Separazione e divorzio - Separazione dei coniugi, beni oggetto della comunione legale "de residuo"



 

Il mio caso è di una separazione coniugale, dopo più di 30 anni di matrimonio mio marito ha una relazione con una donna straniera.
Abbiamo due figli minorenni - ci siamo accordati su ogni aspetto tranne sui beni immobili. Siamo in regime di Comunione dei beni. Possediamo un appartamento (ossia la casa coniugale intestata ad entrambi) e una casa in campagna intestata solo al marito, in quanto era stata aquistata per l'esercizio della sua attività artigianale, durante il matrimonio. L'attività è nata e cessata durante il matrimonio. Il bene ha cambiato destinazione d'uso diventando un bene ad uso della famiglia rientrando quindi nella Comunione de residuo art. 178.
Mio marito a parole riconosce che ne ho diritto, però alla mia richiesta di cointestare il bene egli non accetta, alla richiesta di frazionamento (cosa possibilissima) per averne una parte egli non accetta; Ha messo il bene in vendita e mi dice di aspettare la vendita che mi darà la mia quota in denaro. La mia paura è che venda a mia insaputa e che vada all'estero con questa donna. Ci sono strumenti per tutelarmi affinchè il bene non scompaia senza poter far nulla? é valido l'art. 184?
Al momento dopo un anno di trattative per questo motivo non siamo ancora legalmente separati, ma solo di fatto, vorrei giungere ad una separazione legale, cosa mi consigliate?

 

RISPOSTA



I beni rientranti nella comunione "de residuo", ai sensi dell'articolo 178 del codice civile, si considerano oggetto della comunione, solo se sussistono al momento dello scioglimento di questa.
Tali beni, prima dello scioglimento della comunione, sono di esclusiva proprietà del coniuge titolare. L'immobile non è entrato a far parte della comunione "de residuo", al momento del mutamento della sua destinazione d'uso !!!
La casa in campagna rientrerà nella comunione "de residuo", soltanto al momento della separazione legale dei coniugi (causa di scioglimento della comunione legale, ai sensi dell'articolo 191 c.c.); prima della separazione dei coniugi, tuo marito può venderla validamente senza il tuo consenso, non risultando applicabile l'articolo 184 del codice civile.
Fino al momento della separazione dei coniugi, la casa in campagna ha lo "status giuridico" di bene personale di tuo marito, quindi fai bene a temere che lo stesso possa vendere l'immobile, per poi scappare all'estero con la sua compagna.
Se vuoi far valere i tuoi diritti sull'immobile, devi farlo rientrare nella comunione "de residuo", presentando ricorso al Tribunale, per ottenere la separazione legale da tuo marito, prima che quest'ultimo venda la casa in campagna.
E' una corsa contro il tempo: la separazione dei coniugi deve essere pronunciata prima della vendita dell'immobile.
Per completezza espositiva, riporto in seguito, gli articoli del codice civile citati:

Art. 178 Beni destinati all'esercizio di impresa

I beni destinati all'esercizio dell'impresa di uno dei coniugi costituita dopo il matrimonio e gli incrementi dell'impresa costituita anche precedentemente si considerano oggetto della comunione solo se sussistono al momento dello scioglimento di questa.
Le cause di scioglimento della comunione legale sono indicate tassativamente dall'articolo 191 del codice civile:

Art. 191 Scioglimento della comunione

La comunione si scioglie per la dichiarazione di assenza o di morte presunta, di uno dei coniugi, per l'annullamento, per lo scioglimento o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale dei beni, per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi. Nel caso di azienda di cui alla lett. d) dell'art. 177, lo scioglimento della comunione può essere deciso, per accordo dei coniugi, osservata la forma prevista dall'art. 162.

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.