Separazione e divorzio - Separazione dei coniugi, divorzio e mantenimento del figlio maggiorenne non autosufficiente



 

Sono separato da oltre tre anni, con accordo consensuale.
Una delle mie figlie studia (dall'inizio dell'anno 2007)presso l'Università di Torino per completare il biennio in Editoria e Giornalismo.
Oltre ad un assegno mensile di € 257 per il suo mantenimento, corrispondo mensilmente un'ulteriore somma di € 103 a titolo di contributo per le spese relative al suo soggiorno in Torino, come da accordo consensuale di separazione. Dal mese di ottobre 2009 mi è stato chiesto di corrispondere un'ulteriore somma di € 115, corrispondente al 50% dell'affitto di una camera in Torino (convenzione studenti universitari).
Ho contestato questa ulteriore richiesta, non prevista dall'accordo di separazione, in quanto ritengo di contribuire già alle spese per il soggiorno di mia figlia in Torino.
Fino al mese di febbraio 2010 ho corrisposto quest'ultima somma a titolo di "contributo volontario" e non come obbligo scaturente dall'accordo di separazione.

Premesso che ho già dato al mio legale l'incarico di avviare il ricorso per il divorzio, mi è necessario sapere:

- essendo mia figlia non in regola con il corso universitario biennale (fuori corso da circa un anno), sono ancora obbligato a corrispondere il contributo mensile di € 103 (nell'accordo di separazione è chiaramente specificato che corrisponderò questo contributo fino al completamento del corso "biennale")?

- poiché contribuisco già alle spese per il soggiorno di mia figlia in Torino, sono obbligato a corrispondere l'ulteriore somma di € 115 (per affitto camera)?

In relazione alla pratica di divorzio, ritengo opportuno precisare che inizialmente mi è stato chiesto di confermare il contenuto dell'accordo di separazione consensuale, cosa che ho prontamente fatto. Ma la controparte ha apportato alla bozza di accordo alcune "piccole modifiche" che, a mio parere, stravolgono completamente l'iniziale accordo di separazione.

In particolare:

1)la casa di proprietà comune rimane assegnata alla mia ex moglie fino a "definitivo" trasferimento della sua residenza altrove (cosa significa?!...quando potrà considerarsi definitivo l'eventuale suo trasferimento di residenza?...chi me lo dirà?...lei?!);

2) dovrei essere ancora obbligato a corrispondere la somma di € 103 mensili anche dopo il conseguimento della laurea da parte di mia figlia qualora, per l'eventuale sua partecipazione a stages formativi post laurea, mia figlia dovesse dimorare fuori Messina (nell'accordo di separazione è stato chiaramente scritto che le spese per l'eventuale partecipazione a corsi abilitanti saranno rimborsate al 50% "solo se preventivamente concordate").

In attesa di una vostra risposta, invio cordiali saluti.

 

RISPOSTA



Non sei obbligato a versare periodicamente e con continuità, la somma di € 115, corrispondente al 50% dell'affitto di una camera singola, nei pressi dell'Università di Torino, poiché ciò non è stato previsto dall'accordo consensuale. La circostanza che tu abbia volontariamente versato il suddetto importo aggiuntivo, fino allo scorso febbraio, non fa sorgere un obbligo giuridico, in tal senso.
L'obbligo sorge a seguito di modifica consensuale dell'accordo, in sede giudiziaria, ovvero con una condanna del Tribunale ad adempiere alla specifica obbligazione.
Hai scritto che "nell'accordo di separazione è chiaramente specificato che corrisponderò questo contributo fino al completamento del corso biennale".
Il corso biennale sarà completato con l'esame di laurea di tua figlia e, fino ad allora, sarai obbligato a versare la somma di 103 euro mensili, anche alla luce della consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Per maggiore completezza espositiva, provvedo ad allegare alcune delle massime relative a sentenze, in materia di mantenimento di figli maggiorenni non autosufficienti, dal punto di vista economico, da parte di genitori separati/divorziati.

La Corte di Cassazione ha affermato che “il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne cessa all’atto del conseguimento, da parte del figlio, di uno status di autosufficienza economica consistente nella percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali e concrete condizioni di mercato” (Cassazione, sez. I civile, 4 marzo 1998 n. 2392) e che l’obbligo dei genitori non possa protrarsi all'infinito “trovando il suo limite logico e naturale allorquando i figli si siano già avviati ad un'effettiva attività lavorativa tale da consentir loro una concreta prospettiva d'indipendenza economica, o quando siano stati messi in condizioni di reperire un lavoro idoneo a procurar loro di che sopperire alle normali esigenze di vita” (Cassazione sez. II civile, sentenza 7 luglio 2004 n. 12477).

"L’obbligo dei genitori di mantenere i figli, ex artt. 147 e 148 del codice civile, sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da una specifica domanda; tale obbligo non cessa automaticamente con la maggiore età od oltre un dato limite dalla stessa (per esempio età molto avanzata del figlio maggiorenne), ma si protrae sino a quando il figlio abbia raggiunto una propria indipendenza economica"
(Cass. Civ.Sez.I 1.12.2004 n.22500).

1) La clausola per cui "la casa di proprietà comune rimane assegnata alla mia ex moglie fino a definitivo trasferimento della sua residenza altrove", non sarà mai omologata dal Tribunale in sede di divorzio; tale clausola dipende dal mero arbitrio di tua moglie che potrebbe decidere di spostare altrove la sua residenza anche nel 2050 o di non spostarla mai!!! E' una clausola ridicola, contraria allo stesso principio di uguaglianza sostanziale dei coniugi, previsto dalla Costituzione; devi opporti con convinzione alla proposta di tua moglie.

2) In considerazione della giurisprudenza della Corte di Cassazione, in materia di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti, benchè nell'accordo consensuale sia previsto che "le spese per l'eventuale partecipazione a corsi abilitanti saranno rimborsate al 50% solo se preventivamente concordate", nel caso in cui lo stage dovesse risultare essenziale per creare una ragionevole prospettiva di lavoro, per tua figlia, saresti ugualmente obbligato a rimborsare le spese di partecipazione, anche in mancanza del tuo assenso.
Deve trattarsi ovviamente di uno stage essenziale per le prospettive lavorative di tua figlia e non di un master frequentato al solo fine di soddisfare una sua curiosità ovvero soltanto per continuare la sua vita da studente universitario fuori sede.
Gli obblighi di mantenimento del genitore, così come interpretati dalla Corte di Cassazione, sono inderogabili e non possono essere elusi con accordi tra coniugi, in sede di separazione e di divorzio.
Tua figlia potrebbe presentare ricorso al Tribunale, per ottenere la tua condanna al versamento del rimborso delle spese di partecipazione al master/stage; il tribunale potrebbe condannarti, nonostante l'accordo consensuale con tua moglie, se dovesse ritenere tale master/stage, essenziale per la carriera di tua figlia.
Cordiali saluti.