Separazione e divorzio - Affidamento del figlio e ammissione al patrocinio a spese dello Stato



 

MODIFICA DECRETO MINORE

In data 30-09-2008 insieme alla mia ex convivente ci siamo trovato davanti al giudice per l'affidamento ( io mi sono trovato solo perchè il mio avvocato non si è presentato ) e la decisione è stata che il bimbo dal lunedi al venerdi sta con la madre e durante il weekend lo tengo io in piu' devo dare un mantenimento di 300 euro mensili, il problema che la madre non lo ha mai tenuto e anche adesso lo tengo io il bimbo aiutato dai miei genitori, nel frattempo in dicembre 2008 nell'ufficio del suo avvocato abbiamo firmato un accordo privato dove diceva che il bambino lo tengo io e la madre lo puo' vedere quando vuole, adesso pero' lo voglio modificare questo decreto e visto che da giugno 2009 sono disoccupato speravo di chiedere il patrocinio gratuito ( ancora non mi sono arrivati il cud dell'ultimo lavoro e dall'inps per la disoccupazione perquisita ). Volevo un consiglio cosa posso fare e quali costi andro' in contro, se l'accordo privato fatto ha una validita' per non dovere dare arretrati perchè i 300 euro al mese non li ho mai dati alla mia ex.
Grazie spero di essere stato chiaro.

 

RISPOSTA



L'accordo stipulato presso lo studio dell'avvocato della tua ex convivente non ha nessun effetto giuridico: è carta straccia, niente di più !!! Mi meraviglia la circostanza per cui un collega possa abbindolare i suoi clienti, facendosi pagare profumatamente, con false soluzioni, prive di ogni fondamento giuridico.
La verità è che le conseguenze di queste "geniali trovate" degli avvocati, le pagano sempre e soltanto i clienti.
Il bambino non è una proprietà dei genitori che possono disporre del piccolo, a loro piacimento, ovvero stipulare accordi, come se si trattasse di un bene a noleggio. Il sistema di turnazione tra genitori, determinato con decreto del giudice, può essere modificato soltanto da un successivo decreto dell'autorità giudiziaria, alla luce del mutamento di circostanze di fatto, determinanti per la decisione relativa all'affidamento del figlio. Lo Stato tutela l'infanzia e la famiglia, ai sensi dell'articolo 31 della Costituzione; la legge quindi, delega la funzione di tutela dei figli di genitori non conviventi, all'autorità giudiziaria che deve assolutamente omologare con decreto, un eventuale accordo stipulato dai genitori.

La tua ex convivente ha commesso un reato, perchè non ha rispettato il contenuto del decreto emesso dal giudice: si tratta del reato contravvenzionale previsto dall'articolo 650 del codice penale.

"Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a lire quattrocentomila".

La signora inoltre, deve ringraziarti per avere accudito il bambino, altrimenti avrebbe commesso il ben più grave reato di abbandono di minore o di incapace, previsto dall'articolo 591 del codice penale:

"Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a sé stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere la cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni".

Hai facoltà di denunciare la signora: fai quello che ti suggerisce la tua coscienza.

Non sei tenuto al pagamento dei 300 euro mensili, a titolo di mantenimento del bambino: se la signora non ha accudito il piccolo (hai provveduto tu !!!), la stessa non ha diritto ad alcun assegno, né tanto meno agli "arretrati". L'importo di 300 euro mensili ha una sua "ratio" giuridica che è il mantenimento del bambino. Se il genitore non provvede alla cura del piccolo, non può sorgere il diritto a percepire tale somma.

Devi presentare ricorso al Tribunale, per modificare il contenuto dell'accordo omologato con il precedente decreto dell'autorità giudiziaria.

Ti allego i requisiti essenziali per avere diritto al patrocinio a spese dello Stato. E' possibile reperire queste informazioni sul sito del Ministero della Giustizia.

REQUISITI E DOCUMENTI NECESSARI PER ESSERE AMMESSI AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO
E’ possibile presentare istanza per essere ammesso al Gratuito Patrocinio a spese dello Stato, ai sensi del D.P.R 30.05.2002 n. 115, qualora l’interessato sia titolare di un reddito imponibile annuo, risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi, non superiore ad € 9.723,84.
Tuttavia qualora l’interessato risulti convivente con il coniuge o con altri familiari la soglia di reddito di € 9.723,84 sarà elevata di €1.032,91 per ogni convivente.
Si terrà invece conto solo reddito personale dell’interessato quando sussista un conflitto di interessi con gli altri componenti della famiglia.
La documentazione da produrre ai fini della richiesta è la seguente:

- Carta d'Identità;

- Codice fiscale;

- Certificato cumulativo di residenza e stato di famiglia anagrafico (è sufficiente una sola copia a nome dell’interessato);

- Dichiarazioni redditi (Modello Unico, CUD, Modello 730, o altro), nonché la documentazione relativa ai redditi esenti o da pensione, percepiti nell'anno precedente, ed eventualmente presentati all'Amministrazione finanziaria ai fini della determinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, o, in difetto, una dichiarazione che attesti i motivi della mancata presentazione;

- Copia eventuale contratto di lavoro e buste paga relative all’anno in corso;

- Copia eventuali libretti di pensione (invalidità, reversibilità, vecchiaia, ecc).

Qualora sussistano, sulla base delle dichiarazioni e delle produzioni dell'interessato, i requisiti di legge per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato (requisiti che saranno valutati ed accertati dal Giudice), l’Avvocato, senza assunzione di responsabilità alcuna, predisporrà la relativa istanza, con allegata la autocertificazione, attestante la consistenza delle predette condizioni reddituali, che dovrà essere personalmente sottoscritta dall’interessato.
ATTENZIONE: La falsità o le omissioni nella suddetta dichiarazione sostitutiva di certificazione sono puntite con la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa da € 309,87 a € 1.549,37. La pena è aumentata se dal fatto consegue l'ottenimento o il mantenimento del beneficio

ll DPR 115/2002 statuisce che, per assistere un cliente a mezzo del gratuito patrocinio, un avvocato deve essere iscritto negli appositi elenchi (attestanti l'apposita abilitazione) predisposti dai Consigli dell'ordine degli Avvocati previa verifica dell'esistenza di tutti i requisiti soggettivi.

Articolo 80 del DPR 115/2000 - Nomina del difensore.

1. Chi è ammesso al patrocinio può nominare un difensore scelto tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato, istituiti presso i consigli dell'ordine del distretto di corte di appello nel quale ha sede il magistrato competente a conoscere del merito o il magistrato davanti al quale pende il processo.

.Devi rivolgerti quindi, al consiglio dell'ordine degli avvocati del distretto di corte di appello nel quale ha sede il magistrato competente a conoscere del merito. (Si trova presso gli uffici della Corte d'appello, per avere la modulistica necessaria.

IN ESTREMA SINTESI:

La domanda per il patrocinio a spese dello Stato si presenta prima dell’inizio del giudizio o durante il giudizio stesso, ma gli effetti decorrono della domanda. Per i giudizi civili, la domanda si presenta al Consiglio dell’ordine degli Avvocati competente.
La domanda deve contenere la richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato; l’indicazione del processo cui si riferisce; le generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza) e il codice fiscale del richiedente e dei familiari conviventi.
Si deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, che si è nelle condizioni di reddito richieste dalla legge e specificare il reddito totale.
Occorre anche impegnarsi a comunicare le variazioni di reddito successive alla presentazione della domanda.
La mancanza di uno solo di questi elementi rende la domanda inammissibile.
La domanda deve essere firmata dall’interessato e la firma deve essere autenticata dall’avvocato o dal funzionario dell’ufficio che la riceve.
L'ammissione è decisa entro dieci giorni dalla presentazione dell'istanza.
Cordiali saluti.