generale, di un ente pubblico/pubblica amministrazione.
Il ritardo nell'effettiva liquidazione del danno peraltro, non farà aumentare l'onorario del tuo avvocato; la sua parcella anzi, resterà immutata.
Il procedimento per ovviare agli errori materiali o di calcolo, commessi dall'autorità giudiziaria, nella redazione della sentenza, è disciplinato dal codice civile agli articoli 287, 288 del codice di procedura civile.

Riporto le norme suddette:

Art. 287 (Casi di correzione)

Le sentenze e le ordinanze non revocabili possono essere corrette, su ricorso di parte, dallo stesso giudice che le ha pronunciate, qualora egli sia incorso in omissioni o in errori materiali o di calcolo.

Art. 288 (Procedimento di correzione)

Se tutte le parti concordano nel chiedere la stessa correzione, il giudice provvede con decreto.
Se è chiesta da una delle parti, il giudice, con decreto da notificarsi insieme col ricorso a norma dell'articolo 170 primo e terzo comma, fissa l'udienza nella quale le parti debbono comparire davanti a lui. Sull'istanza il giudice provvede con ordinanza, che deve essere annotata sull'originale del provvedimento.
Se è chiesta la correzione di una sentenza dopo un anno dalla pubblicazione, il ricorso e il decreto debbono essere notificati alle altre parti personalmente.
Le sentenze possono essere impugnate relativamente alle parti corrette nel termine ordinario decorrente dal giorno in cui è stata notificata l'ordinanza di correzione.


Come, del resto, è facile intendere, dalla lettura delle norme, si tratta di procedimenti che necessitano di alcuni mesi, anche nel caso in cui la vertenza giudiziaria riguardi esclusivamente gli interessi di privati cittadini (l'ordinanza di correzione deve essere annotata sull'originale del provvedimento, la sentenza corretta deve essere notificata alla controparte che può proporre un'eventuale impugnazione ...).
I tempi si allungano fisiologicamente, nel caso in cui ad essere condannato, con la sentenza, è un soggetto pubblico; al tempo necessario per lo svolgimento del procedimento di correzione, occorre aggiungere altri mesi per la conclusione del procedimento amministrativo di liquidazione del danno, da parte degli organi competenti del Ministero.

Cordiali saluti.