Separazione e divorzio - Riconoscimento del figlio naturale. Doveri del genitore



 

Salve, sono un uomo sposato ed ho messo incinta un'altra donna straniera che vive in una comunità. Vorrei sapere se riconosco il bambino cosa vado incontro, quali sono i miei diritti e doveri.
Grazie.

 

RISPOSTA



Innanzitutto è necessario porsi una domanda: come si può riconoscere un figlio naturale?
Il padre e la madre possono riconoscere il figlio naturale, con lo stesso atto o separatamente, in momenti e con atti diversi. Il riconoscimento deve essere dichiarato all'Ufficiale di stato civile dell'ufficio comunale, competente per la registrazione della nascita del bimbo, ovvero essere contenuto in un atto pubblico redatto da un notaio, o infine inserito in un testamento. Una volta fatto, il riconoscimento è irrevocabile. Il riconoscimento può essere effettuato, senza alcun limite temporale.
Il riconoscimento comporta, per il genitore, l’obbligo di mantenere, istruire ed educare il figlio, tenendo conto delle sue capacità, dell’inclinazione naturale e delle sue aspirazioni.
I genitori devono contribuire economicamente al mantenimento del figlio, proporzionalmente ai loro redditi, al patrimonio posseduto, alle capacità finanziarie.
Il riconoscimento del figlio non comporta il sorgere di obblighi di mantenimento, nei confronti della madre del bambino. Non avrai alcun rapporto giuridico con la stessa.
Sarai obbligato a mantenere economicamente tuo figlio, fino al raggiungimento della sua autosufficienza economica; l'obbligo non cesserà necessariamente, a seguito del raggiungimento della maggiore età del figlio.
Al momento della tua morte, il figlio naturale avrà diritto alla quota di legittima, al pari dei tuoi figli legittimi. Non avrà alcun diritto ereditario invece, la madre di tuo figlio.
Ai sensi dell'articolo 262 del codice civile, il figlio naturale assumerà il cognome del genitore che per primo effettuerà il riconoscimento; in caso di riconoscimento contemporaneo, da parte dei due genitori, assumerà il cognome del padre.
Avrai diritto all'usufrutto legale, sui beni di tuo figlio (eventuali beni che dovesse ricevere per donazione o testamento), fino al raggiungimento della sua maggiore età.
Tanto premesso, in estrema sintesi, ai sensi dell'articolo 261 del codice civile, il genitore ha nei confronti del figlio naturale, gli stessi doveri che la legge prevede a favore dei figli legittimi. Di conseguenza, risultano applicabili, al rapporto genitore - figlio naturale, gli articoli 147 e 148 del codice civile, nonostante facciano espresso riferimento al rapporto "coniugi - figli legittimi". Esaminiamo le conseguenze del mancato esercizio dei tuoi doveri di genitore.
In caso di inadempimento all'obbligo di contribuire economicamente, al mantenimento del figlio, la madre avrà facoltà di ricorrere al presidente del tribunale, ai sensi dell'articolo 148, II comma del codice civile.

"In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l'inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell'obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all'altro coniuge o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione della prole".

Sussistono anche conseguenze di natura penale, in caso di abbandono del figlio minore. Consideriamo infatti, il reato previsto dall'articolo 591 del codice penale:

Art. 591 Abbandono di persone minori o incapaci

Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere la cura, e' punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi abbandona all'estero un cittadino italiano minore degli anni diciotto, a lui affidato nel territorio dello Stato per ragioni di lavoro. La pena e' della reclusione da uno a sei anni se dal fatto deriva una lesione personale, ed e' da tre a otto anni se ne deriva la morte. Le pene sono aumentate se il fatto e' commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall'adottante o dall'adottato.

Riporto in seguito, le norme del codice civile, citate in precedenza, che indicano i doveri del genitore e le conseguenze civilistiche, di un eventuale inadempimento:

Art. 261 Diritti e doveri derivanti al genitore dal riconoscimento

Il riconoscimento comporta da parte del genitore l'assunzione di tutti i doveri e di tutti i diritti che egli ha nei confronti dei figli legittimi.

Alla luce dell'articolo 261 del codice civile, risultano applicabili al rapporto "genitore - figlio naturale", per analogia, le norme che regolano il rapporto tra i coniugi ed i figli legittimi.

Art. 147 Doveri verso i figli

Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

Art. 148 Concorso negli oneri

I coniugi devono adempiere l'obbligazione prevista nell'articolo precedente in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.
In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l'inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell'obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all'altro coniuge o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione della prole.
Il decreto notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore, possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica. L'opposizione è regolata dalle norme relative all'opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili.
Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento.

Sono a disposizione per ulteriori chiariementi.
Cordiali saluti.