Separazione e divorzio - Separazione dei coniugi consensuale, divorzio ed assegno di mantenimento



 

Buongiorno

Scrivo per ricevere una consulenza legale a proposito del mio imminente divorzio.
Sono legalmente separata da tre anni. Un mese prima del matrimonio (maggio 2004) il mio ex coniuge ed io abbiamo acquistato una casa contraendo insieme un mutuo. Il mio ex coniuge ha abbandonato il tetto coniugale a febbraio del 2006. Abbiamo ottenuto la separazione congiunta a fine 2006. Gli accordi economici per la separazione prevedevano il pagamento da parte del mio ex coniuge della mia parte di mutuo, NON prevedevano alimenti. Io ho abitato nella casa fino a settembre 2008. In tale data la casa è stata venduta ed abbiamo spartito il surplus derivante dalla vendita. Sempre negli accordi della separazione lui aveva l'obbligo di pagare le spese processuali. Il mio ex coniuge lavora con contratto a tempo indeterminato ed ha uno stipendio di circa 2000 euro mensili.

Da circa 8 mesi sono disoccupata . Precedentemente ho esercitato come libera professionista titolare di una ditta individuale di artigianato, con entrate annue molto basse. A causa della crisi economica ho deciso di chiudere la mia attività in Italia nel luglio 2009 ed ora vivo in Olanda dove NON ho ancora preso la residenza. Non ho attualmente entrate poichè prima di cercare un lavoro in Olanda devo imparare la lingua. Sto quindi studiando e mi mantengo con i soldi derivati dalla vendita della casa. Il mio patrimonio al momento è di 7000 euro.

Vorrei sapere se:
ho diritto a richiedere che il mio ex coniuge sostenga le spese processuali?
ho diritto a richiedere un aiuto economico che faciliti la mia integrazione in Olanda ( il processo di inserimento ufficiale olandese comprende programmi di integrazione che durano circa 1 anno e mezzo; immaginando un aiuto economico di 300 euro mensili per 1 anno e mezzo posso richiedere un bonus di circa 5000 euro?)
Per avviare il processo di integrazione in olanda devo prendere la residenza qui il prima possibile, poichè questo comporta l'inserimento nel programma. Mi conviene aspettare o prendere la residenza in olanda per quanto riguarda il divorzio? (complessità pratiche, questioni economiche) posso sottoporre queste questioni all'avvocato comune in una causa per divorzio consensuale o devo obbligatoriamente avere un mio avvocato ed avviare un divorzio contenzioso? (vorrei evitare il contenzioso).
Grazie

 

RISPOSTA



La risposta alla tua domanda è contenuta nell'articolo 5, comma 6, della legge n.898 del 1970, in materia di scioglimento del matrimonio (divorzio).
Riporto la norma da applicare al tuo caso:

Articolo 5 SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO - DISCIPLINA

1. Il tribunale adito, in contraddittorio delle parti e con l'intervento obbligatorio del pubblico ministero, accertata la sussistenza di uno dei casi di cui all'art. 3, pronuncia con sentenza lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio ed ordina all'ufficiale dello stato civile del luogo ove venne trascritto il matrimonio di procedere alla annotazione della sentenza.

2. La donna perde il cognome che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio.

3. Il tribunale, con la sentenza con cui pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, può autorizzare la donna che ne faccia richiesta a conservare il cognome del marito aggiunto al proprio quando sussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela.

4. La decisione di cui al comma precedente può essere modificata con successiva sentenza, per motivi di particolare gravità, su istanza di una delle parti.

5. La sentenza è impugnabile da ciascuna delle parti. Il pubblico ministero può ai sensi dell'art. 72 del codice di procedura civile, proporre impugnazione limitatamente agli interessi patrimoniali dei figli minori o legalmente incapaci.

6. Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive.

7. La sentenza deve stabilire anche un criterio di adeguamento automatico dell'assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Il tribunale può, in caso di palese iniquità, escludere la previsione con motivata decisione.

8. Su accordo delle parti la corresponsione può avvenire in unica soluzione ove questa sia ritenuta equa dal tribunale. In tal caso non può essere proposta alcuna successiva domanda di contenuto economico.

9. I coniugi devono presentare all'udienza di comparizione avanti al presidente del tribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune. In caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull'effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria.

10. L'obbligo di corresponsione dell'assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze.

11. Il coniuge, al quale non spetti l'assistenza sanitaria per nessun altro titolo, conserva il diritto nei confronti dell'ente mutualistico da cui sia assistito l'altro coniuge. Il diritto si estingue se egli passa a nuove nozze.


Hai diritto all'assegno di mantenimento, in quanto, al momento, non hai mezzi adeguati per il tuo sostentamento per ragioni oggettive (hai scelto di lavorare in Olanda, in considerazione della crisi che ha colpito il nostro paese).
Tuo marito è obbligato, versando mensilmente l'assegno, a garantirti un tenore di vita, identico a quello di cui hai goduto durante la vita coniugale.
Ritengo che la richiesta di 300 euro mensili per l'inserimento in Olanda, possa essere accolta senza problemi dal giudice, in considerazione del reddito di tuo marito. Le circostanze relative alla separazione consensuale, riportate nella mail (ad esempio l'assenza di un obbligo di versare gli alimenti, da parte di tuo marito), sono irrilevanti in sede di divorzio perchè, attualmente, hai esigenze diverse da quelle che avevi tre anni fa.

In caso di divorzio consensuale le spese processuali saranno compensate tra i due coniugi (negli accordi, potete comunque prevedere che le spese siano interamente sostenute da tuo marito, come per la separazione consensuale). In caso di divorzio giudiziale, le spese processuali saranno a carico della parte soccombente (il giudice può comunque prevedere la compensazione delle spese).
In caso di divorzio consensuale, avete facoltà di rivolgervi ad un solo avvocato che rappresenterà entrambi i coniugi in giudizio, con un sensibile risparmio dei costi processuali. Per ottenere una sentenza di divorzio consensuale, dovete essere d'accordo su tutti gli effetti giuridici che sono conseguenza dello scioglimento del matrimonio (ad esempio, importo dell'assegno di mantenimento, affidamento dei figli, assegnazione della casa familiare ...). In mancanza di accordo, dovrete percorrere l'iter processuale del divorzio giudiziale. Se è necessario, sposta pure la tua residenza in Olanda; le notifiche degli atti giudiziari saranno effettuate nello studio legale del tuo avvocato. Il trasferimento della residenza non comporta particolari problemi burocratici o maggiori costi processuali.
L'articolo 4 della legge 898, infatti, prevede che ...

Articolo 4 - Domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione del matrimonio

1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio oppure, nel caso di irreperibilità o di residenza all'estero, al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, nel caso di residenza all'estero di entrambi i coniugi, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.
Cordiali saluti.